Categorie approfondimento: Tributario e fiscale
4 Settembre 2011

Avviso di addebito INPS con valore di titolo esecutivo

Di cosa si tratta

A partire dal 1° gennaio 2011 sono in vigore le norme del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito nella legge 30 luglio 2010, n. 122, che al Titolo 2°, detta norme per il contrasto all’evasione fiscale e contributiva e all’Art. 30 dispone il “Potenziamento dei processi di riscossione dell’INPS”.
L’attività di riscossione relativa al recupero delle somme a qualunque titolo dovute all’Inps, anche a seguito di accertamenti degli uffici, viene ora effettuata mediante la notifica di un “avviso di addebito con valore di titolo esecutivo”, questa la definizione normativa.
Nel caso di avviso di addebito da omissione contributiva l’avviso si riferisce alla contribuzione denunciata e non versata, in tutto o in parte alle scadenze di legge, ovvero versata in ritardo.
Precisa in proposito l’INPS con la circolare N.ro 168 del 30 dicembre 2010 che ai sensi dell’art. 24, comma 2, del D.Lgs. 26.02.1999, n. 46, l’Istituto continuerà ad avvalersi della facoltà, prima di emettere l’avviso di addebito, di richiedere il pagamento al debitore mediante Avviso Bonario. La formazione e la notifica dell’avviso di addebito avverrà qualora il debitore non provveda al pagamento nei termini fissati nell’avviso bonario.
Restano poi esclusi dall’invio dell’avviso di addebito i crediti oggetto di rateazione. Analogamente, non si procederà alla formazione dell’avviso di addebito per i crediti inseriti in un piano di rientro, che interessa soltanto la contribuzione dovuta dalle aziende che operano con il sistema UniEmens.
L’avviso di addebito deve contenere a pena di nullità:
– il codice fiscale del soggetto tenuto al versamento,
– il periodo di riferimento del credito,
– la causale del credito, gli importi addebitati ripartiti tra quota capitale e sanzioni;
– l’agente della riscossione competente in base al domicilio fiscale presente nell’anagrafe tributaria alla data di formazione dell’avviso.
L’avviso, per i crediti accertati dagli uffici, dovrà contenere l’intimazione ad adempiere l’obbligo di pagamento degli importi entro il termine di 90 giorni dalla notifica, nonché l’indicazione che, in mancanza del pagamento, l’agente della riscossione procederà ad esecuzione forzata.
L’avviso deve essere sottoscritto, anche mediante firma elettronica, dal responsabile dell’ufficio che ha emesso l’atto.
L’avviso di addebito, completo di tutti gli elementi, relativo alle somme dovute a titolo di contributi previdenziali e assistenziali, il cui pagamento alle scadenze mensili o periodiche sia stato omesso in tutto o in parte, è consegnato all’agente della riscossione che provvederà al recupero trascorso il termine di 30 giorni dalla data della consegna del titolo esecutivo, e procederà contestualmente alla notifica dell’avviso stesso al contribuente.
L’avviso di addebito è notificato in via prioritaria tramite posta elettronica certificata all’indirizzo risultante dagli elenchi previsti dalla legge, ovvero, previa eventuale convenzione tra comune e INPS, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale. La notifica può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento.
L’avviso viene consegnato agli agenti della riscossione con le modalità stabilite dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale e all’atto dell’affidamento e, successivamente, in presenza di nuovi elementi, l’Inps fornisce, anche su richiesta dell’agente della riscossione, tutti gli elementi utili a migliorare l’efficacia dell’azione di recupero.
Per i crediti accertati dagli uffici, il debitore può proporre ricorso amministrativo avverso l’atto di accertamento in relazione alla natura dell’obbligo contributivo, e comunque non oltre 90 giorni dalla notifica dell’avviso di addebito.
Il ricorso, presentato all’organo amministrativo competente a decidere sulle singole materie, dovrà obbligatoriamente essere trasmesso anche all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, che provvederà a consegnare l’avviso di addebito all’agente della riscossione dopo la decisione di reiezione del competente organo amministrativo, qualora entro 5 giorni dalla notifica della decisione non sia data dimostrazione dell’avvenuto pagamento delle somme dovute. In ogni caso il titolo dovrà essere consegnato all’agente non oltre i termini previsti per l’avvio della procedura di espropriazione forzata.
La comunicazione di accoglimento parziale del ricorso, che comporta la rideterminazione degli importi addebitati contiene l’indicazione delle somme dovute e l’intimazione al pagamento entro 5 giorni dalla notifica. In caso di mancata dimostrazione dell’avvenuto pagamento nel termine assegnato, il titolo sarà consegnato all’agente della riscossione. In ogni caso il titolo dovrà essere consegnato all’agente non oltre i termini previsti per l’avvio della procedura di espropriazione forzata.
In caso di revisione in autotutela dell’atto di accertamento l’avviso di addebito cessa di avere validità e l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale provvederà a notificare al debitore un nuovo avviso di addebito, per l’eventuale somma ancora dovuta.
Decorso il termine di 90 giorni senza che sia stato proposto ricorso, in assenza di pagamento, l’agente della riscossione nei successivi trenta giorni e, sulla base del titolo esecutivo e senza la preventiva notifica della cartella di pagamento, procede ad espropriazione forzata ai sensi dell’articolo 49 del D.Pr. 29 settembre 1973, n. 602, che prevede che per la riscossione delle somme non pagate il concessionario procede ad espropriazione forzata sulla base del ruolo, che costituisce titolo esecutivo; il concessionario può promuovere azioni cautelari e conservative, nonché ogni altra azione prevista dalle norme ordinarie a tutela del creditore. Il procedimento di espropriazione forzata è regolato dalle norme ordinarie applicabili in rapporto al bene oggetto di esecuzione, in quanto non derogate dalle disposizioni del D.Pr. richiamato.
Decorso un anno dalla notifica dell’avviso di accertamento, l’espropriazione forzata è preceduta dalla notifica dell’avviso di cui all’articolo 50, comma 2, del D.Pr. richiamato (se l’espropriazione non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, l’espropriazione deve essere preceduta dalla notifica di un avviso che contiene l’intimazione ad adempiere l’obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni).
L’espropriazione forzata in ogni caso è avviata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo e, in caso di riscossione frazionata, anche in pendenza di giudizio, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello entro il quale deve essere effettuato il pagamento.
In caso di mancato o ritardato pagamento delle somme richiesta con l’avviso le sanzioni e le somme aggiuntive dovute sono calcolate, secondo le disposizioni che le regolano, fino alla data del pagamento.
All’agente della riscossione spettano l’aggio, interamente a carico del debitore, ed il rimborso delle spese relative alle procedure esecutive.
Ai fini della procedura di riscossione di cui al presente articolo, i riferimenti contenuti in norme vigenti al ruolo si intendono effettuati ai fini del recupero delle somme dovute a qualunque titolo all’INPS al titolo esecutivo emesso dallo stesso Istituto, costituito dall’avviso di addebito contenente l’intimazione ad adempiere l’obbligo di pagamento.

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