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6 Maggio 2017

Conto di base

Il conto di base è stato introdotto nel nostro ordinamento per gli intermediari finanziari, regolato dal TUB (Testo Unico Bancario), in esecuzione dell’obbligo di conformarci alla disciplina europea disposta dalla Direttiva 2014/92/UE sulla comparabilità delle spese relative al conto di pagamento, sul trasferimento del conto di pagamento e sull’accesso al conto di pagamento con caratteristiche di base; il provvedimento attuativo è il D.Lgs. 15 marzo 2017, n. 37.
Il suo contenuto è ispirato alla tutela del consumatore, che è il soggetto preso in considerazione, mentre gli operatori coinvolti sono le banche, la società Poste italiane S.p.a. e gli altri prestatori di servizi di pagamento abilitati ad offrire servizi a valere su un conto che è un conto di pagamento in euro con alcune caratteristiche di base.
Il provvedimento è entrato in vigore il 14 aprile 2017, e dispone modifiche al Titolo VI del TUB, rubricato “Disposizioni particolari relative ai conti di pagamento”, con l’aggiunta degli articoli dal 126-decies al 126-vicies sexies.
Secondo quanto disposto all’art. 126-noviesdecies, i soggetti indicati sono tenuti, limitatamente ai servizi di pagamento che essi offrono ai consumatori, a offrire un conto di pagamento di base, che è un conto corrente a canone ridotto, a cui possono accedere tutti i consumatori che soggiornano legalmente nell’Unione europea, senza discriminazioni e a prescindere dal luogo di residenza. È prevista anche l’emissione di un bancomat, tramite il quale sarà possibile effettuate un numero di operazioni limitate, come disporre pagamenti e ricevere un bonifico; non potrà invece essere utilizzato per operazioni di gestione del risparmio. Per “consumatore soggiornante legalmente nell’Unione europea” si intende “chiunque abbia il diritto di soggiornare in uno Stato membro dell’Unione europea in virtu’ del diritto dell’Unione o del diritto italiano”.
Il conto di base include, con addebito di un canone annuale onnicomprensivo, il numero di operazioni annue effettuabili senza addebito di altre spese definito con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia. Il decreto dovrà individuare, per uno o più profili di clientela ai quali il conto di base è destinato, un numero di operazioni sufficiente a coprire l’uso personale da parte del consumatore. Sul conto di base non possono essere concesse aperture  di credito né sconfinamenti. Il titolare potrà eseguire le operazioni avvalendosi senza maggiori costi dei canali telematici disponibili presso il prestatore di servizi di pagamento per i conti analoghi, fermo restando il possibile addebito di spese per le operazioni aggiuntive o in numero superiore (art. 126-vecies semel).
Nessuna spesa, salvo il canone annuo onnicomprensivo e gli oneri fiscali previsti per legge, potrà essere addebitata al titolare del conto per il numero annuo di operazioni individuato ai  sensi dell’art. 126-vicies, co. 1, e le eventuali scritturazioni contabili (art. 126-vicies bis, co. 1).
Si tratta quindi di disposizioni in materia di trasparenza e comparabilità delle spese relative al conto di pagamento, trasferimento di taluni servizi connessi al conto di pagamento, accesso ai conti di pagamento con caratteristiche di base.
Potendo essere usato a costi contenuti in Europa, la sua apertura e le giacenze esistenti dovranno essere controllate per la dichiarazione delle sostanze esistenti all’estero in sede di dichiarazione dei redditi annuali.
Potrebbe infatti essere impiegato da coloro che, avendo una casa all’estero, pensino di usare uno strumento economico per avere la disponibilità di quanto è occorrente per la vita durante il soggiorno e per l’addebito delle utenze, consentendo almeno l’esecuzione di operazioni come il versamento di fondi, il prelievo di contanti, l’esecuzione e ricezione di operazioni di pagamento.
Sono escluse dall’applicazione di queste norme i conti di pagamento eventualmente in essere presso la Banca d’Italia e la Cassa Depositi e Prestiti, mentre la Banca d’Italia è tenuta a pubblicare sul proprio sito web l’elenco dei servizi collegati al conto di pagamento più rappresentativi a livello nazionale in conformità a quanto stabilito dalla direttiva 2014/92/UE.
I prestatori di servizi di pagamento potranno utilizzare denominazioni e marchi commerciali per individuare i propri servizi nelle comunicazioni e informazioni precontrattuali, contrattuali, commerciali e pubblicitarie indirizzate ai consumatori, nel rispetto dei limiti eventualmente stabiliti con disposizioni della Banca d’Italia, comunque attraverso un “Documento informativo sulle spese” e un “Riepilogo delle spese” in conformità alle norme tecniche di attuazione adottate dalla Commissione europea.
I siti web sono accessibili gratuitamente dai consumatori e devono consentire almeno il confronto delle spese applicabili per i servizi inclusi nell’elenco allegato alla legge, nonché dell’indicatore sintetico di costo previsto dalle disposizioni della Banca d’Italia e sono funzionalmente indipendenti e assicurano parità di trattamento tra i prestatori di servizi di pagamento nella partecipazione al sito e nella visualizzazione dei risultati di ricerca; e da ultimo devono fornire informazioni corrette e aggiornate, indicando la data dell’ultimo aggiornamento.
In particolare è previsto che gli operatori non possano rifiutare le richieste di adesione da parte dei prestatori di servizi di pagamento e devono garantire il rispetto dei principi di imparzialità, indipendenza, correttezza e competenza.
I prestatori di servizi di pagamento forniscono il servizio di trasferimento tra i conti di pagamento detenuti nella stessa valuta a tutti i consumatori che intendono aprire o che sono titolari di un conto di pagamento presso un prestatore di servizi di pagamento stabilito nel territorio della Repubblica. Sul tema la normativa è molto dettagliata per tempi e responsabilità della prestazione.
Salvo il diritto al risarcimento del danno ulteriore, anche non patrimoniale, in caso di mancato rispetto degli obblighi e dei termini per il trasferimento dei servizi di pagamento, il prestatore di servizi di pagamento inadempiente è tenuto a corrispondere al consumatore, senza indugio e senza che sia necessaria la costituzione in mora, una somma di denaro, a titolo di penale, pari a quaranta euro. La somma è maggiorata inoltre per ciascun giorno di ritardo di un ulteriore importo determinato applicando alla disponibilità esistente sul conto di pagamento al momento della richiesta di trasferimento un tasso annuo pari al valore più elevato del limite stabilito ai sensi e in conformità all’art. 2, co. 4, della legge sull’usura 7 marzo 1996, n. 108, nel periodo di riferimento.
Il consumatore titolare di un conto di pagamento che intenda aprire un conto di pagamento in un altro Stato comunitario può richiedere assistenza al prestatore di servizi di pagamento presso il quale detiene il conto. Se richiesto dal consumatore, il prestatore di servizi di pagamento di origine fornisce gratuitamente al consumatore le informazioni disponibili relative agli ordini permanenti di bonifico e agli addebiti diretti ordinati dal debitore attivi sul conto di pagamento, nonché quelle relative ai bonifici in entrata ricorrenti e agli addebiti diretti ordinati dal creditore eseguiti sul conto del consumatore nei precedenti tredici mesi.
Fermo restando l’obbligo di osservare le disposizioni in materia di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, il prestatore di servizi di pagamento può rifiutare la richiesta di apertura di un conto di base solo in mancanza dei requisiti previsti dall’art. 126-noviesdecies o se il consumatore è già titolare in Italia di un conto di pagamento che gli consente di utilizzare i servizi, salvo il caso di trasferimento del conto o salvo che il consumatore dichiari di aver ricevuto comunicazione dal proprio prestatore di servizi di pagamento che il conto verrà chiuso. A tal fine, prima di aprire un conto di base, il prestatore di servizi di pagamento può chiedere al consumatore di dichiarare per iscritto se lo stesso è già titolare in Italia di un conto di pagamento che gli consente di utilizzare tutti i servizi.
In caso di rifiuto di apertura del conto, il prestatore di servizi di pagamento ne informa il consumatore immediatamente, e al più tardi entro dieci giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta, per iscritto e senza spese, indicando le specifiche motivazioni del rifiuto e informando il cliente delle procedure di reclamo disponibili e della sua facoltà di inviare un esposto alla Banca d’Italia o di adire i sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie previsti dall’art. 128-bis. La comunicazione delle motivazioni del rifiuto non è dovuta ove tale comunicazione sia in contrasto con obiettivi di ordine pubblico di pubblica sicurezza, individuati ai sensi dell’art. 126, o ricorrano altri giustificati motivi ostativi in base alle disposizioni in materia di contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.
Il prestatore di servizi di pagamento può inoltre recedere dal contratto relativo al conto di base solo se ricorre una o più delle seguenti condizioni: a) il consumatore abbia usato intenzionalmente il conto per fini illeciti; b) alla data del 31 dicembre il conto risulti incapiente e non movimentato per oltre 24 mesi consecutivi su ordine o su iniziativa del consumatore, salvo che il consumatore provveda al ripristino dei fondi entro il termine di preavviso; c) l’accesso al conto di base sia stato ottenuto dal consumatore sulla base di informazioni errate, determinanti per ottenerlo; d) il consumatore non soggiorni più legalmente nell’Unione europea; e) il consumatore, successivamente al conto di base, abbia aperto in Italia un altro conto di pagamento che gli consente di utilizzare i servizi indicati. In caso di recesso, il prestatore di servizi di pagamento comunica al consumatore i motivi del recesso con un preavviso di almeno due mesi per iscritto e senza spese. Con la comunicazione il consumatore è informato delle procedure di reclamo disponibili, della sua facoltà di inviare un esposto alla Banca d’Italia o di adire i sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie. Fermo restando il divieto di concedere aperture di credito o sconfinamenti sul conto di base, il prestatore di servizi di pagamento può disporre, per eventuali situazioni di incapienza, la sospensione dei servizi collegati al conto fino al ripristino dei fondi. Con decreto del Ministro dell’economia, sentita la Banca d’Italia, sono individuate le fasce di clientela socialmente svantaggiate e i titolari di trattamenti pensionistici ai quali il conto di base è offerto senza spese. Il decreto definirà le condizioni e le modalità per l’accesso ai conti di base gratuiti e le caratteristiche.
Per i due anni successivi alla conversione del conto base è fatto divieto al prestatore di servizi di pagamento di modificare le condizioni economiche del conto. Ai conti base preesistenti non convertiti continua ad applicarsi la disciplina recata dalla predetta convenzione.
Negli auspici del legislatore c’è anche la novità che deriva dal dovere del prestatore dei servizi di obbligatoriamente concludere il contratto; essendo a ciò tenuto aree di potenziali clienti che usavano altre forme statiche, magari limitate al deposito del denaro, dovrebbero entrare nel mercato potenziando l’offerta e migliorando anche la concorrenza

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