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24 Gennaio 2017

L’arbitro per le controversie finanziarie

La Consob ha istituito un nuovo strumento per la risoluzione delle controversie finanziarie tra investitori e intermediari finanziari denominato “Arbitro per le Controversie Finanziarie” (ACF), entrato in funzione il 9 gennaio 2017, il cui ambito di operatività è definito dall’art. 4 del Regolamento di attuazione che è stato approvato con Delibera della Consob n. 19602 del 4 maggio 2016, che ha adottato anche il regolamento. La delibera n. 19783 del 23 novembre 2016 ha determinato la data di avvio dell’operatività.
Si prevede che l’Arbitro conosca delle controversie fra investitori e intermediari relative alla violazione da parte di questi ultimi degli obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza previsti nei confronti degli investitori nell’esercizio delle attività disciplinate nella parte II del TUF, incluse le controversie transfrontaliere e le controversie oggetto del Regolamento (UE) n. 524/2013. Non rientrano nell’ambito di operatività dell’Arbitro le controversie che contengano la richiesta di somme per un importo superiore a €. 500mila, mentre sono esclusi dalla cognizione dell’Arbitro i danni che non sono conseguenza immediata e diretta dell’inadempimento o della violazione da parte dell’intermediario di obblighi di diligenza, correttezza, informazione, trasparenza e i danni che non hanno natura patrimoniale.
Spetta poi all’Arbitro promuovere forme di collaborazione con gli altri organismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie, anche al fine di risolvere questioni relative alla delimitazione delle reciproche competenze.
Come soggetti coinvolti (“intermediari”) si intendono i soggetti abilitati di cui all’art. 1, co. 1, lettera r), del TUF, anche con riguardo all’attività svolta per loro conto da parte di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede; Poste Italiane, Divisione Servizi di Banco Posta, anche con riguardo all’attività svolta per suo conto da parte di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede; i consulenti finanziari autonomi e le società di consulenza finanziaria; i gestori di portali per la raccolta di capitali per start-up innovative (citare art. nuovo ______) e PMI innovative di cui all’art. 50-quinquies TUF; le imprese di assicurazione limitatamente all’offerta in sottoscrizione e al collocamento di prodotti finanziari dalle stesse emessi.
Il ricorso all’Arbitro può essere proposto esclusivamente dall’investitore, personalmente o per il tramite di un’associazione rappresentativa degli interessi dei consumatori ovvero di procuratore.
L’accesso al procedimento è gratuito per il ricorrente. Le spese per l’avvio del procedimento sono poste a carico di un fondo nei limiti di capienza del medesimo.
Il ricorso può essere proposto quando, sui medesimi fatti oggetto dello stesso non sono pendenti, anche su iniziativa dell’intermediario a cui l’investitore ha aderito, altre procedure di risoluzione extragiudiziale delle controversie; è stato preventivamente presentato reclamo all’intermediario al quale è stata fornita espressa risposta, ovvero sono decorsi più di sessanta giorni dalla sua presentazione, senza che l’intermediario abbia comunicato all’investitore le proprie determinazioni.
Il ricorso all’Arbitro deve essere proposto entro un anno dalla presentazione del reclamo all’intermediario ovvero, se il reclamo è stato presentato anteriormente alla data di avvio dell’operatività dell’Arbitro, entro un anno da tale data.
Per gli intermediari l’adesione al sistema è un obbligo e deve essere comunicata alla Consob entro due mesi dall’entrata in vigore del regolamento dalle associazioni di categoria degli intermediari, limitatamente ai soggetti ad esse partecipanti. Quando gli intermediari non partecipano alle associazioni comunicano l’adesione all’Arbitro nello stesso termine, indicando l’associazione a cui fanno riferimento per la designazione dei membri del collegio. Gli intermediari di nuova costituzione e quelli che, dopo l’entrata in vigore del regolamento, intendono svolgere in Italia la propria attività, comunicano l’adesione all’Arbitro, anche attraverso le associazioni di categoria, prima di iniziare l’attività.
Con l’istituzione di questo organo gli intermediari: sono tenuti a fornire agli investitori, anche attraverso la documentazione contrattuale e il sito web (al momento sul web entro il termine pochi si sono adeguati), informazioni circa le funzioni dell’Arbitro, precisando che il diritto di ricorrervi non può formare oggetto di rinuncia dell’investitore ed è sempre esercitabile, anche in presenza di clausole di devoluzione delle controversie ad altri organismi di risoluzione extragiudiziale contenute nei contratti; assicurano poi che i reclami vengano valutati anche alla luce degli orientamenti desumibili dalle decisioni assunte dall’Arbitro e che, in caso di mancato accoglimento, anche parziale, di tali reclami, all’investitore vengano fornite informazioni circa i modi e i tempi per la presentazione del ricorso all’Arbitro; rendono disponibile sulla pagina iniziale del proprio sito web il collegamento ipertestuale al sito web dell’Arbitro.
L’organismo è composto da un Presidente e da quattro membri; la Consob nomina direttamente il Presidente e due membri del collegio, mentre la nomina dei restanti due avviene con designazione congiunta delle associazioni di categoria degli intermediari maggiormente rappresentative a livello nazionale e per un membro, a seguito della designazione del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti; sono nominati uno o più membri supplenti.
I componenti dell’organo decidente assolvono alle funzioni decisorie con imparzialità e indipendenza di giudizio, osservano le disposizioni del codice deontologico deliberato dalla Consob e dedicano il tempo necessario all’efficace espletamento dell’incarico.
Il Presidente ha la competenza a dichiarare la irricevibilità e la inammissibilità del ricorso, la sua interruzione e l’estinzione del procedimento e coordina e regola l’attività del collegio individuando, per ciascun ricorso, un relatore; a lui è attribuita la funzione di indirizzo sulla segreteria tecnica, curando i rapporti con la Consob, con le istituzioni, nonché con altri organismi preposti alla risoluzione extragiudiziale delle controversie.
La segreteria tecnica cura gli adempimenti necessari per la costituzione e il funzionamento del collegio e per l’ordinato e corretto svolgimento dei procedimenti; definisce i contenuti del sito web dell’Arbitro e cura le attività connesse alla redazione della relazione annuale sull’attività dell’Arbitro, ed espleta tutti gli altri compiti previsti dal regolamento.
Il ricorso è predisposto e trasmesso all’Arbitro secondo le modalità rese note attraverso il proprio sito web ed è corredato della documentazione attestante la condizione di ricevibilità.
Del ricorso è la funzione della segreteria tecnica che, entro sette giorni dalla ricezione, valutata la ricevibilità e l’ammissibilità del ricorso, lo trasmette all’intermediario. Ove necessario la segreteria tecnica invita il ricorrente, entro sette giorni, a eventuali integrazioni o chiarimenti. Decorso inutilmente il termine, e nei casi in cui ritiene il ricorso irricevibile o inammissibile, questa trasmette il ricorso al Presidente, con una relazione contenente una sintetica descrizione delle relative ragioni. Il Presidente, se non dichiara la inammissibilità o irricevibilità del ricorso, rimette gli atti alla segreteria tecnica per tutti i successivi adempimenti.
L’intermediario, nei trenta giorni successivi alla ricezione del ricorso, trasmette all’Arbitro, anche per il tramite l’associazione di categoria ovvero un procuratore e con le modalità rese note sul sito web dell’Arbitro, le proprie deduzioni, corredate dalla documentazione afferente al rapporto controverso. Il ricorrente può presentare deduzioni integrative, in risposta alle deduzioni dell’intermediario, entro quindici giorni dal ricevimento delle medesime e l’intermediario, nei quindici giorni successivi, può replicare alla deduzioni integrative del ricorrente.
La segreteria tecnica cura la formazione del fascicolo, completo degli eventuali atti, comunica alle parti la data in cui si è completato il fascicolo e redige una relazione per il collegio sui fatti oggetto della controversia. Il fascicolo, contenente il ricorso, le deduzioni e la documentazione prodotta dalle parti, nonché le comunicazioni dell’Arbitro, è reso disponibile alle parti attraverso il sito web dell’Arbitro.
Il collegio, ove lo ritenga opportuno, può chiedere, attraverso la segreteria tecnica, che le parti forniscano ulteriori elementi informativi entro un termine perentorio non inferiore a sette giorni. l collegio, quando rileva una causa di nullità contrattuale, invita le parti a fornire osservazioni anche al fine di verificare se, nei casi di nullità che può essere fatta valere solo dall’investitore, questi intenda effettivamente valersene.
Il ricorso è inammissibile quando non contiene la determinazione della cosa oggetto della domanda e l’esposizione dei fatti costituenti le ragioni della domanda, con le relative conclusioni ed anche quando la controversia non rientra nell’ambito di operatività dell’Arbitro; salvo che non vi provveda il Presidente la irricevibilità e la inammissibilità del ricorso sono dichiarate dal collegio.
Il procedimento è interrotto quando, sui medesimi fatti vengono avviate, anche su iniziativa dell’intermediario a cui l’investitore abbia aderito, altre procedure di risoluzione extragiudiziale.
Se la procedura di risoluzione extragiudiziale non definisce la controversia, il procedimento può essere riassunto dal ricorrente entro dodici mesi dalla dichiarazione di interruzione e il procedimento si estingue quando sui medesimi fatti vengono avviati procedimenti arbitrali ovvero procedimenti giurisdizionali e non risulti la dichiarazione di improcedibilità od anche quando il ricorrente rinuncia al ricorso con atto espresso.
Il collegio pronuncia la decisione nel termine di novanta giorni dal completamento del fascicolo e il termine può essere prorogato dal collegio prima della sua scadenza, previa comunicazione alle parti, per un periodo non superiore a novanta giorni, quando lo richieda la particolare complessità o novità delle questioni trattate od anche quando ne fanno richiesta entrambe le parti, anche al fine di tentare la conciliazione della controversia.
Il collegio definisce il procedimento con pronuncia motivata, adottata applicando le norme giuridiche che disciplinano la materia e tenendo conto degli atti di carattere generale emanati dalla Consob e dall’AESFEM (Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e del Mercati), delle linee guida delle associazioni di categoria validate dalla Consob, dei codici di condotta delle associazioni di categoria ai quali l’intermediario aderisce.
Il collegio accoglie la domanda quando, sulla base delle allegazioni e dei documenti prodotti dalle parti, ne ritiene sussistenti i fatti costitutivi, tenuto conto che spetta all’intermediario la prova di avere assolto agli obblighi di diligenza, correttezza, informazione e trasparenza nei confronti degli investitori. La decisione di accoglimento, totale o parziale, del ricorso contiene l’indicazione del termine entro il quale l’intermediario deve provvedere alla sua esecuzione. In caso di mancata indicazione del termine l’intermediario si conforma alla decisione entro trenta giorni dalla ricezione della decisione.
L’intermediario comunica all’Arbitro gli atti realizzati al fine di conformarsi alla decisione, entro il termine previsto per rendere la decisione. Quando vi è il sospetto, anche a seguito delle informazioni ricevute, che l’intermediario non abbia eseguito la decisione, la segreteria invita le parti a fornire chiarimenti nel termine di trenta giorni, chiedendo anche notizie sull’eventuale avvio di un procedimento giurisdizionale avente ad oggetto i fatti posti a base del ricorso. La segreteria, sulla base delle informazioni e dei documenti acquisiti, redige una apposita relazione per il collegio.
La mancata esecuzione, anche parziale, della decisione da parte dell’intermediario, ove accertata dal collegio, è resa nota mediante pubblicazione sul sito web dell’Arbitro e, a cura e spese dell’intermediario inadempiente, su due quotidiani a diffusione nazionale, di cui uno economico, e sulla pagina iniziale del sito web dell’intermediario per una durata di sei mesi.
L’intermediario può in ogni momento chiedere alla segreteria tecnica che l’Arbitro pubblichi sul proprio sito web informazioni circa l’avvio di un procedimento giurisdizionale avente ad oggetto i fatti posti a base del ricorso o sul suo esito.
I termini previsti dal regolamento sono sospesi dal 1° al 31 agosto e dal 23 dicembre al 6 gennaio di ciascun anno.

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