Categorie approfondimento: Commerciale e industriale
20 Marzo 2016

Protezione patrimoniale e capitale di s.r.l. costituito dal conferimento di prestazioni

Di cosa si tratta

Il conferimento di opere e servizi dei soci nelle società a responsabilità limitata è stato introdotto come istituto nuovo dalla Riforma delle Società del 2004, così come era già previsto per le società di persone.
Vorremmo provare a prendere in considerazione questa condizione al fine di capire se possa rappresentare uno strumento di protezione patrimoniale nel senso se il valore di questa partecipazione possa essere aggredita dal creditore del socio e non certo dalla società che ne è destinataria e che è garantita da una polizza di assicurazione o da una fideiussione bancaria.
L’Articolo 2464 cod. civ. relativo ai conferimenti dispone: al 6° comma: “Il conferimento può anche avvenire mediante la prestazione di una polizza di assicurazione o di una fideiussione bancaria con cui vengono garantiti, per l’intero valore ad essi assegnato, gli obblighi assunti dal socio aventi per oggetto la prestazione d’opera o di servizi a favore della società. In tal caso, se l’atto costitutivo lo prevede, la polizza o la fideiussione possono essere sostituite dal socio con il versamento a titolo di cauzione del corrispondente importo in danaro presso la società”.
Su questo tema vi sono ancora molti aspetti controversi come la corretta rilevazione contabile del conferimento di opere e servizi forniti dai soci di una Srl, nella società stessa. La soluzione non appare di facile comprensione in quanto la dottrina non offre soluzioni unanimi. Le soluzioni proposte sono l’iscrizione del valore dell’opera o del servizio apportato al capitale della Srl nell’attivo dello Stato patrimoniale fra le Immobilizzazioni immateriali alla voce residuale “Altre” – B.I.7., riducendosi annualmente quota di ammortamento alla voce B.10.a del Conto economico di ciascun esercizio; oppure si sostiene vada iscritto il valore dell’apporto alla voce dello Stato Patrimoniale dei Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti – Voce A o, in alternativa, alla voce Crediti verso altri – C.II.5; annualmente il credito verrà diminuito per la parte di prestazione resa dal socio con transito della quota di competenza al Conto economico di ciascun di esercizio; oppure si sostiene che vada contabilizzato il valore dell’opera alla voce dello Stato patrimoniale Risconto attivo – Voce D; il valore dell’apporto consisterebbe in un costo avente origine nell’esercizio in cui l’impegno viene preso dal socio, ma la cui competenza temporale verrebbe a manifestarsi negli esercizi seguenti durante i quali la prestazione trova esecuzione. Anno per anno vi sarebbe la progressiva riduzione del risconto attivo mediante la rilevazione al Conto economico della quota di costo di periodo.
Il Principio contabile OIC 28 accetta la seconda delle soluzioni esposte, in quanto afferma che, quando il conferimento al capitale della Srl avviene mediante l’apporto di opere o servizi, con garanzia assicurativa o fideiussoria, la società conferitaria è tenuta a rilevare contabilmente il valore attribuito alla prestazione in un conto acceso al credito vantato dalla società nei confronti del socio denominato “Crediti garantiti verso il socio in c/sottoscrizione del Capitale sociale“. Questa soluzione è stata fatta propria anche dall’Agenzia delle Entrate per la quale il conferimento di opere e servizi del socio comporta l’iscrizione di un credito nello Stato patrimoniale pari al valore attribuito al conferimento, che sarà versato al Conto economico, mano a mano che la prestazione troverà esecuzione.
In ogni caso, è certo che il valore iniziale di iscrizione nell’attivo dello Stato patrimoniale vada assunto in misura pari al valore complessivo del conferimento e che negli esercizi successivi il valore debba essere diminuito, affinché il relativo costo partecipi alla formazione del risultato economico di ogni esercizio.
In caso di conferimenti d’opera nella s.r.l., così come per ogni altro conferimento diverso dal denaro, è necessaria la relazione giurata di stima ai sensi dell’art. 2465 c.c. e l’attestazione della relazione di stima deve riferirsi all’intero valore della prestazione d’opera o di servizi dovuta dal socio conferente, che deve essere o circoscritta per sua natura o limitata ad un arco temporale determinato o determinabile, non essendo possibile capitalizzare il valore di prestazioni di ampiezza o durata indeterminabile. La polizza di assicurazione o la fideiussione bancaria devono garantire l’adempimento dell’obbligo di eseguire le prestazioni d’opera o di servizi nei confronti della società, potendo essere escusse dalla società conferitaria in caso di inadempimento parziale o totale dell’obbligo medesimo o in caso di sua impossibilità parziale o totale.
La locuzione “beni in natura o crediti” di cui all’art. 2465, comma 1, c.c., va intesa in senso ampio, comprendente tutti i conferimenti diversi dal denaro, nei cui confronti sussiste infatti la medesima esigenza di assicurare la copertura del capitale sociale, mediante l’attestazione che “il loro valore è almeno pari a quello ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovrapprezzo” (art. 2465, comma 1, c.c.). Proprio nei confronti delle prestazioni d’opera o di servizi la legge attribuisce espressamente rilevanza al “valore” ad esse attribuito, imponendo la sussistenza di una polizza assicurativa o di una fideiussione bancaria “con cui vengono garantiti, per l’intero valore ad essi assegnato, gli obblighi assunti dal socio” (art. 2464, comma 6, c.c.).
È, come detto, necessario che alle prestazioni d’opera o di servizi oggetto di conferimento venga attribuito un valore complessivo, rapportato all’intera prestazione, che deve essere per sua natura circoscritta oppure che venga stabilito un termine di durata dell’obbligazione del socio conferente, per potere stabilire un valore complessivo dell’intera prestazione dovuta dal socio.
Quanto illustrato non implica che sia garantita alla società l’effettiva acquisizione del valore ad essi attribuito, in virtù dell’esecuzione del conferimento. La polizza e la fideiussione non devono garantire il “ritorno” economico che la società si attende dal conferimento, ma l’effettivo adempimento dell’obbligo assunto dal socio. Nell’ipotesi di conferimento d’opera o di servizi, l’inadempimento dell’obbligato principale -socio conferente- viene garantito dall’obbligato in via sussidiaria con la polizza o la fideiussione, queste devono garantire, per l’intero valore assegnato al conferimento e per l’intero periodo per il quale è stato assunto l’obbligo dal socio, cioè l’adempimento del socio conferente. Prevederanno la facoltà di escussione da parte della società in caso di inadempimento o di impossibilità sopravvenuta, parziale o totale, per causa non imputabile alla società conferitaria.
Essendo le garanzie costituite a favore della società, va escluso che il creditore del socio possa utilmente aggredire gli strumenti di garanzia del valore delle quote del socio che presta attività e non ha conferito denaro, anche se comunque la quota ha il valore di quanto conferito.
L’escussione ad opera della società non corrisponde all’apporto di denaro del socio; se il socio non si costituisce inadempiente, l’escussione non avviene e non vi sarà un conferimento aggredibile ad opera del terzo.
Questa conclusione non ha conferme giurisprudenziali e molti sono gli altri aspetti che andrebbero considerati per la valutare la reale protezione come si potrebbe dire dei conferimenti del socio alla società.

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