Categorie approfondimento: Commerciale e industriale
20 Ottobre 2012

Appalto privato: la responsabilità del committente per previdenza ed assistenza

Di cosa si tratta

Con le disposizioni date per l’appalto in termini di solidarietà per il committente per i debiti fiscali (IVA e RA), il legislatore ha regolato anche le omissioni dei versamenti previdenziali dei lavoratori addetti ai singoli appalti (Cfr.: “Appalto privato: la responsabilità del committente per imposte: iva e ritenute”).
La solidarietà passiva nasce per rafforzare il credito, in quanto attribuisce al creditore (l’INPS nel caso di obbligazioni contributive) la facoltà di chiedere l’adempimento dell’esatta prestazione ad uno qualunque dei debitori.
Le ipotesi di responsabilità solidale passiva verso l’INPS scaturenti da violazioni contributive sono state ampliate nel tempo, attraverso reiterati interventi normativi concentrati, in particolare, sulla disciplina prevista per il contratto di appalto.
La disciplina era già data dall’art. 35 (commi 32-33) della legge n. 248/2006 e con il decreto interministeriale n. 74/2008 in vigore dal 16 giugno 2008. Il committente poteva pagare il corrispettivo pattuito con l’appaltatore soltanto in seguito all’esibizione da parte di questo della documentazione attestante l’avvenuto versamento delle ritenute fiscali, previdenziali e dei premi assicurativi. L’inosservanza della modalità di pagamento implicava a carico del committente una sanzione amministrativa da 5 mila a 200 mila euro.
Il decreto interministeriale n. 74/2008 individuava i documenti che il subappaltatore doveva trasmettere all’appaltatore per comprovare l’avvenuto versamento di ritenute fiscali, contributi previdenziali, contributi assicurativi. Il decreto stabiliva che l’appaltatore potesse richiedere al subappaltatore di attestare l’avvenuto versamento delle ritenute fiscali mediante il rilascio di una dichiarazione sostitutiva ex DPR n. 445/2000 e di copie del modello F24 riferito al singolo subappalto accompagnate dalle ricevute comprovanti l’avvenuto addebito.
Ai fini dell’attestazione dell’avvenuto versamento dei contributi previdenziali e assicurativi, il subappaltatore era tenuto a rilasciare all’appaltatore un prospetto analitico con i nomi dei lavoratori impiegati, l’ammontare delle retribuzioni a ciascuno corrisposte e l’indicazione dell’aliquota applicata e relativi contributi versati, accompagnato dal DURC e da una dichiarazione corredata che attestava che i versamenti sono riferibili anche ai soggetti impiegati nell’esecuzione dell’opera. Era previsto che in alternativa a questi documenti, il subappaltatore potesse rilasciare una asseverazione fiscale e contributiva redatta dai soggetti individuati nel decreto, secondo modelli allegati.
Con l’acquisizione della documentazione e con l’esercizio dei relativi controlli, l’appaltatore era esonerato dalla responsabilità solidale con il subappaltatore, che resta comunque limitata al valore del corrispettivo dovuto. Stessa cosa non può dirsi per il committente, la cui responsabilità solidale è poi cambiata e torneremo sul tema.
Con l’acquisizione della documentazione prevista dal decreto interministeriale n. 74/2008, il committente poteva evitare di incorrere nella sanzione amministrativa accessoria prevista dall’art. 35 comma 33 L. 248/2006 (da 5 a 200 mila euro).
La Circolare dell’Inps del 10 agosto 2012, n. 106, interviene nella materia dopo l’adozione di nuove norme per realizzare uniformità di comportamenti sul territorio nella gestione delle obbligazioni nascenti da vincolo di solidarietà.
Dopo la normativa del 2006 l’esigenza risulta maggiore e la circolare del Ministero del Lavoro n. 5 dell’11 febbraio 2011, ha trattato la materia degli appalti per il regime di responsabilità solidale, nonché del D.L. 9 febbraio 2012 n. 5 (convertito, con modificazioni, dalla L. 4 aprile 2012 n. 35) e del D.L. 2 marzo 2012 n. 16 (convertito, con modificazioni, dalla L. 26 aprile 2012 n. 44), che hanno modificato, rispettivamente con gli artt. 21 comma 1 e 2 comma 5 bis, la disciplina della responsabilità solidale in materia di appalti.
Inoltre Il Ministero ha annunciato che fornirà ulteriori istruzioni operative a seguito delle novità introdotte dalla Legge n. 92 del 28 giugno 2012 (c.d. Riforma del Mercato del Lavoro).
Le norme di riferimento in materia di responsabilità solidale per i trattamenti contributivi nel contratto di appalto divengono ora: art. 29, comma 2, del D. Lgs. n. 10 settembre 2003, n. 276 (comma così sostituito prima dall’art. 6 D. Lgs. 6/10/2004 n. 251, poi dall’art. 1 L. 27/12/2006 n. 296 e, infine, dall’art. 21 comma 1 del citato D.L. 9 febbraio 2012 n. 5 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 35 del 4 aprile 2012) che sancisce: “In caso di appalto di opere o di servizi il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali ulteriori subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonché i contributi previdenziali dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto, restando escluso qualsiasi obbligo per le sanzioni civili di cui risponde solo il responsabile dell’inadempimento. Ove convenuto in giudizio per il pagamento unitamente all’appaltatore, il committente imprenditore o datore di lavoro può eccepire, nella prima difesa, il beneficio della preventiva escussione del patrimonio dell’appaltatore medesimo. In tal caso il giudice accerta la responsabilità solidale di entrambi gli obbligati, ma l’azione esecutiva può essere intentata nei confronti del committente imprenditore o datore di lavoro solo dopo l’infruttuosa escussione del patrimonio dell’appaltatore. L’eccezione può essere sollevata anche se l’appaltatore non è stato convenuto in giudizio, ma in tal caso il committente imprenditore o datore di lavoro deve indicare i beni del patrimonio dell’appaltatore sui quali il lavoratore può agevolmente soddisfarsi. Il committente imprenditore o datore di lavoro che ha eseguito il pagamento può esercitare l’azione di regresso nei confronti del coobbligato secondo le regole generali”.
L’art. 35, comma 28, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, ripetutamente modificato nel tempo che è il testo normativo rimasto in vigore fino al 28 aprile 2012, derivante dalla conversione del citato D.L. n. 223/2006, con modificazioni, nella L. 4 agosto 2006, n. 248, (i commi dal 29 al 34 sono stati abrogati dal D.L. n. 97/2008, convertito con modificazioni dalla L. n. 129/2008), che disponeva:
”l’appaltatore risponde in solido con il subappaltatore dell’effettuazione e del versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e del versamento dei contributi previdenziali e dei contributi assicurativi obbligatori per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dei dipendenti a cui è tenuto il subappaltatore”.
La norma è stata sostituita a decorrere dal 29 aprile 2012, per effetto dell’art. 2 co. 5 bis legge n. 44/2012, di conversione del D.L. n. 16/2012, dalla seguente: “in caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, al versamento all’erario delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e dell’IVA scaturente dalle fatture inerenti le prestazioni effettuate nell’ambito dell’appalto, ove non dimostri di aver messo in atto tutte le cautele possibili per evitare l’inadempimento”.
Dalle complesse norme si ricava che:
il committente è chiamato a rispondere in solido con l’appaltatore, nonché con gli eventuali subappaltatori, per l’intero importo della contribuzione previdenziale, nonché della retribuzione dovuta, con esclusione, dalla data di entrata in vigore del D.L. n. 5/2012 (10 febbraio 2012), delle sanzioni civili, ai sensi dell’art. 21 del medesimo decreto, come detto con la circolare n. 2/2012 con la quale il Ministero del Lavoro ha fornito primi chiarimenti. In merito alle somme per le quali il committente viene chiamato a rispondere in solidarietà, il Ministero del Lavoro, con parere del 21 marzo 2012, ha precisato che, con la modifica legislativa intervenuta, il regime di solidarietà permane sulle somme dovute a titolo di interesse moratorio sui debiti previdenziali, sia contributivi e assistenziali che assicurativi, nascenti sul debito contributivo una volta raggiunta l’entità massima prevista della sanzione civile, considerata la portata generale dell’art. 1294 c.c. ed in mancanza sul punto di una previsione contraria della legge.
Il dies a quo a partire dal quale il committente, ex art. 21 D.L. semplificazioni, non risponde dell’obbligo relativo alle somme aggiuntive coincide con tutti gli obblighi contributivi la cui scadenza del versamento è successiva al 10 febbraio 2012, data di entrata in vigore del decreto.
Il vincolo della solidarietà viene meno dopo due anni dalla cessazione dell’appalto (ovvero, in presenza di subappaltatori, dopo due anni dalla cessazione del subappalto). Atteso il tenore della norma, sono tutelati tutti i lavoratori, ovvero non solo i lavoratori subordinati ma anche quelli impiegati nell’appalto con altre tipologie contrattuali (ed es. collaboratori a progetto), nonché quelli in nero, purché impiegati direttamente nell’opera o nel servizio oggetto dell’appalto.
L’appaltatore è chiamato a rispondere in solido con il subappaltatore in conformità all’art. 29 comma 2 dal 29/4/2012. Questo in quanto la giurisprudenza considera il contratto di subappalto un vero e proprio appalto, che si caratterizza, rispetto al contratto-tipo, solo per essere un contratto derivato da altro contratto stipulato a monte, che ne costituisce il presupposto. L’interpretazione è formulata nel rispetto della ratio della norma consistente nell’esigenza di assicurare una particolare tutela in favore dei lavoratori ausiliari dell’appaltatore, atta a preservarli dal rischio dell’inadempimento, esigenza che ricorre identica tanto nell’appalto quanto nel subappalto” (v. per tutte Cass. n. 6208 del 7 marzo 2008).
Pertanto, a partire dal 29 aprile 2012, il regime complessivamente previsto per il committente obbligato in solido, come sopra descritto, va esteso anche all’appaltatore chiamato in solidarietà.
Sul piano dell’applicazione pratica nei casi di accertata solidarietà nell’obbligazione contributiva nascente dall’applicazione della legge speciale, l’ispettore dovrà provvedere a comunicare all’obbligato in solido il verbale di accertamento già notificato all’obbligato principale che riporterà esclusivamente l’esposizione dettagliata dei fatti presupposto dell’addebito, compreso l’elenco dei lavoratori ed i periodi di lavoro per ciascuno di essi ed i riferimenti di legge da cui deriva il vincolo solidale.

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