Categorie approfondimento: Fallimentare
11 Febbraio 2016

Ammissibilità della partecipazione di srl a società di persone ed effetti

Di cosa si tratta

La partecipazione di una società a responsabilità limitata in una società di persone, anche di fatto, non esige che debba essere deliberata dalla assemblea, come previsto dall’art. 2361, co. 2, c.c., che è dettato per la società per azioni, ma è un atto gestorio proprio dell’organo amministrativo, che non richiede la previa decisione autorizzativa dei soci, ai quali è demandata la decisione di compiere operazioni che comportano una sostanziale modifica dell’oggetto sociale determinato nell’atto costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti dei soci, ai sensi dell’art. 2479, comma 2, n. 5, c.c., almeno fino a quando l’assunzione della partecipazione non comporti un significativo mutamento dell’oggetto sociale, caso nel quale sono i soci ad essere chiamati ad operare la scelta. Compie l’affermazione la Corte di Cassazione n. 1095 del 21 gennaio 2016.
La domanda che ci poniamo è per quale ragione si possa affermare che il solo potere gestorio sia idoneo a produrre effetti così importanti senza che preventivamente i soci siano chiamati a deciderlo.
L’affermazione non stupisce quando il tema si ponga in sede fallimentare, come per il caso deciso. La Riforma societaria avrebbe infatti operato modifiche tali da consentire la partecipazione di società di capitali in società di persone. Il ragionamento si fonda nell’assumere che si avrebbe la sottrazione a fallimento come privilegio che scaturirebbe da un’omissione della pubblicità che non sarebbe ragionevole nel bilanciamento degli “interessi dei creditori di società di capitali e di quelli della società di fatto che sulla unicità del centro di imputazione abbiano confidato preferire i primi, posto che la delibera autorizzativa non è soggetta a pubblicità (così come non ricevono alcuna tutela i creditori del socio occulto di società di palese)”. La conseguenza diviene che il fallimento della società di persone comporta anche il fallimento di quella di capitali.
Non ci troveremmo di fronte al fallimento in estensione di società di capitali in quanto il fallimento di quella di persone, provatane l’esistenza e accertata l’insolvenza, comporta il fallimento di ciascun socio.
Una volta accertato il vincolo sociale esistendo un’unica struttura economica associativa e i presupposti della fallibilità per le altre SRL si potrà parlare di fallimento in estensione.
La valida ed efficace assunzione della partecipazione in una società anche di fatto sarebbe sorretta da molteplici ragioni, ma in sentenza leggiamo una grande serie di ragioni che confortano gli effetti nella SPA per la quale esista la valida delibera e poco per la SRL. Non è certo in ragione della quantità che si passa alla qualità di una sentenza. Se proseguissimo ad illustrare il testo della sentenza limiteremmo la portata informativa, che si rivolgerebbe solo a tecnici.
Ci limitiamo a dire che la Corte, forte di altre imprecisioni del testo normativo, afferma che non ci si possa limitare ad una interpretazione letterale e che centrale resti la prova su quella comunanza di interessi nella società personale; punto sul quale concordiamo.
Si scrive ancora che l’ulteriore “tassello” sarebbe rappresentato dall’art. 111-duodecies di Att. C.C.; in sostanza “la disciplina del bilancio, di esercizio e consolidato, come dettata dal complesso sistema dato da altre disposizioni (sarebbe) il punto di emersione essenziale della partecipazione in società personale”.
Non riesce ad essere chiaro come, trattandosi di omessi adempimenti formali, possano questi reagire comportando effetti tanti pesanti quando appunto si tratti di mancanza degli stessi.
La sentenza al fine delle spese del giudizio parla di “novità della questione”; forse non era una novità quanto affermato e lo è in parte la forma della sentenza per le argomentazioni a sostegno, che prima mancavano e sono addotte a sostegno.
Invero la novità, che ha comportato la compensazioni delle spese di giudizio, è avere affermato che non si applichi il piano formale della mancanza della deliberazione per impedire l’effetto di comportare il fallimento della società RSL partecipante.
Ci sembra da ultimo che la volontà del coinvolgimento delle società di capitali, quando si abbia attiguità a posizioni imprenditoriali di base personale, sia sensibilmente espressa con costanza dalla giurisprudenza.

(Visited 14 times, 5 visits today)