Categorie approfondimento: Credito e banche
8 Aprile 2014

Centrale rischi: sospensione della segnalazione e richiesta di risarcimento

Di cosa si tratta

L’azione cautelare inibitoria della pubblicità della Centrale Rischi di Banca d’Italia può essere chiesta quando si agisca per l’inadempimento contrattuale della banca o per illecito extra-contrattuale; se non si agisce per questi motivi non può essere accordata la tutela per la mancanza di un requisito necessario; così si può sintetizzare la sentenza del Tribunale Monza 29 luglio 2013 – Pres. Alida Paluchowski – Est. Caterina Giovanetti.
L’azione cautelare della segnalazione pregiudizievole del cliente alla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia è uno strumento tipico volto ad assicurare il fruttuoso esperimento di un’azione di condanna al risarcimento del danno subito ovvero a prevenire il realizzarsi del danno. Se il cliente esperisce lo strumento cautelare, ma non ha formulato queste richieste, la tutela cautelare non può essere accolta in quanto volta a rimuovere l’effetto che si produrrebbe e a risarcirlo nel momento successivo.
Ancora a distanza di tempo trova conferma quanto già illustravamo in ordine al difetto di residualità del procedimento cautelare in presenza di quello che sarebbe un rimedio specifico rappresentato dagli art. 10 e 5 del D. Lgs. 1 settembre 2011, n. 150 (sulla riduzione dei riti) e del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (sulla protezione dei dati personali), in quanto si tratta di una fattispecie diversa avente ad oggetto l’attività informativa della segnalazione alla Centrale Rischi posta in essere da privati ed in prevalenza vincolata dalle rigide istruzioni previste dalla Circolare sulla Centrale della Banca d’Italia n. 139 del 11 febbraio 1991.
Manca invece il requisito della strumentalità per l’accoglimento del ricorso ex art. 700 cod. proc. civ., intesa nel senso che “gli stessi caratteri distintivi sono sempre preordinati all’emanazione di un ulteriore provvedimento definitivo, di cui preventivamente assicurano la fruttuosità pratica”, la c. d. portata interinale, caratterizzata dall’anticipazione degli effetti propri del provvedimento cautelare, che al momento della sua pronuncia dà luogo alla caducazione del provvedimento anticipatorio.
Nelle ipotesi nelle quali si chieda nel giudizio di merito la sola restituzione delle somme indebitamente percepite e previo accertamento della nullità di clausole contrattuali, senza richieste risarcitorie alcune, né per inadempimento contrattuale né per illecito extra contrattuale la domanda non può essere accolta per la mancanza del requisito della strumentalità.
Ci fa piacere tornare su un tema già trattato con la conferma della bontà delle tesi sostenute; la maggiore chiarezza del provvedimento illustrato deriva dal fatto di trattarsi di un reclamo avverso il provvedimento adottato da giudice monocratico e al momento della decisione del reclamo già pendeva il giudizio di merito che era stato subito introdotto e la verifica delle conclusioni era di maggiore facilità per evidenziare la mancanza del requisito strumentale al risultato.

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