Categorie approfondimento: Fallimentare
8 Luglio 2014

Ancora sulla prededuzione in sede concordataria

Di cosa si tratta

Il D.L. 24 giugno 2014, n. 91 ha abrogato la norma di interpretazione autentica dell’art. 111 Legge Fallimentare, che era prevista dal D.L. 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9.
In tale sede si affermava che “la disposizione di cui all’articolo 111, secondo comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni, si interpreta nel senso che i crediti sorti in occasione o in funzione della procedura di concordato preventivo aperta ai sensi dell’articolo 161, sesto comma, del medesimo regio decreto n. 267 del 1942, e successive modificazioni, sono prededucibili alla condizione che la proposta, il piano e la documentazione di cui ai commi secondo e terzo siano presentati entro il termine, eventualmente prorogato, fissato dal giudice e che la procedura sia aperta ai sensi dell’articolo 163 del medesimo regio decreto, e successive modificazioni, senza soluzione di continuità rispetto alla presentazione della domanda ai sensi del citato articolo 161, sesto comma.”
Il testo era già stato commentato negativamente in altro articolo di commento con giudizio nettamente negativo (nel sito cfr.: Prededucibilità condizionata dei crediti dopo l’istanza di concordato in bianco.).
Il legislatore si è accorto che andava a stravolgere un regime sul quale si confidava e fortunatamente il provvedimento è venuto meno.

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