Categorie approfondimento: Fallimentare
20 Settembre 2012

Concordato preventivo: le opposizioni

Di cosa si tratta

In una procedura di concordato preventivo che abbiamo seguito avanti il Tribunale di Vigevano veniva proposta opposizione da parte di un creditore privilegiato fondata sulla “importante dilazione dei tempi di pagamento riguardante pure tale categoria di creditori”. Con Decreto in data 5 maggio 2011 il Tribunale respingeva l’opposizione ed omologava il concordato.
Il creditore, oltre al dedotto motivo, lamentava di non essere stato ammesso al voto per parte del proprio credito rappresentato dal danno, pretesamente subito dalla dilazione, e per la carenza di fattibilità del piano per l’importante alea alla sua realizzazione, ritenendo invece non conveniente la proposta di confronto al fallimento.
Il decreto ha ritenuto legittimato all’opposizione il creditore in quanto gli è stato riconosciuto un interesse in tale senso dal momento che la norma legittima “qualunque interessato” e quindi va letta come comprensiva anche del creditore privilegiato per il quale è previsto il pagamento integrale.
Non avendo potuto esprimere il proprio voto, il creditore lamentava di subire un pregiudizio superiore al fatto di andare prospetticamente a ricevere i soli interessi legali; posta la mancanza di una richiesta per il maggiore danno e in difetto di prova in tale senso, il tribunale respingeva il capo.
Riconosciuta la legittimazione “per ragioni legate alla sussistenza dei requisiti per l’omologa” e in particolare “per quanto concerne l’asserita insussistenza del requisito della fallibilità del piano”, il Tribunale ha osservato che “è preclusa al Tribunale una valutazione in ordine alla convenienza della proposta rispetto alle alternative praticabili, cui l’organo giudicante è chiamato solo in caso di contestazione avanzata da un creditore appartenente ad una classe dissenziente, ipotesi da escludersi nel caso di specie”.
Il provvedimento rappresenta una conferma del limite che il Tribunale incontra nel merito a valutare le condizioni formulate dalla proposta di concordato; nel caso di specie il concordato si fonda sulla proposta di una società affittuaria del ramo aziendale che si era impegnata a corrispondere l’affitto del ramo con un periodo successivo durante il quale il pagamento dell’affitto di sarebbe trasformato in importi versati in conto del prezzo, che veniva stabilito, senza condizioni, in un importo determinato e stimato, con altre attività aziendali, sufficiente per eseguire il concordato, corrispondendo anche ai creditori chirografari le percentuali individuate per ciascuna classe.

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