Categorie approfondimento: Credito e banche
5 Gennaio 2009

Consulenti finanziari: i requisiti

Di cosa si tratta

Con decreto del 24 dicembre 2008 il Ministro dell’Economia e della Finanze ha adottato il Regolamento che disciplina organicamente i requisiti di professionalità, onorabilità, indipendenza e patrimoniali per l’iscrizione all’albo delle persone fisiche consulenti finanziari (in GG.UU. N. 303 del 30 Dicembre 2008). Ai sensi l’art. 18-bis del D.LGS. 24 febbraio 1998, n. 58 al Ministro era demandato il potere di stabilire questi requisiti da possedere da parte delle persone fisiche per la prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti.
L’art. 2 ha individuato quale requisito di professionalità la necessità di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore, rilasciato a seguito di corso di durata quinquennale, ovvero quadriennale integrato dal corso annuale previsto dalla legge o un titolo di studio estero equipollente, sulla base di una valutazione di equivalenza sostanziale a cura dell’Albo.
Altro requisito è dato dal possedere un’adeguata conoscenza specialistica in materie giuridiche, economiche, finanziarie e tecniche, rilevanti nella prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti, e individuate dall’Albo. La conoscenza adeguata è accertata tramite una prova valutativa indetta dall’Albo, secondo le modalità da questo stabilite.
Sono esonerati dalla prova valutativa: a) i promotori finanziari regolarmente iscritti al relativo albo che, per uno o più periodi di tempo complessivamente pari a due anni nei tre anni precedenti la richiesta di iscrizione, hanno esercitato la propria attività professionale per conto di soggetti abilitati che nei medesimi periodi hanno svolto attività di consulenza in materia di investimenti; b) i quadri direttivi di terzo e quarto livello di soggetti abilitati che, per uno o più periodi di tempo complessivamente pari a due anni nei tre anni precedenti la richiesta di iscrizione, sono stati addetti al servizio di consulenza in materia di investimenti ovvero il personale preposto ad una dipendenza o ad un’altra unità operativa di un soggetto abilitato, o comunque responsabile della stessa, addetto al servizio di consulenza in materia di investimenti; c) gli agenti di cambio.
Ai fini dell’esonero dalla prova valutativa, i soggetti devono produrre la documentazione attestante l’esercizio dell’attività professionale, che deve includere la dichiarazione di un rappresentante del soggetto abilitato attestante l’ufficio al quale il richiedente l’iscrizione è stato addetto, le mansioni ricoperte e il relativo periodo di svolgimento.
Per il mantenimento dell’iscrizione all’Albo, i consulenti finanziari sono tenuti all’aggiornamento professionale nelle materie nella misura e secondo le modalità stabilite dalla Consob con regolamento.
L’art. 3 ha individuato le situazioni impeditive, per le quali non possono essere iscritti all’Albo coloro che per almeno i due esercizi precedenti l’adozione dei relativi provvedimenti hanno svolto funzioni di amministrazione, direzione o controllo: a) in imprese sottoposte a fallimento; b) in imprese operanti nel settore creditizio, finanziario, mobiliare o assicurativo sottoposte alla procedura di amministrazione straordinaria o di liquidazione coatta amministrativa; c) in intermediari finanziari nei cui confronti sia stata disposta la cancellazione dall’elenco generale o da quello speciale; d) in imprese nei cui confronti sono state irrogate, in relazione a reati da loro commessi, le sanzioni interdittive indicate dal D.LGS. 8 giugno 2001, n. 231.
Non possono altresì essere iscritti all’Albo: a) coloro che nell’esercizio della professione di agente di cambio non hanno fatto fronte agli impegni previsti dalla legge o si trovano in stato di esclusione dalle negoziazioni in un mercato regolamentato; b) i promotori finanziari radiati dal relativo albo.
L’impedimento non opera se l’interessato dimostra la propria estraneità ai fatti che hanno determinato la crisi dell’impresa ovvero la sua cancellazione dall’elenco generale o speciale degli intermediari finanziari.
L’interessato informa tempestivamente l’Albo delle situazioni e comunica gli elementi idonei a dimostrare la propria estraneità ai fatti che hanno determinato la crisi dell’impresa ovvero la sua cancellazione dall’elenco generale o speciale degli intermediari finanziari. L’Albo valuta l’idoneità degli elementi comunicati dall’interessato a dimostrare l’estraneità. Ai fini della valutazione, l’Albo tiene conto del fatto che, in relazione alla crisi dell’impresa o alla sua cancellazione dall’elenco generale o speciale degli intermediari finanziari, non siano stati adottati nei confronti dell’interessato provvedimenti sanzionatori ai sensi della normativa del settore bancario, mobiliare o assicurativo, condanne con sentenza anche provvisoriamente esecutiva al risarcimento dei danni in esito all’esercizio dell’azione di responsabilità ovvero delibere di sostituzione da parte dell’organo competente.
Entro trenta giorni dalla comunicazione degli elementi da parte dell’interessato, l’Albo comunica a quest’ultimo la propria motivata decisione in merito alla sussistenza dell’impedimento. Nelle more della valutazione l’interessato non è iscritto all’Albo e se iscritto è sospeso dalle funzioni. L’Albo valuta nuovamente l’idoneità dell’interessato se sopravvengono i fatti descritti ovvero altri fatti nuovi che possono avere rilievo ai fini della valutazione. A tal fine l’interessato comunica tali fatti all’Albo tempestivamente.
Gli impedimenti hanno la durata di tre anni decorrenti dall’adozione dei provvedimenti relativi alle situazioni o dal verificarsi dei fatti. Il periodo è ridotto ad un anno nelle ipotesi in cui il provvedimento di avvio della procedura sia stato adottato su istanza dell’imprenditore, di uno degli organi d’impresa o in conseguenza della segnalazione dell’interessato.
L’art. 4 indica i requisiti di onorabilità per i quali non possono essere iscritti all’Albo coloro che: a) si trovano in una delle condizioni di ineleggibilità o decadenza previste dall’articolo 2382 del codice civile; b) sono stati sottoposti a misure di prevenzione disposte dall’autorità giudiziaria ai sensi della legge 27 dicembre 1956, n.1423 o della legge 31 maggio 1965, n. 575, salvi gli effetti della riabilitazione; c) sono stati condannati con sentenza irrevocabile, salvi gli effetti della riabilitazione: 1) a pena detentiva per uno dei reati previsti dalle norme che disciplinano l’attività bancaria, finanziaria, mobiliare, assicurativa e dalle norme in materia di mercati e valori mobiliari, di strumenti di pagamento; 2) alla reclusione per uno dei delitti previsti nel titolo XI del libro V del codice civile e nel regio decreto del 16 marzo 1942, n. 267; 3) alla reclusione per un tempo non inferiore a un anno per un delitto contro la pubblica amministrazione, contro la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l’ordine pubblico, contro l’economia pubblica ovvero per delitto in materia tributaria; 4) alla reclusione per un tempo non inferiore a due anni per un qualunque delitto non colposo.
Non possono essere iscritti all’Albo coloro nei confronti dei quali sia stata applicata su richiesta delle parti una delle pene previste dal comma 1, lettera c), salvo il caso dell’estinzione del reato. Nel caso in cui siano state applicate su richiesta delle parti, le pene previste dal comma 1, lettera c), numeri 1) e 2), non rilevano se inferiori a un anno. Con riferimento alle fattispecie disciplinate in tutto o in parte da ordinamenti stranieri, la verifica dell’insussistenza delle condizioni è effettuata sulla base di una valutazione di equivalenza sostanziale a cura dell’Albo.
L’art. 5 ha individuato i requisiti di indipendenza per i quali non possono essere iscritti all’Albo i soggetti che intrattengono, direttamente, indirettamente o per conto di terzi, rapporti di natura patrimoniale o professionale o di altra natura, compresa quella familiare, con emittenti e intermediari, con società loro controllate, controllanti o sottoposte a comune controllo, con l’azionista o il gruppo di azionisti che controllano tali società, o con amministratori o dirigenti di tali società, se tali rapporti possono condizionare l’indipendenza di giudizio nella prestazione della consulenza in materia di investimenti.
Gli iscritti all’Albo devono procedere ad informare, nei limiti e secondo le modalità da questo stabilite, dei rapporti intrattenuti con questi soggetti, dichiarando che essi non sono tali da condizionare l’indipendenza di giudizio nella prestazione di consulenza in materia di investimenti. L’Albo valuta le dichiarazioni ai fini della permanenza dell’iscrizione all’Albo.
Per la prestazione di consulenza in materia di investimenti gli iscritti all’Albo non possono percepire alcuna forma di beneficio da soggetti diversi dal cliente al quale è reso il servizio.
L’art. 6 ha individuato i requisiti patrimoniali nel fatto che l’iscrizione all’Albo sia consentita previa sottoscrizione di un’assicurazione a copertura della responsabilità civile per i danni derivanti da negligenza professionale, che operi per tutto il periodo dell’iscrizione e che assicuri una copertura di almeno 1.000.000 di euro per ciascuna richiesta di indennizzo e di 1.500.000 di euro all’anno per l’importo totale delle richieste di indennizzo.
Per le Disposizioni finali e transitorie, fermo restando il possesso del titolo di studio, sono esonerati dalla prova valutativa a condizione che l’iscrizione all’Albo sia richiesta dagli interessati entro sei mesi dall’avvio dell’operatività dell’Organismo: a) le persone fisiche che, alla data della richiesta dell’iscrizione all’Albo, hanno svolto consulenza in materia di investimenti per un periodo complessivamente non inferiore a due anni nell’ultimo triennio; b) le persone fisiche che, alla data della richiesta dell’iscrizione all’Albo, hanno ricoperto, per un periodo complessivamente non inferiore a due anni nell’ultimo triennio, l’incarico di amministratori di società di persone o di capitali operanti unicamente nella prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti.
Ai fini dell’esonero, la consulenza in materia di investimenti deve essere stata svolta in misura significativa dalla persona fisica o dalla società e, per misura significativa si intende un livello di attività tale da rendere presumibile l’acquisizione di una qualificazione professionale almeno equivalente a quella necessaria al superamento della prova valutativa.
Ai fini dell’esonero si valuteranno gli elementi probatori dello svolgimento di consulenza in materia di investimenti e della misura dello stesso, nonché la congruità di quest’ultima per l’acquisizione della qualificazione professionale. Tra gli elementi di valutazione della congruità, si tiene conto del volume d’affari e del numero dei clienti.
Sono esonerati dalla prova valutativa, a condizione che l’iscrizione all’Albo sia richiesta dagli interessati entro il 1° novembre 2009: a) i promotori finanziari regolarmente iscritti al relativo albo che, per uno o più periodi di tempo complessivamente pari a due anni nei tre anni precedenti la richiesta di iscrizione all’Albo, hanno esercitato la propria attività professionale per conto di soggetti abilitati; b) i quadri direttivi di terzo e quarto livello di soggetti abilitati che, per uno o più periodi di tempo complessivamente pari a due anni nei tre anni precedenti la richiesta di iscrizione all’Albo, siano stati addetti ad uno dei servizi di investimento previsti dal D.LGS. 24 febbraio 1998, n. 58, o al settore della commercializzazione di prodotti finanziari del soggetto abilitato ovvero il personale preposto ad una dipendenza o ad un’altra unità operativa di un soggetto abilitato, o comunque responsabile della stessa, addetto ad uno dei predetti servizi di investimento. Dovrà essere provata con documentazione attestante l’esercizio dell’attività professionale, che comprende la dichiarazione di un rappresentante del soggetto abilitato attestante l’ufficio al quale il richiedente l’iscrizione all’Albo è stato addetto, le mansioni ricoperte e il relativo periodo di svolgimento.

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