Categorie approfondimento: Tributario e fiscale
14 Settembre 2013

“Decreto Fare”: le modifiche dopo la conversione in legge

Di cosa si tratta

All’adozione del “Decreto Fare” (D.L. 21 giugno 2013, n. 69) abbiamo dedicato, in via di eccezione, alcuni articoli per fornire informativa sui temi che lo studio segue; provvediamo a dare conto di cosa sia cambiato con le modifiche intervenute in sede parlamentare con la conversione in legge, effettuata con la Legge 9 agosto 2013, n. 98.
Gli articoli inseriti trattavano:
Le modifiche in materia di società a responsabilità limitata semplificata e a capitale ridotto”,
Le modifiche in materia di start-up innovative: i nuovi requisiti”,
Foro delle società straniere”,
La nuova sentenza nel giudizio civile e la conciliazione “obbligatoria””,
Riscossione fiscale dopo il decreto “fare”“,
Misure per la tutela del credito”,
Concordato preventivo: il commissario e la rendicontazione”,
Appalti: responsabilità solidale per fisco e previdenza”.
A seguito della conversione è stato eliminato il Foro delle società con sede all’estero e sostanzialmente confermato il contenuto delle misure per la tutela del credito; non è stato modificato l’art. 50 relativo alla eliminazione della responsabilità solidale in sede fiscale, che resta soppressa.
Per la conciliazione giudiziale, modificata dall’art. 77 è stato operato un intervento di inserimento dopo l’art. 185 del Codice di procedura, come art. 185-bis., per il quale la proposta di conciliazione del giudice va formulata alla prima udienza, ovvero sino a quando è esaurita l’istruzione, ove è previsto che formuli una proposta alle parti, ove possibile, avuto riguardo alla natura del giudizio, al valore della controversia e all’esistenza di questioni di facile e pronta soluzione di diritto. È anche aggiunto che la proposta di conciliazione non possa costituire motivo di ricusazione o astensione del giudice.
Per il concordato preventivo è stata aggiunta unicamente una parte, che non abbiamo trattato nell’articolo di aggiornamento, ed è relativa ai crediti delle cooperative di lavoro con finalità mutualistica alle quali è riconosciuto il privilegio di cui all’art. 2751-bis, numero 5), cod. civ., spettante per corrispettivi dei servizi prestati e dei manufatti prodotti, qualora le medesime cooperative abbiano superato positivamente o abbiano comunque richiesto la revisione di cui al D.Lgs. 2 agosto 2002, n. 220.
Alla riscossione fiscale mediante ruolo sono apportati diversi correttivi; la rateazione, ove, per ragioni estranee alla propria responsabilità, il debitore si trovi in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica, può essere aumentata fino a centoventi rate mensili e ai fini della concessione di tale maggiore rateazione, si intende per comprovata e grave situazione di difficoltà quella in cui ricorrono congiuntamente le condizioni: a) accertata impossibilità per il contribuente di eseguire il pagamento del credito tributario secondo un piano di rateazione ordinario; b) solvibilità del contribuente, valutata in relazione al piano di rateazione concedibile. Inoltre l’agente della riscossione non dà corso all’espropriazione per uno specifico paniere di beni definiti “beni essenziali”, che è individuato con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze d’intesa con l’Agenzia delle entrate e con l’Istituto nazionale di statistica. La vendita al valore stimato con l’ausilio di un esperto, nel caso in cui ritenga che il valore del bene sia manifestamente inadeguato e, se l’agente della riscossione lo richiede, il giudice può nominare un ausiliario che riferisca sulle caratteristiche e sulle condizioni del bene pignorato, e può assegnare ad esso la funzione di custode del bene.
La procedura di iscrizione del fermo di beni mobili registrati è avviata dall’agente della riscossione con la notifica al debitore o ai coobbligati iscritti nei pubblici registri di una comunicazione preventiva contenente l’avviso che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro il termine di trenta giorni, sarà eseguito il fermo, senza necessità di ulteriore comunicazione, mediante iscrizione del provvedimento che lo dispone nei registri mobiliari, salvo che il debitore o i coobbligati, nel predetto termine, dimostrino all’agente della riscossione che il bene mobile è strumentale all’attività di impresa o della professione.
Per valutare le nuove misure entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, il Governo riferisce alle Camere, con una relazione, gli effetti di ognuna delle misure di cui alle norme richiamate, ai fini di una valutazione della loro efficacia, con particolare riferimento: all’introduzione di una franchigia di €. 120.000 per l’espropriazione degli immobili diversi dalla casa di abitazione non di lusso; all’innalzamento a 120 del numero massimo di rate in cui possono essere ripartiti i debiti; all’ampliamento a otto del numero di rate il cui mancato pagamento fa venir meno il beneficio della rateizzazione.
Vi sono poi le ultime modifiche per le società a responsabilità limitata per le quali l’intervento normativo è stato effettuato anche con la L. 9 agosto 2013, n. 99, conversione del D.L. 28 giugno 2013, n. 76, in vigore dal 23 agosto 2013, che ha ulteriormente innovato la disciplina delle società a responsabilità limitata, con l’introduzione all’art. 9, di due nuovi commi (15-bis e 15-ter), che apportano modifiche agli artt. 2463 e 2464 cod. civ.. In particolare: in qualsiasi società a responsabilità limitata, i conferimenti iniziali devono essere versati nelle mani dell’organo amministrativo, e non più presso una banca (art. 2464, 4° co., 1° periodo, cod. civ.); i mezzi di pagamento devono essere indicati in atto (art. 2464, 4° co., 2° periodo, cod. civ.); qualsiasi società a responsabilità limitata può essere costituita, con capitale minimo di un euro, da persone fisiche di qualsiasi età, inferiore o maggiore rispetto al compimento del trentacinquesimo anno di età; solo nel caso delle società con capitale inferiore ad euro diecimila, i versamenti dovranno essere effettuati, all’atto costitutivo, per intero, nelle mani dell’organo amministrativo (art. 2463, 4° co., cod. civ.; nelle società con capitale inferiore ad euro diecimila, viene prevista una nuova norma relativa alla riserva legale. La somma da dedurre dagli utili netti risultanti dal bilancio regolarmente approvato, per formare la riserva prevista dall’art. 2430, deve essere almeno pari a un quinto degli stessi, fino a che la riserva non abbia raggiunto, unitamente al capitale, l’ammontare di diecimila euro. La riserva potrà essere utilizzata solo per imputazione a capitale e per copertura di eventuali perdite; deve essere reintegrata se viene diminuita per qualsiasi ragione (art. 2463, 5° co., cod. civ.).
Per la SRL semplificata la L. 9 agosto 2013, n. 99, di conversione del D.L. 28 giugno 2013, n 76, all’art. 9, commi 13 e seguenti del D.L. 28 giugno 2013, n. 76 aveva già introdotto novità di rilievo sulle Società a responsabilità limitata a regime particolare, abolendo la società a responsabilità limitata a capitale ridotto ed aprendo agli ultratrentacinquenni la società a responsabilità limitata semplificata. In particolare: è stata abolita la “società a responsabilità limitata a capitale ridotto”; le società già costituite ed iscritte nel Registro Imprese, dalla data di entrata in vigore del D.L. n. 76/2013 (29 giugno 2013) dovranno essere qualificate come “società a responsabilità limitata semplificata”; la società a responsabilità limitata semplificata è stata estesa anche ai soggetti aventi già trentacinque anni di età (art. 2463 bis, primo comma, cod. civ.); è stato abolito il co. 4 dell’art. 2463 bis cod. civ., che vietava per le società semplificate il trasferimento delle partecipazioni a soggetti aventi già i trentacinque anni di età. La legge ha aggiunto, all’art. 2463-bis cod. civ. il nuovo co. 2-bis, nel quale si stabilisce che “Le clausole del modello standard tipizzato sono inderogabili”; non è stato ancora emanato il testo del nuovo “statuto tipo” di società semplificata e, in sede operativa, sarà necessario provvedere a modificare il testo ministeriale eliminando il divieto di cessione di partecipazioni a soggetti con età pari o superiore ad anni 35, e ad eliminare il limite, per il conferimento della carica amministrativa, ai soli soci.

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