Categorie approfondimento: Ricerca e innovazione
2 Febbraio 2012

Aiuto alla crescita economica: ACE

Di cosa si tratta

Il Governo Monti dal suo inizio ha dato un segnale chiaro dei propri indirizzi già dal primo articolo del primo provvedimento normativo che ha promosso; ci riferiamo al D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito in Legge 22 dicembre 2011, n. 214, con il quale ha pensato di favorire la crescita agevolando la patrimonializzazione delle imprese.
Persino il linguaggio è cambiato nello stile e nella forma espositiva della norma.
I fini dichiarati sono chiari: in considerazione dell’esigenza di rilanciare lo sviluppo economico e fornire un aiuto alla crescita mediante una riduzione della imposizione sui redditi derivanti dal finanziamento con capitale di rischio, nonché per ridurre lo squilibrio del trattamento fiscale tra imprese che si finanziano con debito ed imprese che si finanziano con capitale proprio, e rafforzare la struttura patrimoniale delle imprese e del sistema produttivo, il reddito complessivo netto può essere ridotto di un importo corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio che viene apportato alle imprese.
Questo aiuto è di sistema e prevede che vi sia una fase transitoria di avvio della durata di un triennio.
Il provvedimento si riferisce non soltanto alle società, ma anche al reddito di impresa delle persone fisiche, come è chiaramente indicato al comma 7, che precisa l’estensione alle società in nome collettivo ed in accomandita semplice in quanto siano in contabilità ordinaria per la cui applicazione le modalità verranno stabilite con il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze in modo da assicurare un beneficio conforme a quello garantito agli altri soggetti.
E’ ammesso in deduzione un importo corrispondente al rendimento nozionale del nuovo capitale proprio. Per le società e gli enti commerciali di cui all’articolo 73, comma 1, lettera d), del TUIR, cioè le società e gli enti di ogni tipo, compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato le disposizioni si applicano relativamente alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato.
Prendendo quindi come riferimento iniziale la situazione alla chiusura esercizio dell’anno scorso essendo il provvedimento adottato a dicembre 2011 (31 dicembre 2010), nei singoli anni si potrà beneficiare della deduzione di una percentuale derivante dagli apporti effettuati e degli utili accantonati a riserva, ma non nelle riserve non disponibili.
L’aliquota dei primi tre anni, che (riferendosi anche al 2011) arriva alla fine del 2013, è in via transitoria determinata nel tre per cento (comma 3°), mentre in seguito verrà determinata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da emanare entro il 31 gennaio di ogni anno, tenendo conto dei rendimenti finanziari medi dei titoli obbligazionari pubblici, aumentabili di ulteriori tre punti percentuali a titolo di compensazione del maggior rischio.
Il capitale proprio esistente alla chiusura dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2010 è costituito dal patrimonio netto risultante dal relativo bilancio, senza tener conto dell’utile del medesimo esercizio.
Rilevano come variazioni in aumento sia i conferimenti in denaro che gli utili accantonati a riserva con l’esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili; rilevano come variazioni in diminuzione: a) le riduzioni del patrimonio netto con attribuzione, a qualsiasi titolo, ai soci o partecipanti; b) gli acquisti di partecipazioni in società controllate; c) gli acquisti di aziende o di rami di aziende.
Gli incrementi derivanti da conferimenti in denaro rilevano a partire dalla data del versamento e quelli derivanti dall’accantonamento di utili a partire dall’inizio dell’esercizio in cui le relative riserve sono formate.
I decrementi rilevano a partire dall’inizio dell’esercizio in cui si sono verificati.
Per le c.d. start up, cioè le aziende e le società di nuova costituzione, si considera incremento tutto il patrimonio conferito, fatto che va a rappresentare un’immediata opportunità dal primo esercizio, anche se d’abitudine non sono i primi gli anni migliori.
E’ ora atteso che vengano date le disposizioni di attuazione che verranno emanate con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Con lo stesso provvedimento possono essere stabilite disposizioni aventi finalità antielusiva specifica.

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