Categorie approfondimento: Commerciale e industriale
17 Agosto 2016

Direttore generale e responsabilità

Di cosa si tratta

La gamma delle competenze attribuite al “direttore generale” è talmente vasta che non si può pensare di potere ricondurre tutte le figure ai medesimi effetti. Non solo ma la stessa personalità del D.G. caratterizza la sua condotta e lo spinge in direzioni anche antitetiche alla posizione conseguita.
Per queste ragioni non si può pensare di etichettare questa figura e ricondurla al regime dirigenziale con una latitudine che si spinge non solo ad eseguire quanto il consiglio di amministrazione abbia tracciato, ma quanto appartiene in proprio all’idea di sè.
Sulla scia di un orientamento già esistente è tornata la Cassazione ad affermare che all’esistenza formale dell’incarico conseguono le responsabilità e si applica il regime della responsabilità degli amministratori per il fatto di essere in posizione apicale all’interno della società (Cassazione Sez. 1°, 18 novembre 2015, n. 23630).
In mancanza di una nozione intrinseca di D.G., collegata alle mansioni svolte, non si può fare ricorso ad una interpretazione estensiva od analogica per fare discendere ed allargare lo speciale regime dato per gli amministratori dall’art. 2396 cod. civ., salvo che l’operatività si sia estesa arrivando ad avvicinarsi all’amministratore di fatto. A prescindere dalla formale investitura e svolgendo funzioni di alta gestione in modo continuativo, la Cassazione fa poi discendere effetti analoghi all’amministratore.
Il nostro pensiero nel tempo è stato di discostarci da una interpretazione di questo tipo, ravvisando la necessità di verificare l’operato alla luce delle indicazioni contenute nello statuto od anche determinate dalla delibera di nomina.
Lo svolgimento di un’attività esecutiva, anche se di alto livello all’interno dei confini delle competenze tracciate, non comporta in tutti i casi la parificazione.
Ad esempio quando sulle scelte più salienti il D.G. è più vicino ad un consulente piuttosto che ad un amministratore non si possono ricondurre responsabilità che in concreto non si è assunto.
Laddove quindi l’D.G. non abbia esorbitato le competenze ricevute e non abbia operato in modo autonomo, ma anzi abbia svolto la propria attività esercitando il “potere-dovere” di valutare la legittimità delle decisioni degli amministratori prima di darvi esecuzione, rifiutando magari di eseguire decisioni illegittime, non ci sospingeremmo alle conclusioni della Cassazione.

(Visited 1 times, 47 visits today)