Categorie approfondimento: Credito e banche
30 Marzo 2015

Assegno Telematico: cosa cambia

Di cosa si tratta

Il mero nome “assegno telematico”, usato nei recenti interventi normativi, potrebbe fare pensare a qualche cosa che riguardi i correntisti di una banca che impieghino un mezzo telematico di pagamento; invero non cambia nulla per loro ed è solo il percorso dell’assegno “cartaceo” che va a muoversi in modo diverso.
Il tema era già stato oggetto di proposte di interventi normativi negli ultimi anni e il rilievo in sospeso era quello formulato dal Consiglio di Stato in termini di sicurezza; il decreto ministeriale attuativo stabiliva che per l’operazione di trasformazione in forma elettronica degli assegni cartacei la banca negoziatrice, cioè quella che riceve il titolo dal creditore (quello che ha in mano l’assegno che deve essere pagato), può avvalersi di un soggetto terzo. Secondo il Consiglio di stato, era necessario specificare i requisiti soggettivi e oggettivi dei fornitori terzi esterni. Siccome tale attività di dematerializzazione ha «chiare connotazioni economico imprenditoriali» le condizioni avrebbero dovuto essere fissate da una legge e non tramite un regolamento, affermava il Consiglio di Stato.
Si è quindi arrivati ad avere il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze n. 205 del 3 ottobre 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 54/2015, che consente che gli assegni si digitalizzino e i passaggi di carta per regolare i rapporti tra gli intermediari non necessitino dall’impiego della carta con il cambiamento delle procedure interbancarie per l’incasso dei titoli che potranno essere svolte in modalità telematica, comprensive dell’eventuale protesto.
Si è data attuazione all’art. 8, co. 7 del D.L. n. 70/2011 con la modifica al R.D. n. 1736/1933 («legge assegni») che attribuisce valore giuridico alla presentazione per il pagamento in forma elettronica degli assegni bancari e circolari, nonché per gli atti di protesto o constatazione equivalente conseguenti al mancato pagamento di assegni presentati in via telematica.
Le banche sono gli operatori interessati: la negoziatrice (quella che riceve l’assegno per l’incasso) e la trattaria (quella dove si trova il conto di addebito dell’assegno) oppure quella emittente nel caso degli assegni circolari.
Viene introdotta una procedura unica di presentazione elettronica dell’assegno che funziona tramite la trasmissione dei dati identificativi e quando si supera l’importo ancora da fissare sarà necessario allegare l’immagine digitale dell’assegno.
Secondo il nuovo regolamento si ha presentazione al pagamento in forma elettronica quando il trattario o l’emittente ricevono dal negoziatore (cioè la banca o altro soggetto abilitato cui l’assegno è girato per l’incasso), l’immagine dell’assegno, intendendo con il termine la copia per immagine dell’assegno su supporto informatico conforme all’originale cartaceo.
La trasformazione può essere effettuata dal negoziatore ovvero affidata, sotto la sua esclusiva responsabilità, anche a soggetti terzi, che dispongano della competenza, della capacità e delle autorizzazioni richieste dalla legge, nonché dei requisiti previsti dal regolamento della Banca d’Italia per esercitare in maniera professionale ed affidabile tale attività.
In ordine ai tempi di pagamento, il decreto precisa che il negoziatore presenterà il titolo (bancario o circolare) in pagamento “non oltre il giorno lavorativo successivo a quello in cui l’assegno gli è stato girato per l’incasso”.
Di fronte al mancato pagamento dell’assegno elettronico, il protesto o la constatazione equivalente potranno essere fatti valere esclusivamente per via telematica secondo le regole definite dal regolamento della Banca d’Italia, che può estendere la modalità telematica anche al protesto e alla constatazione equivalente degli assegni presentati in forma cartacea.
Gli assegni girati per l’incasso l’ultimo giorno utile possono essere presentati al pagamento dal negoziatore solo con la modalità telematica.
La regola resta che il negoziatore presenta l’assegno al pagamento al trattario o all’emittente non oltre il giorno lavorativo successivo a quello in cui l’assegno gli è stato girato per l’incasso.
Nel caso di presentazione eseguita secondo le modalità descritte, il negoziatore, al fine di consentire controlli di regolarità del titolo, è tenuto a trasmettere al trattario o all’emittente, su richiesta di questi ultimi, l’immagine dell’assegno non oltre il giorno lavorativo successivo a quello di presentazione.
In caso di mancato pagamento di un assegno presentato al pagamento in forma elettronica, il protesto o la constatazione equivalente possono essere richiesti esclusivamente in via telematica secondo le regole definite nel regolamento della Banca d’Italia. Il pubblico ufficiale o la Banca d’Italia effettuano rispettivamente il protesto o la constatazione equivalente esclusivamente sulla base dell’immagine dell’assegno e delle informazioni ricevute in via telematica. Il portatore riceve, secondo le regole definite nel regolamento della Banca d’Italia, copia degli assegni presentati al pagamento in forma elettronica e degli eventuali documenti elettronici che ne attestano il mancato pagamento.
Il regolamento della Banca d’Italia può dettare disposizioni per consentire il protesto o la constatazione equivalente in forma elettronica anche per gli assegni presentati al pagamento in forma cartacea.
Fatti salvi i casi eventualmente stabiliti dal regolamento della Banca d’Italia, gli assegni cartacei sono conservati per un periodo di sei mesi dallo spirare del termine di presentazione.

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