Categorie approfondimento: Commerciale e industriale
4 Maggio 2015

Contratti di trasporto: responsabilità del committente

Di cosa si tratta

La c.d. Legge di Stabilità per il 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190) ha introdotto una forma di responsabilità solidale a carico del committente per i contratti di trasporto all’apparenza analoga a quella prevista per l’appalto.
L’operazione è stata compiuta modificando la responsabilità solidale per i trattamenti retributivi, contributivi ed assicurativi dei lavoratori impiegati nei contratti di autotrasporto per conto terzi, mediante la modifica di due testi normativi, il D. Lgs. 21 novembre 2005, n. 286 ed il d.l. 25 giugno 2008, n. 112, conv. in l. 6 agosto 2008, n. 133.
Nei casi di inadempimento di maggiore rilevanza la responsabilità solidale viene estesa nell’ambito del contratto di trasporto alle violazioni del codice della strada e per le obbligazioni fiscali.
Prima della stipulazione del contratto di trasporto il committente è ora obbligato a verificare la regolarità del vettore se abbia adempiuto agli obblighi retributivi, previdenziali e assicurativi. In quanto abbia fatto questa operazione non passa al committente la responsabilità solidale.
Dice l’art. 1, co. 247 della c.d. Legge di Stabilità 2015: “4-bis. Al fine di garantire l’affidamento del trasporto a vettori in regola con l’adempimento degli obblighi retributivi, previdenziali e assicurativi, il committente è tenuto a verificare preliminarmente alla stipulazione del contratto tale regolarità mediante acquisizione del documento di cui al co. 4-sexies. In tal caso il committente non assume gli oneri di cui ai co. 4-ter e 4-quinquies”.
Il committente che non esegue la verifica è obbligato in solido con il vettore, nonché con ciascuno degli eventuali sub-vettori, entro il limite di un anno dalla cessazione del contratto di trasporto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi agli enti competenti, dovuti limitatamente alle prestazioni ricevute nel corso della durata del contratto di trasporto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni amministrative di cui risponde il solo responsabile dell’inadempimento; il committente che ha pagato può esercitare l’azione di regresso nei confronti del coobbligato.
Per l’art. 4-quater la verifica sulla regolarità del vettore è effettuata limitatamente ai requisiti e ai sensi del co. 4-bis, fino alla data di adozione della delibera del presidente del Comitato centrale per l’albo nazionale delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l’autotrasporto di cose per conto di terzi, provvedimento da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della disposizione. A decorrere dall’adozione della delibera, la verifica sulla regolarità del vettore è assolta dal committente mediante accesso ad apposita sezione del portale internet attivato dal citato Comitato centrale, dal quale sia sinteticamente acquisita la qualificazione di regolarità del vettore a cui si intende affidare lo svolgimento di servizi di autotrasporto. A tal fine il Comitato centrale acquisisce sistematicamente in via elettronica dalle amministrazioni e dagli enti competenti l’informazione necessaria a definire e aggiornare la regolarità dei vettori iscritti.
In caso di contratto di trasporto stipulato in forma non scritta il committente che non esegue la verifica, oltre agli oneri indicati, si assume anche gli oneri relativi all’inadempimento degli obblighi fiscali e alle violazioni del codice della strada commesse nell’espletamento del servizio di trasporto per suo conto eseguito.
Per l’art. 4-sexies all’atto della conclusione del contratto, il vettore è tenuto a fornire al committente un’attestazione rilasciata dagli enti previdenziali, di data non anteriore a tre mesi, dalla quale risulti che l’azienda è in regola ai fini del versamento dei contributi assicurativi e previdenziali.
Inoltre, l’art. 6-ter stabilisce che: “Il vettore incaricato della prestazione di un servizio di trasporto può avvalersi di sub-vettori nel caso in cui le parti concordino, alla stipulazione del contratto o nel corso dell’esecuzione dello stesso, di ricorrere alla sub-vettura”, ma il sub-vettore non può affidare ad altro vettore lo svolgimento della prestazione di trasporto, pena la nullità del contratto.
Si disciplina il contratto di sub-vezione, sottoponendolo all’espresso accordo delle parti e prevedendo la contestuale assunzione, in capo al vettore, degli oneri e delle «responsabilità gravanti sul committente connessi alla verifica della regolarità del sub-vettore, rispondendone direttamente. Viceversa, il difetto di accordo sulla sub-vezione è configurabile inadempimento di non scarsa importanza che legittima la risoluzione negoziale per inadempimento.
Il divieto di affidamento, da parte del sub-vettore, di un ulteriore sub-vezione, è sanzionata con la nullità del contratto che lo contempla, per implicita contrarietà ad una norma imperativa ai sensi dell’art. 1418, c. 1, cod. civ., in quanto il legislatore ha fissato in modo inderogabile il limite dei passaggi consentiti nell’esecuzione del contratto.
La nuova responsabilità solidale riguarda i trattamenti retributivi, previdenziali ed assicurativi dei lavoratori «restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni amministrative delle quali risponde solo il responsabile dell’inadempimento». È stata omessa la previsione relativa trattamento di fine rapporto che nelle intenzioni del legislatore avrebbe voluto prevederla. Non pare ragionevole la differenza di confronto questa solidarietà rispetto all’omologa negli appalti, che include anche la retribuzione c.d. differita.
Sarebbe necessario svolgere un confronto con la disciplina data in relazione con l’art. 29, co. 2, d. lgs. 10 settembre 2003, n. 276, che disciplina la solidarietà negli appalti.
Entrambe le solidarietà sono strutturate sulla falsariga del sistema di due diligence, prevedendo condotte che liberano l’obbligato dal vincolo solidale. La differenza della solidarietà per i contratti di autotrasporto è che si può azionare entro un anno dalla data di cessazione del contratto che non pare derogabile, nemmeno per i soli profili retributivi, non solo dalla contrattazione collettiva.
La duplice disciplina pone poi il quesito del rapporto di specialità dell’una rispetto all’altra. L’omessa indicazione normativa sui rapporti tra i due tipi di responsabilità solidale potrà dare dubbi applicativi nei casi in cui si abbia la stipulazione di un solo committente verso più appaltatori che siano anche vettori, con contratti di appalto simultanei a quelli di autotrasporto.
Almeno una circolare sarebbe opportuna sulla portata della novella legislativa e i suoi rapporti con la solidarietà negli appalti.
L’introduzione di questo regime di responsabilità solidale nel farraginoso quadro normativo esistente, più che garantire tutela ai prestatori di lavoro e agli enti previdenziali ed assicurativi, dà confusione tra un diverso regime di solidarietà per l’autotrasporto di merci per conto terzi, senza disciplinare la solidarietà in modo unitario.

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