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19 Gennaio 2019

Cessione quote SRL per scrittura privata ma con firma non autenticata

La necessità che l’atto con il quale viene operato il trasferimento di quote sociali sia provvisto di autenticazione nelle sottoscrizioni è principio pacifico che il Tribunale di Milano, Sez. Specializzata, sentenza n. 3970/2018 pubblicata il 6 aprile 2018, RG n. 1412/2017, ha ribadito.
Nel caso deciso la domanda veniva formulata avverso il rifiuto del Conservatore del registro sulla pubblicazione di un trasferimento convenuto per scrittura privata provvista di data certa per “autospedizione” dell’atto, ma sprovvista di autenticazione. Veniva chiesto che si accertasse, ritenesse valida e dichiarasse efficace tra le parti la scrittura privata, recante data certa del 21 settembre 2009, di cessione delle quote della società dietro corrispettivo interamente versato, e quindi dichiarata la perdita della qualità di socio della società venditrice.
Veniva poi richiesto che si ordinasse al Conservatore del Registro delle Imprese presso la C.C.I.A.A., la iscrizione dell’ordinanza quale titolo idoneo per la iscrizione ai fini costitutivi, dichiarativi e di pubblicità notizia della intervenuta cessione di quote e contestuale perdita della qualità di socio del cedente con efficacia retroattiva dalla data della effettiva cessione.
Identica domanda era stata già proposta avanti al Tribunale definita con sentenza n. 13037/2016 nel senso del rigetto per difetto assoluto di prova dovuto al mancato reinserimento del fascicolo di parte (e della scrittura privata) nel termine di cui all’art. 169 cpv c.p.c.
L’azione si sarebbe “resa necessaria dal rifiuto del conservatore del registro delle imprese di iscrivere nel registro l’atto di cessione di quote di s.r.l. in quanto, “seppur di data certa, non autenticato nelle sottoscrizioni”.
Nel reiterare la domanda previa nuova notificazione della medesima citazione, ritualmente effettuata, veniva dichiarata la contumacia di tutti i convenuti, e la scrittura sarebbe stata sottoscritta anche da altro socio allo scopo di rinunciare alla prelazione statutaria altrimenti spettantegli.
Il Tribunale rilevava che né ante causam né in causa risultava contestazione alcuna in ordine alla validità e all’efficacia della scrittura privata di “cessione di quota di s.r.l.”, sicché sul punto, così come sull’effetto traslativo da essa automaticamente prodotto inter partes ex art. 1376 c.c., tale per cui spogliandosi dell’intera sua partecipazione il socio cedente ha perso la qualità di socio e non sussisteva un concreto ed apprezzabile interesse dell’attore ad una pronuncia in tal senso.
L’azione era volta alla tutela del “bene della vita confessoriamente perseguito dall’attore con l’azione che consiste nel conseguimento dell’opponibilità di tale scrittura e dei suoi effetti verso la società ex art. 2470 co. 1° e 2° c.c. nonché, attraverso il suo deposito per l’iscrizione nel registro delle imprese competente, dell’effetto pubblicitario dichiarativo erga tertios che ne conseguirebbe in merito alla cessata qualità di socio”.
A tal fine era necessario e sufficiente che la scrittura ottenesse l’effetto legale tipico del riconoscimento tacito di entrambe le sottoscrizioni, cui l’autenticazione ad opera del pubblico ufficiale abilitato è ex lege parificata (art. 2703 co. 1° c.c.).
Rilevava il tribunale che dall’autenticazione giudiziale della scrittura privata di cessione avente data certa non consegue tuttavia l’ordine di iscrizione che l’attore pretenderebbe rivolgendosi al conservatore del registro delle imprese, il quale non era stato in nulla adempiente ai propri doveri, essendosi limitato a rifiutare (correttamente) l’iscrizione delle risultanze di un atto non avente le caratteristiche a tal fine richieste dall’art. 2470 co. 2° c.c..
Nessuna domanda ha ritenuto di rivolgere l’attore per richiedere all’amministratore della società di procedere al dovuto deposito presso il registro delle imprese ora parificata a quella autenticata richiesta dalla legge, provvedendovi in via surrogatoria da sé ove detta richiesta rimanesse inevasa, il Giudice ha dichiarato riconosciute e quindi autentiche le sottoscrizioni apposte in calce alla scrittura privata di “cessione di quota di s.r.l.”, prodotta dall’attore.

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