Categorie approfondimento: Credito e banche
15 Maggio 2014

Credito al consumo: la restituzione anticipata

Di cosa si tratta

Non è infrequente che la spinta a concludere contratti attraverso il ricorso al finanziamento ad opera di intermediari sia fortemente voluta dai venditori che traggono utilità ulteriori rispetto a quelle che deriverebbero dalla mera vendita con incasso diretto.
Si realizza però un comportamento scorretto nei casi in cui l’intermediario che, violando l’art. 125-sexies T.U.B., impedisce al cliente di estinguere anticipatamente il contratto di finanziamento, attraverso il rifiuto di fornirgli i dati necessari per procedere al saldo del prezzo convenuto. In tale situazione, è contraria a buona fede la segnalazione del cliente come “cattivo pagatore” a una banca dati creditizia.
Lo afferma l’Arbitro Bancario e Finanziario di Milano con decisione del 3 marzo 2014 con riferimento alla vicenda di una persona che non voleva acquistare un bene attraverso un finanziamento e aveva preteso di inserire nel contratto su modulo prestampato la facoltà di risolverlo anticipatamente “senza alcun onere”.
L’Arbitro afferma che ai sensi dell’art. 1342 comma 1 c.c., nei contratti conclusi mediante la sottoscrizione di moduli o formulari, predisposti per disciplinare in maniera uniforme determinati rapporti contrattuali, le clausole aggiunte al modulo o al formulario prevalgono su quelle del modulo o formulario qualora siano incompatibili con esse, anche se queste ultime non sono state cancellate. La clausola aggiunta al contratto prevale sulle restanti clausole.
Il ricorrente si è correttamente riservato il diritto di estinguere anticipatamente il contratto, senza che gli potessero essere addebitati oneri ulteriori.
Va aggiunto che il diritto di estinguere anticipatamente il contratto di finanziamento risulta già direttamente dalla legge e in particolare dall’art. 125 sexies T.U.B.; dunque la clausola inserita dal ricorrente nel contratto opera semplicemente come pattuizione che ribadisce quanto già previsto dalla legge. Il ricorrente dispone senz’altro del diritto di estinguere anticipatamente il contratto di finanziamento.
Nella vicenda trattata il ricorrente si è offerto più volte e con più modalità di estinguere anticipatamente il contratto mediante pagamento dell’intera somma dovuta senza oneri aggiuntivi, ma la possibilità è stata ostacolata e di fatto impedita dall’intermediario. Questo comportamento dell’intermediario non è in linea con i canoni di diligenza, correttezza e trasparenza che devono caratterizzare il suo comportamento nei confronti dei clienti e, sotto questo profilo, si è reso inadempiente.
Ribadendo un concetto già espresso l’ABF ha affermato che anche nella fase estintiva del rapporto le parti devono cooperare secondo buona fede al fine di consentire il soddisfacimento dei reciproci interessi. In quest’ottica, è censurabile anche il fatto che il nominativo del ricorrente sia stato segnalato presso una banca dati creditizia, essendo detta segnalazione conseguenza non tanto dell’incapacità di pagamento del finanziato quanto piuttosto della carente collaborazione del finanziatore nel consentire la pronta estinzione del rapporto contrattuale.

(Visited 6 times, 1 visits today)