Categorie approfondimento: Voluntary disclosure
10 Dicembre 2014

Chi può aderire alla voluntary disclosure?

Di cosa si tratta

I soggetti che si possono avvalere dei benefici derivanti dall’adesione alla volontaria collaborazione sono, nell’ipotesi di attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute all’estero, quelli individuati dall’art. 4, comma 1, del D.L. 167/90. Si ricorda che rientrano in tale ipotesi la definizione delle sanzioni per le eventuali violazioni degli obblighi dichiarativi relativi a tali attività nonché la definizione dell’accertamento mediante adesione per le violazioni in materia di imposte sui redditi e relative addizionali, di imposte sostitutive, di imposta regionale sulle attività produttive e di imposta sul valore aggiunto, nonché per le eventuali violazioni relative alla dichiarazione dei sostituti d’imposta.
Anche in questo caso occorre porre particolare attenzione su un aspetto: gli obblighi dichiarativi di cui all’art. 4 del D.L. 167/90 non riguardano solo i soggetti che formalmente detengono all’estero un investimento o un’attività finanziaria ma anche coloro che pur non essendone possessori diretti siano titolari effettivi dell’attività.
Ebbene in tali casi i soggetti aventi obblighi dichiarativi e che quindi possono fruire della procedura di collaborazione volontaria sono:
– persone fisiche residenti in Italia;
– enti non commerciali;
– società semplici;
– soggetti equiparati alle società semplici ai sensi dell’art. 5 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi e cioè società di fatto che non abbiano per oggetto l’esercizio di attività commerciali e le associazioni senza personalità giuridica costituite fra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni.
Per quel che riguarda invece l’ipotesi di disclosure “interna”, volta cioè a sanare le violazioni degli obblighi di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive delle imposte sui redditi, dell’IRAP e dell’IVA nonché le violazioni relative alla dichiarazione dei sostituti d’imposta, il legislatore ha voluto estendere l’ambito di applicazione soggettiva della norma.
Pertanto in questo caso possono avvalersi della procedura di collaborazione volontaria non solo i soggetti poc’anzi indicati (persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali) ma anche tutti gli altri contribuenti. Ne discende che vi sia un’apertura molto interessante alle società di persone e di capitali, elemento peraltro sottolineato dal comunicato stampa della Camera dei Deputati con il quale si dava notizia dell’approvazione del DDL 1642.

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