Categorie approfondimento: Societario
23 Marzo 2003

La cancellazione dal Registro per le società di capitali inattive e il regime delle altre società

Di cosa si tratta

Mentre in precedenza le società inattive restavano iscritte nel Registro delle Imprese presso le Camere di Commercio, con il nuovo art. 2490 cod. civ. è prevista una specifica disposizione al comma ultimo, che è stato aggiunto, che recita: “Qualora per oltre tre anni consecutivi non venga depositato il bilancio di cui al presente articolo (“Bilanci in fase di liquidazione”, n.d.r.), la società è cancellata d’ufficio dal registro delle imprese con gli effetti previsti dall’art. 2495”. Questa disposizione in tema di cancellazione della società prevede: “Approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della società dal registro delle imprese. Ferma restando l’estinzione della società, dopo la cancellazione i creditori sociali non soddisfatti possono far valere i loro crediti nei confronti dei soci, fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione, e nei confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento è dipeso da colpa di questi. La domanda, se proposta entro un anno dalla cancellazione, può essere notificata presso l’ultima sede della società”. Questa è l’assicurazione ai creditori sociali per far valere i propri crediti nei confronti dei soci.
Le disposizioni per l’attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, hanno avuto la seguente modificazione:
“a) L’articolo 218 è sostituito dal seguente: “Art. 218. Le società poste in liquidazione alla data del 1° gennaio 2004, sono liquidate secondo le leggi anteriori.
Le società poste in liquidazione alla data del 1° gennaio 2004, sono liquidate secondo le nuove disposizioni”.
La mera lettura del testo non è di aiuto a risolvere il regime successivo alla data visto la reiterazione del medesimo testo.
Se questo è quanto prevede la Riforma che si applica alle società di capitali, la cancellazione d’ufficio dal Registro delle imprese delle aziende individuali e delle società di persone non operative è prevista anche da uno schema di regolamento di semplificazione, disposto dalla legge 340/00 (allegato A, n. 9), che il 7 marzo 2003 ha ottenuto la prima approvazione dal Consiglio dei ministri.
E’ un decreto presidenziale col quale viene disposta la cancellazione dall’anagrafe commerciale di operatori che da tempo sono di fatto irreperibili. Il maggior numero di società inattive è traslato nel 1996, quando si è trasferito dal Registro dei tribunali alle Camere di commercio, ma altre sono di fatto ferme dopo tale data.
Il regolamento disciplina la cancellazione d’ufficio delle imprese individuali con la previsione di due ipotesi:

  • quando il titolare non compie atti di gestione per tre anni consecutivi;
  • quando perde il titolo autorizzatorio per l’esercizio dell’attività denunciata al Registro imprese.

La procedura prevede che, se alla comunicazione dell’ufficio, l’interessato non risponde, la pratica viene trasmessa al giudice del Registro, che emette il decreto di cancellazione.
Come indicatori di inattività, sono previsti:

  • l’irreperibilità presso la sede legale;
  • il mancato compimento di atti di gestione per tre anni consecutivi;
  • la mancanza del codice fiscale;
  • la mancata ricostituzione della pluralità dei soci nel termine di sei mesi;
  • la decorrenza del termine di durata, in assenza di proroga tacita.

Per le società la procedura è semplice e si fonda sulla collaborazione tra Camera di commercio e giudice; è anche prevista la possibilità, per chiunque è interessato e può dimostrare l’esistenza della società, di ricorrere contro la cancellazione decisa dal giudice.

In sintesi

L’avvicinarsi dell’entrata in vigore della Riforma delle Società sta spingendo nella direzione dell’efficienza e della riduzione dei costi per l’amministrazione del Registro delle Imprese; necessario quindi sfoltirlo da chi non è più tale e per il quale il Registro non va ad assolvere alla sua funzione.
Al chiaro dettato della Riforma sulle società inattive, impropriamente è stata data una disposizione di attuazione, che ha un senso che non si ricava dalla lettera della disposizione, in sé non equivoca, ma che va interpretata per quanto con operazione banale.

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