Categorie approfondimento: Credito e banche
10 Marzo 2014

Banca e promotori finanziari sono responsabili ai sensi del T.U.F. se suggeriscono operazioni finanziarie

Di cosa si tratta

I confini tra le norme del Testo Unico Bancario (TUB) sono molto vicini a quelli del Testo Unico Finanziario (TUF) e stabilire quando si applichino a certe situazioni anche le norme dell’altro ordinamento non è molto agevole.
Su questo terreno si sospinge la sentenza del Tribunale di Milano, in data 27 gennaio 2014, n. 1164, pronunciata dalla dott.ssa Margherita Monte, quale Giudice Unico, che ha statuito che il promotore finanziario, se formula al cliente della banca raccomandazioni personali di investimento, è responsabile del danno sofferto dal cliente per le perdite patite e conseguenti all’investimento.
L’effetto si realizza se le raccomandazioni personalizzate sono state formulate in violazione dei doveri che incombono, ai sensi dell’art. 21 del Testo Unico dell’Intermediazione Finanziaria, e della normativa secondaria ratione temporis, il Regolamento Intermediari n. 11522 del 1998; in sostanza: “acquisire, le informazioni necessarie dai clienti e operare in modo che essi siano sempre adeguatamente informati;”.
E’ una sentenza importante, perché la motivazione è ricostruita intorno alla corretta identificazione dei confini che separano la “sfera TUB” dalla “sfera TUF”, e dell’ambito di attività della banca che è sottoposta alle regole dell’uno e dell’altro.
La vicenda giudicata era apparentemente semplice: un promotore finanziario, senza il conferimento di incarico preventivo, aveva formulato una raccomandazione di investimento al cliente della banca, che nel fatto corrispondeva all’attività di eseguire due bonifici bancari ad altra banca di altro Paese. La banca estera poi avrebbe acquistato per conto del cliente degli strumenti finanziari atipici, privi di rating e ad alto grado di rischio, elementi che non erano stati rappresentati dal promotore finanziario al cliente.
Il tribunale di Milano ha chiarito che, se un promotore finanziario dà consigli ad un cliente della banca, che si traducono in un atto riconducibile ad un contratto bancario (un ordine di bonifico transfrontaliero conferito on line), la sua attività integra a tutti gli effetti un’attività riconducibile alla prestazione di un servizio di investimento, con la conseguente applicazione dei doveri di cui all’art. 21 TUF (e dell’art. 28 del regolamento n. 11522 del 1998) e quindi con “l’obbligo del promotore finanziario di fornire al cliente, prima dell’operazione, informazioni adeguate e corrette circa le caratteristiche dell’investimento, necessarie per consentire al cliente scelte consapevoli riguardo alla convenienza economica dell’operazione finanziaria”.
Nessuna rilevanza si riteneva potesse avere che, al momento dell’effettuazione dei due bonifici, tra il cliente e la banca non fosse stato concluso alcun contratto di investimento di cui all’art. 23 TUF.
La sentenza opera anche la condanna al risarcimento del danno nei confronti dell’investitore il promotore finanziario e, in via solidale, la banca, ai sensi dell’art. 31 TUF; condanna poi il promotore finanziario a manlevare la banca per le somme dovute all’investitore in forza della sentenza.

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