28 Giugno 2017

Club deal

All’espressione “Club Deal” si propone come definizione “una transazione tra un numero ristretto di investitori di Private Equity che, unendosi, impegnano dei capitali collettivamente per l’acquisizione o il finanziamento di un target, su cui singolarmente non sarebbero in grado di investire.  L’allocazione di una quota parte rispetto al capitale complessivo permette ai singoli investitori, non solo di accedere a investimenti più rilevanti, ma anche di ridurre il rischio”.
Si può concordare con la definizione salvo, in senso tecnico, sostituire “transazione” con “accordo” od altra espressione che si può mutuare dalla dottrina per la società come un fascio di contratti dei vari aderenti.
Le varie situazioni dei mercati, i risultati degli investimenti, la notevole disponibilità di masse monetarie spingono alla ricerca dell’investimento “utile” e con rischio moderato o distribuito.
Anche per queste ragioni è in corso di diffusione la proposta ai mercati e ad operatori individuati, magari con selezione per linee di interesse, per offrire qualche cosa di meglio ai clienti o anche agli operatori già vicini al tema. Un tipo di ricerca è l’individuazione di componenti che già fanno parte del club ove categorie come imprenditori e professionisti siano in grado di apportare competenze ed esperienze alle aziende partecipate.
Questi più che finanziatori diventano dei veri e propri partner che contribuiscono alla valutazione delle opportunità su nuovi mercati, coordinandone lo sviluppo.
Non intendiamo illustrare tutte le peculiarità che caratterizzano questo tipo di operare e semmai ci soffermiamo a dire che esiste un ordine prima logico e poi giuridico nell’intraprendere od aggregarsi ad iniziativa esistente.
È importante che sia chiara la governance adottata, il regime delle entrate successive, le limitazioni sulla loro portanza, l’exit e la predeterminazione degli effetti; temi questi ed altri che possono confliggere con la disciplina codicistica e ai quali va prestata grande attenzione.
L’adozione di un statuto ben articolato e patti parasociali adeguati possono portare a massimizzazioni di risultati importanti anche lungo il percorso del club.
Per avere soggetti adeguati sono gli operatori finanziari che debbono spingere la preselezione in modo adeguato e calibrato alle forze degli aderenti.
Per battute salienti altra scelta di rilievo è quella relativa alla determinazione della struttura finanziaria e della consistenza in relazione all’obiettivo, nonché il massimo di definizione delle condizioni di esclusiva interna ed esterna.
Quando almeno questi elementi sono definiti si può pensare di compiere la verifica in concreto nel mercato e concludere gli impegni di capitalizzazione nella costituita newco.
È opinione diffusa che l’orientamento attuale porti a favorire strumenti che appaiono più adatti dei private equity a gestire i portafogli dei cosiddetti High Net Worth Individual.

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