Categorie approfondimento: Tributario e fiscale
10 Gennaio 2008

Aree edificabili: la riduzione delle imposte indirette dal 2008

Di cosa si tratta

Con l’ennesimo intervento nel giro di pochi anni ancora il legislatore, in occasione della Finanziaria 2008 (Legge 24 dicembre 2007, n. 244), ha ritenuto di modificare la misura dell’imposizione, questa volta a favore del contribuente (il solo acquirente) in specifiche ipotesi di cessioni di immobili per le imposte indirette (registro, ipotecaria e catastale).
Per l’imposta di registro lo ha fatto con l’art. 1, 25 comma, disponendo in aggiunta all’art. 1, della Tariffa, parte 1, del D.Pr. 26/4/1986, n. 131, che: “Se il trasferimento ha per oggetto immobili compresi in piani urbanistici particolareggiati diretti all’attuazione dei programmi di edilizia residenziale comunque denominati, a condizione che l’intervento cui è finalizzato l’intervento venga completato entro cinque anni dalla stipula dell’atto: 1 per cento”.
Per le imposte ipotecarie e catastali lo ha fatto con l’art. 1, 26 comma, disponendo in aggiunta all’art. 1-bis, della Tariffa, annessa al T.U. del D.Pr. 31/10/1990, n. 347, che “ovvero che importano il trasferimento di proprietà, la costituzione o il trasferimento di diritti immobiliari attinenti a immobili compresi in piani urbanistici particolareggiati diretti all’attuazione dei programmi di edilizia residenziale comunque denominati”, imposte ora rispettivamente al 3 per cento e 1 per cento.
E’ anche aggiunto al comma 28 dell’art. 1 della Finanziaria 2008 per il quale l’imposta di registro, ipotecarie e catastali, come modificate, si applicano agli atti pubblici formati, agli atti giudiziari pubblicati o emanati, alle scritture private autenticate poste in essere a decorrere dall’entrata in vigore della Finanziaria, nonché alle scritture private non autenticate presentate per la registrazione dopo l’entrata in vigore.
Il legislatore contestualmente ha anche abrogato il comma 15 dell’art. 36 del D.L. 4/7/2006, n. 223, convertito in Legge 4/8/2006, n. 248, che disponeva: “15. L’articolo 33, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, è abrogato, ad eccezione che per i trasferimenti di immobili in piani urbanistici particolareggiati, diretti all’attuazione dei programmi prevalentemente di edilizia residenziale convenzionata pubblica, comunque denominati, realizzati in accordo con le amministrazioni comunali per la definizione dei prezzi di cessione e dei canoni di locazione. Il periodo precedente ha effetto per gli atti pubblici formati e le scritture private autenticate a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto”. Il legislatore ha abrogato una norma che abrogava. La disposizione (art. 33, comma 3, della L. 388/2000) prevedeva che andasse parificato quell’acquirente che per costruire comprasse da un privato o da un soggetto IVA, portando il registro al 1 per cento, ove per l’IVA l’avrebbe recuperata. La disposizione venne col D.L. 223/2006 abrogata in parte in quanto veniva limitata a certi trasferimenti di edilizia residenziale convenzionata in accordo con le amministrazioni comunale per la definizione dei prezzi di cessione degli alloggi e dei canoni di locazione.
In sostanza il legislatore ha reintrodotto l’agevolazione per l’acquisto di aree edificabili comprese in piani particolareggiati quando il venditore non è un soggetto IVA (un privato proprietario) e quindi va applicata l’imposta di registro e le imposte ipotecarie e catastali nella nuova misura.
Il regime reintrodotto abbassa l’imposta di registro dal 8 per cento all’1 per cento e porta l’imposta ipotecaria, che era al 2 per cento e la catastale, che era all’1 per cento, rispettivamente al 3 per cento e 1 per cento (totale 5 per cento in luogo del precedente 11 per cento).
Si passa quindi da un regime speciale a un regime generale per il quale è condizione per beneficiarne che l’intervento edilizio venga ultimato nei termine di cinque anni dal trasferimento del bene immobile.
Da ultimo mentre l’imposta ipotecaria è espressamente regolata, la catastale non è oggetto di menzione che fa quindi ritenere che la sua misura non sia cambiata e sia quindi del 1 per cento.
Si può dare il benvenuto a delle disposizioni che hanno due elementi di positività: il primo, il ritorno a regole generali e il secondo, ad un alleggerimento dell’effetto fiscale, componente di maggiori costi per molte operazioni.

(Visited 7 times, 2 visits today)