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23 Settembre 2019

Conto corrente e deposito titoli: la cointestazione

La disposizione con la quale l’intestatario di un conto corrente bancario e del deposito titoli effettua la cointestazione anche ad altri soggetti va considerato come un atto unilaterale idoneo a trasferire la legittimazione ad operare sul conto e, quindi, rappresenta una forma di procura, ma non anche la titolarità del credito, in quanto il trasferimento della proprietà del contenuto di un conto corrente, ovvero dell’intestazione del deposito titoli che la banca detiene per conto del cliente, è una forma di cessione del credito che il correntista ha verso la banca e, quindi, presuppone un contratto tra cedente e cessionario.
L’affermazione vale in quanto non sia provata una diversa volontà delle parti; è questo quanto afferma l’ordinanza della Cassazione, Sez. III, Ord., 3 settembre 2019, n. 21963.
In fatto la dante causa deceduta aveva prima della morte firmato dei moduli bancari con i quali disponeva che il conto e il deposito fossero intestati anche ad altri soggetti, peraltro non eredi.
In mancanza di una prova di una diversa volontà la Corte ritiene che si debba guardare ai fatti e ai comportamenti tenuti che possono essere altrimenti interpretati.
L’intestazione apparente non trasforma l’operazione in una cessione del credito che il correntista ha nei confronti della banca, né è una donazione. La mera intestazione formale sarebbe un’operazione senza causa che giustifichi un trasferimento sostanziale nella titolarità.
Da questo deriva che il denaro e i titoli non entrano nella sfera dei nuovi cointestatari, che possono avere operato esclusivamente in base alla volontà dell’originario intestatario, che rimane il titolare del rapporto.
L’atto unilaterale di cointestazione, che è diretto alla banca, non vale a trasferire la titolarità del credito in quanto la cointestazione in sé è una mera dichiarazione unilaterale nella quale non vene enunciata né la volontà di trasferire il credito e neppure la causa della cessione con conseguente nullità dell’ipotizzato contratto. Viene quindi trasferita la legittimazione ad operare sul conto (rappresenta quasi una forma di procura) ma non anche la titolarità del credito, in quanto il trasferimento della proprietà del contenuto di un conto corrente è una forma di cessione del credito che il correntista ha verso la banca, ma che presuppone un contratto tra cedente e cessionario.

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