Categorie approfondimento: Tributario e fiscale
1 Settembre 2011

Avviso di accertamento tributario esecutivo e iscrizione a ruolo

Di cosa si tratta

A partire dal 1° ottobre 2011 trovano applicazione le norme nuove dell’estate 2011 (DL. 98/2011 convertito L. 111/11 e DL. 70/2011 convertito L. 106/2011) che hanno modificato l’accertamento e la riscossione delle imposte.
A decorrere dai periodi di imposta in corso al 31 dicembre 2007, come dice la norma, l’avviso di accertamento va a produrre l’effetto analogo a quello della cartella di pagamento: diviene cioè esecutivo.
A mitigare l’effetto è stato introdotto un nuovo regime per la sospensione dell’esecuzione forzata che opera per 180 giorni durante i quali resta sospesa l’efficacia; il legislatore ha anche modificato la misura delle somme da iscrivere provvisoriamente a ruolo al 30 per cento.
Il momento quindi nel quale i nuovi titoli diventano esecutivi è quello della scadenza del termine per un’eventuali impugnazione (60 giorni); nell’atto verrà indicato che, decorsi ulteriori 30 giorni, la riscossione passa agli agenti per la riscossione.
Invero entro il termine per impugnare il contribuente può presentare istanza di accertamento con adesione, che comporta una ulteriore sospensione di 90 giorni, che si allunga di altri 46 giorni se la scadenza è durante il periodo di sospensione feriale dei termini.
Se viene presentato ricorso, il 30 per cento dell’imposta accertata dovrà essere pagato a pena di iscrizione a ruolo e quindi azione esecutiva.
In mancanza di ricorso va pagato l’intero ammontare dell’importo dell’avviso esecutivo.
Il transito all’agente per la riscossione avverrà una volta decorsi 30 giorni dalla scadenza del termine per presentare il ricorso.
La sospensione richiamata di 180 giorni decorrerà dalla trasmissione agli agenti; l’agente, se ritiene che vi sia pericolo “fondato” per un esito positivo della riscossione, può procedere immediatamente.
L’istanza di sospensione in sede giudiziale può essere chiesta con il ricorso o con atto separato, ove si illustrano i gravi e irreparabili danni che conseguirebbero all’esecuzione e il giudice tributario ha a disposizione altri 180 giorni per decidere.

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