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14 Giugno 2018

Cessione del quinto dello stipendio: avvertenze e tutela

La cessione del quinto (CQS) è un’operazione che può intervenire tra istituti di credito ed intermediari finanziari con soggetti lavoratori dipendenti e pensionati.
Nel settore da tempo si sono evidenziate anomalie del funzionamento che hanno spinto la Banca d’Italia ad adottare una nuova Comunicazione recante gli “Orientamenti della vigilanza in materia di operazioni di finanziamento contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione”.
La Banca d’Italia ritiene che sul mercato della CQS sia necessario e urgente ridurre il contenzioso, assicurare una maggiore tutela dei clienti e mitigare i rischi operativi, reputazionali e legali per gli intermediari. Gli orientamenti di vigilanza forniscono indicazioni sui comportamenti e le prassi che la Banca d’Italia considera conformi alle norme.
Le raccomandazioni del documento sono molte e evidenziamo alcuni aspetti che portano poi ad un contezioso che è molto consistente e che deriva da alcune peculiarità di questo tipo di contratto. La mancanza di ricorrenza dei presupposti per accordare questo tipo di credito può essere foriera di responsabilità per l’intermediario.
Una prima esigenza da soddisfare per aderire alla richiesta di CQS è la valutazione del merito di credito del prenditore, che non sempre gli intermediari conducono con una adeguata valutazione del merito di credito del prenditore, in quanto considerano maggiormente la valutazione della posizione finanziaria del datore di lavoro.
Gli intermediari dovrebbero assicurare che i clienti siano indirizzati verso forme di finanziamento coerenti con le loro condizioni economico-finanziarie e che ricevano l’assistenza e i chiarimenti necessari a valutare tale coerenza. Prima della conclusione del contratto di CQS, l’intermediario finanziatore deve effettuare una valutazione del merito di credito del cliente sulla base di informazioni adeguate, anche fornite dal cliente stesso e integrate se del caso consultando una banca dati pertinente. La presenza delle garanzie previste nel contratto di CQS non esime dalla necessità di valutare il merito di credito del cliente, anche nel caso in cui i crediti o i contratti siano destinati a essere ceduti.
Nel valutare il merito creditizio del cliente, gli intermediari devono tenere conto anche del rischio di uno stato di indebitamento eccessivo, pure in occasione di operazioni di estinzione anticipata e rinnovi, soprattutto quando queste avvengono in prossimità del termine minimo di legge.
Altro punto delicato è la rappresentazione dei costi ove Banca d’Italia ha riscontrato mancanza di chiarezza nella rappresentazione con frequenti duplicazioni di commissioni a fronte di una medesima attività; ambiguità nel discriminare tra costi upfront e recurring), che può tradursi in un ingiustificato innalzamento del livello complessivo dei costi e in una sottovalutazione degli importi oggetto di restituzione in caso di estinzione anticipata dei contratti. Infatti sono numerose le decisioni dell’ABF che censurano tali comportamenti.
Dall’inizio la documentazione precontrattuale e contrattuale è necessario che indichi in modo chiaro i costi applicabili al finanziamento; in relazione al diritto del consumatore al rimborso anticipato, vanno anche indicate le modalità di calcolo della riduzione del “costo totale del credito”, specificando gli oneri che maturano nel corso del rapporto e che devono quindi essere restituiti al consumatore se corrisposti anticipatamente e in quanto riferibili ad attività e servizi non goduti, ad esempio il costo assicurativo.
Le Disposizioni richiedono l’adozione di procedure interne -oggetto di verifica da parte dell’Autorità di vigilanza -idonee a individuare in maniera chiara, dettagliata e inequivoca gli oneri che maturano nel corso del rapporto. La qualificazione delle voci di costo deve essere coerente con il contenuto delle attività remunerate.
Gli intermediari devono adottare schemi tariffari semplici e chiari, anche in termini di numero e denominazione delle commissioni, facilmente comprensibili a tutte le tipologie di clientela, inclusa quella connotata da un basso livello di alfabetizzazione finanziaria.
Si ritiene che Schemi tariffari che incorporano nel tasso annuo nominale (TAN) la gran parte o tutti gli oneri connessi con il finanziamento contro CQS rappresentano una buona prassi di mercato. Sebbene imperniata su un’informativa non analitica, tale soluzione, che si caratterizza per la presenza di un limitato numero di commissioni, quando non del tutto assenti, assicura una maggiore tutela del cliente poiché: i) tutti gli oneri incorporati nel tasso sono sempre oggetto di restituzione in caso di estinzione anticipata a prescindere dalla loro natura; ii) semplifica la struttura tariffaria e la rende più comprensibile.
Banca d’Italia ha anche evidenziato l’esistenza di un’attività di sollecitazione da parte delle reti alla conclusione di operazioni di estinzione e rinnovo anticipato, poco attenta alle reali esigenze finanziarie dei clienti e motivata dalle rilevanti commissioni incassate in anticipo sui finanziamenti. Analoghe condotte sono ascrivibili ad agenti che cambiano intermediario mandante e sollecitano i propri clienti a estinguere le operazioni in essere per rinnovarle anticipatamente con il proprio nuovo mandante. In alcuni casi è emerso che gli intermediari del credito (o soggetti ad essi collegati) propongono reclamo e ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) per conto del cliente, dietro compenso, contro l’intermediario per il quale avevano in precedenza operato.
Ricorda l’Istituto che gli intermediari bancari e finanziari sono responsabili del rispetto, da parte della rete distributiva, delle previsioni di trasparenza e correttezza, così come di eventuali danni arrecati alla clientela; gli intermediari devono presidiare i rischi conseguenti a condotte scorrette anche da parte degli addetti alla rete di vendita e dotarsi di assetti organizzativi in linea con quanto richiesto dalla normativa adottando procedure che consentano di accertare che i clienti, prima di essere vincolati da un contratto o da una proposta, abbiano avuto modo di valutare adeguatamente la documentazione informativa.
Per le responsabilità degli intermediari ed altri operatori di settore questi ed altri comportamenti che si ravvisino non adeguatamente di soddisfazione resta il presidio dell’ABF, i cui costi sono contenuti e al quale si possono rappresentare, meglio se tramite un professionista del settore, le doglianze da formulare soprattutto quando il credito offerto attraversa la CQS si vada a trasformare in un capestro dal quale non si riesce ad uscire.

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