Categorie approfondimento: Voluntary disclosure
15 Dicembre 2014

Il costo dell’adesione alla voluntary disclosure

Di cosa si tratta

La prima domanda, che correttamente si pone chi intende aderire alla procedura di collaborazione volontaria per sistemare le pendenze pregresse con il Fisco, è quanto costa.
Qualcuno si sospinge ad esprimersi in termini percentuali dando indicazioni allarmistiche ed altri ottimistiche, ma invero il costo si può determinare solamente in concreto prendendo in considerazione con tutte le sue peculiarità il singolo contribuente con quanto ha fatto.
Fornire oggi una risposta sarebbe compiere un’operazione scorretta; a conferma si possono fare due esempi: ancora non si sa quali Paesi entro i sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge avranno espresso la loro adesione agli “accordi che consentano un effettivo scambio di informazioni ai sensi dell’art. 26 del modello di Convenzione contro le doppie imposizioni predisposto dall’OCSE” per i Paesi black list, fatto questo da solo idoneo a consentire la determinazione ed applicazione a metà delle sanzioni (nuovo art. 5-quinquies del D.L. 30 giugno 1990, n. 167, convertito nella legge 4 agosto 1990, n. 227).
Inoltre non è ancora esistente il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate da emanare entro trenta giorni dall’entrata in vigore delle disposizioni che dovrebbe dare, oltre alla modalità di presentazione dell’istanza, “ogni altra modalità applicativa della relativa procedura” (nuovo art. 5-sexies del D.L. 30 giugno 1990, n. 167, convertito nella legge 4 agosto 1990, n. 227). In questo secondo punto non è attribuita una delega a dare nuove disposizioni, ma anche l’illustrazione di comportamenti materiali, anche preventivi alla domanda, è sicuramente fatto che imposta il ragionamento per consentire di effettuare verifiche al quesito base sul costo dell’operazione.
In termini generali le principali componenti che possono radicalmente influenzare il risultato dell’operazione di calcolo del costo sono il Paese ove le utilità sono allocate, nel tempo; la durata dell’investimento; il tipo di evasione compiuta.
Se si parla di investimento di soggetto non imprenditore con risorse allocate in un Paese white list o in Paese che chiude l’accordo sullo scambio di informazioni entro i sessanta giorni, e se il contribuente autorizzerà l’intermediario estero a trasmettere alle autorità fiscali italiane, su loro richiesta, i dati delle attività estere il costo è decisamente conveniente.
I periodi accertabili diventano oggetto di collaborazione (nel sito “I periodi di imposta ‘sanabili’ con la voluntary disclosure”) che si risolve nel pagamento di imposte sostitutive sui rendimenti finanziari dell’investimento e delle corrispondenti sanzioni in misura ridotta oltre a quelle, parimenti ridotte, relative all’omessa o incompleta compilazione del quadro RW del modello UNICO, destinato al monitoraggio fiscale delle attività e degli investimenti detenuti all’estero.
All’opposto se si tratta di un imprenditore individuale che evade imposte sui redditi, IRAP e IVA, oltre ai contributi previdenziali il costo complessivo dell’operazione di rientro sarà elevato.
Oltre all’IRPEF calcolata in base alle aliquote sull’intero importo iniziale dell’investimento, dovrà essere pagato il tributo anche per l’IRAP e l’IVA con le aliquote vigenti all’epoca dell’investimento. Inoltre, il beneficio della riduzione delle sanzioni previsto in caso di disclosure sarà calcolato su una base non costituita dal doppio dei minimi edittali delle sanzioni. Un caso come questo imporrebbe una valutazione puntuale degli elementi di rischio sul fronte penalistico che si potrebbero bloccare con l’adesione allo strumento, che verrebbe perso senza.
Altra ipotesi che può essere prospettata è il non imprenditore che abbia a detenere la sostanza in Paese Black List o che non conclude accordi per lo scambio di informazioni con l’Italia. In questo caso l’elevazione del costo deriva dalla lunghezza del periodo preso in considerazione in quanto l’accertamento avrebbe la possibilità di essere fatto in termini raddoppiati e l’IRPEF potrà essere recuperata sull’intero importo iniziale dell’investimento in base alle aliquote marginali applicabili sul reddito complessivo del contribuente.
Crediamo di avere illustrato elementi di orientamento ove in varie situazioni si potrebbero avere utilità elevate di risparmio a fronte della tranquillità futura.

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