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8 Giugno 2016

Claims made: i confini?

Di cosa si tratta

La sentenza della Cassazione 6 maggio 2016, n. 9140 ci riporta a un tema trattato quattro anni prima (nel sito: “Claims made: validità”) e sul quale la Cassazione si pronuncia in modo più ampio dei temi trattati in allora.
Nell’articolo richiamato consideravamo la sentenza del Tribunale di Milano del 18 marzo 2010, n. 3527, per la quale distinguevamo la clausola “claims made” mista, cioè quelle combinazioni assieme a “loss occurrence” o “act committed” concluse al fine di limitare l’estensione della garanzia, che si avrebbero con l’applicazione della “claims made”. In questi casi il Giudice di Milano ne ha affermato la vessatorietà e quindi l’inefficacia laddove non espressamente sottoscritte nel contratto; l’effetto però è limitato nel senso che non dispiega efficacia solamente la limitazione temporale, ma il contratto resta valido con gli effetti della “claims made” e quindi, se la contestazione è successiva alla scadenza dell’assicurazione, questa non risponde.
La recente Cassazione afferma diversi principi tra i quali è principale il riconoscimento della natura non vessatoria della clausola che subordina l’operatività della copertura assicurativa alla circostanza che tanto il fatto illecito quanto la richiesta risarcitoria debbano essere comprese entro il periodo di efficacia del contratto o, comunque, entro periodi di tempo determinati preventivamente (c.d. clausola claims made mista o impura); quindi è valida ed efficace, anche se in particolari circostanze può essere dichiarata nulla per difetto di meritevolezza ovvero laddove sia applicabile la disciplina del D. Lgs. 206/2005 (Codice del consumo), per il fatto di determinare, a carico del consumatore, un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto.
Le Sezioni Unite della Suprema Corte, peraltro, dopo aver precisato che “non è seriamente predicabile che l’assicurazione della responsabilità civile sia ontologicamente incompatibile con tale disposizione hanno stabilito che il patto claims made è volto in definitiva a stabilire quali siano, rispetto all’archetipo fissato dall’articolo 1917 Codice civile, i sinistri indennizzabili, così venendo a delimitare l’oggetto, piuttosto che la responsabilità”, non potendo ”ignorare la delicata questione della compatibilità della clausola claims made con l’introduzione, in taluni settori, dell’obbligo di assicurare la responsabilità civile connessa all’esercizio della propria attività”; rilevato inoltre che “è stata da più parti segnalata l’incongruenza della previsione di un obbligo per il professionista di assicurarsi, non accompagnata da un corrispondente obbligo a contrarre in capo alle società assicuratrici”, hanno chiaramente evidenziato che “il giudizio di idoneità della polizza difficilmente potrà avere esito positivo in presenza di una clausola claims made, la quale, comunque articolata, espone il garantito a buchi di copertura. E’ …. di palmare evidenza che qui non sono più in gioco soltanto i rapporti tra società ed assicurato, ma anche e soprattutto quelli tra professionista e terzo, essendo stato quel dovere previsto nel preminente interesse del danneggiato, esposto al pericolo che gli effetti della colpevole e dannosa attività della controparte restino, per incapienza del patrimonio della stessa, definitivamente a suo carico”.
Si “dovrà necessariamente tener conto al momento della stipula delle convenzioni collettive negoziate dai consigli nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti, nonché in sede di redazione del decreto presidenziale chiamato a stabilire, per gli esercenti le professioni sanitarie, le procedure e i requisiti minimi e uniformi per l’idoneità dei relativi contratti”.
Il discorso quindi non è finito e dovremo seguire gli sviluppi; all’affermata validità per riconduzione agli elementi base ed essenziali del contratto non potrà non conseguire nelle situazioni di specie un giudizio del caso concreto che possa invece comportare l’invalidità in base a principi concorrenti, ma prevalenti a tutela dei settori riguardati.

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