Categorie approfondimento: Commerciale e industriale
20 Febbraio 2007

Comunicazioni elettroniche indesiderate: tutela dinanzi al Garante della privacy. Il reclamo circostanziato e la segnalazione

Di cosa si tratta

Il codice in materia di protezione dei dati personali disciplina dettagliatamente gli strumenti preposti alla tutela del diritto alla riservatezza dell’individuo nei confronti di comportamenti turbativi, ivi comprese le comunicazioni indesiderate previste dall’art. 130 del d.lgs. 196/2003.
L’interessato, ossia il soggetto cui si riferiscono i dati, potrà in seguito alla ricezione di comunicazioni indesiderate, rivolgersi al giudice ordinario o al Garante per la protezione dei dati personali ovvero, qualora si tratti di messaggi di posta elettronica, potrà segnalare direttamente l’identità del mittente al provider.
In particolare, la tutela amministrativa esercitata dal Garante permette ad un soggetto senza particolari conoscenze giuridiche e in tempi ragionevoli di avere risposte precise e dettagliate circa il trattamento al quale i suoi dati sono sottoposti. Infatti, con l’articolo 141 del Codice della Privacy il legislatore ha affiancato al ricorso – unica forma di tutela in sede amministrativa prevista dalla legge 675/1996 – due nuovi strumenti: il reclamo circostanziato e la segnalazione. Lo strumento di tutela più significativo rimane il ricorso, proponibile in via alternativa rispetto al ricorso giurisdizionale. Il reclamo circostanziato non rappresenta, invece, un’alternativa alla via giudiziale ed è caratterizzato dalla necessità di una precisa esposizione di fatto e di diritto. La segnalazione, in ultimo, è diretta unicamente a sollecitare un controllo da parte del Garante. Segnalazione e reclamo circostanziato, strumenti meno formali del ricorso, hanno la funzione di rendere più semplice e accessibile la tutela del diritto alla riservatezza.
Più precisamente, l’articolo in esame stabilisce che l’interessato possa rivolgersi al Garante per ottenere tutela mediante tre forme distinte:

  1. il reclamo circostanziato, da proporsi nei modi previsti dall’articolo 142 del C.d.P., ogni qual volta si debba rappresentare all’Autorità l’avvenuta violazione della disciplina stabilita in materia di dati personali;
  2. la segnalazione, qualora non sia possibile presentare, per mancanza di elementi precisi, un reclamo circostanziato, ma si voglia comunque “sollecitare un controllo da parte del Garante sulla disciplina medesima”;
  3. il ricorso, disciplinato dagli articoli 145-151 C.d.P., quando l’interessato intenda far valere i diritti stabiliti a suo favore dall’articolo 7 del C.d.P..

a) Il reclamo circostanziato.
Il reclamo circostanziato è disciplinato dagli articoli 142 e 143 del Codice, il primo ne stabilisce il contenuto e le modalità di presentazione, mentre il secondo individua i provvedimenti adottabili dal Garante in seguito alla sua presentazione.
Il reclamo deve contenere una indicazione per quanto possibile dettagliata dei fatti e delle circostanze su cui si fonda, delle disposizioni che si presumono violate e delle misure richieste, nonché degli estremi identificativi del titolare del trattamento, del responsabile, ove conosciuto, e dell’istante. L’efficacia di questa forma di tutela, così come del ricorso, è subordinata alla conoscenza dell’identità di colui che ha provveduto all’illecito trattamento dei dati personali e, quindi, del mittente della comunicazione indesiderata; pertanto risulta opportuno avvalersi di questo strumento solo nel caso in cui le comunicazioni indesiderate siano fax ovvero messaggi di posta elettronica con il mittente identificato.
Il reclamo deve essere sottoscritto dagli interessati o da associazioni che li rappresentano anche ai sensi dell’articolo 9, comma 2 C.d.P., ed è presentato al Garante senza particolari formalità. Il legislatore è venuto incontro alle esigenze dei cittadini prevedendo che il reclamo possa essere depositato presso l’Ufficio del Garante ovvero notificato a mezzo dell’Ufficiale Giudiziario ovvero ancora spedito tramite il servizio postale. All’atto deve essere inoltre allegata la documentazione utile ai fini della sua valutazione e l’eventuale procura.
L’articolo 143, comma 1, C.d.P. stabilisce che il Garante possa adottare i provvedimenti solo nell’ipotesi in cui dall’istruttoria preliminare non emerga che il reclamo sia manifestamente infondato in fatto o in diritto. Tali provvedimenti sono:
a) invitare il titolare del trattamento ad effettuare spontaneamente il blocco del trattamento dei dati personali oggetto dello specifico reclamo;
b) prescrivere al titolare le misure ritenute più opportune e necessarie al fine di rendere il trattamento e dati personali conforme alle disposizioni vigenti;
c) disporre il blocco o vietare, totalmente o parzialmente, il trattamento dei dati personali quando lo stesso risulti illecito o possa recare pregiudizio ad uno dei soggetti interessati;
d) vietare in tutto o in parte il trattamento di dati relativi a singoli soggetti o categorie di soggetti che si pone in contrasto con rilevanti interessi della collettività.
Di notevole importanza è poi quanto previsto dall’ultimo comma dell’articolo 143, ossia che i provvedimenti adottati dal Garante vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale tutte le volte in cui i destinatari degli stessi non sono facilmente individuabili a causa del numero o della complessità degli accertamenti. Tale previsione trova la sua ragione nell’ipotesi in cui il mittente di comunicazioni indesiderate abbia provveduto a celare o a camuffare la propria identità.

b) La segnalazione
Nel caso in cui non sia possibile presentare un reclamo circostanziato (in quanto, ad esempio, non si dispone delle notizie necessarie), oppure non si intenda proporlo, è possibile inviare al Garante una segnalazione, fornendo elementi utili per un eventuale intervento. La segnalazione – la cui presentazione è gratuita – può essere proposta in carta libera e non è necessario seguire particolari formalità. L’art. 144 C.d.P. prevede, inoltre, che a seguito di una segnalazione il Garante possa adottare tutti i provvedimenti previsti dall’art. 143 C.d.P..

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