Categorie approfondimento: Energia
12 Maggio 2004

L’agente di assicurazione

Di cosa si tratta

Trattati in altre sedi temi legati al contratto di agenzia, va considerato in altro modo il legame che interviene nel settore assicurativo tra l’agente e la casa mandante.
Il primo tema, che si impone alla considerazione, è la diversità di disciplina applicabile al rapporto. Mentre in tutti i rapporti di agenzia, con la sola ulteriore esclusione dell’”agente bancario”, la relativa disciplina è dettata dal codice civile agli artt. 1742 e seguenti, per l’agente assicurativo le fonti normative sono diversamente organizzate:

  • in primo luogo stanno gli “Accordi Economici Collettivi”;
  • in mancanza di disciplina si deve fare ricorso agli “Usi”;
  • in mancanza anche di questi si può fare ricorso alle norme dettate in proposito dal Codice Civile.

La particolare completezza dei primi diventa assorbente in relazione alle discipline suppletive; va però aggiunto che l’esisteza di Accordi non postula comunque la soggezione ad essi per coloro che non siano aderenti alle associazioni che li hanno sottoscritti, mentre una parte di essi ha avuto una generalizzata estensione con provvedimenti normativi, che li hanno resi applicabili “erga omnes”, quindi nei confronti di tutti.
Conferma della diversità del regime dell’agente assicurativo da tutti gli altri agenti è data già dall’apposito Albo, al quale l’agente deve essere iscritto; con la legge n. 316/68 era stato istituito il ruolo per gli agenti e i rappresentanti di commercio e subito si è posto il tema se a questo dovessero appartenere anche gli operatori nel settore assicurativo. E’ stato necessario un apposito Accordo, intervenuto il 15 gennaio 1973, tra l’associazione nazionale delle imprese assicuratrici e l’associazione nazionale degli agenti di assicurazione per istituire un albo apposito, avendo il Ministero dell’Industria escluso l’appartenenza degli agenti assicurativi al medesimo ruolo degli altri agenti.
Le disposizioni, che discendono dagli Accordi Collettivi, si dividono in:

  • applicabili nei confronti di chiunque;
  • applicabili solo a coloro che aderiscano alle organizzazioni che hanno sottoscritto gli accordi.

I primi si fondano sull’Accordo post corporativo del 10 ottobre 1951, che per effetto del D.P.r. 387/61 ha acquistato la particolare efficacia descritta, mentre tutti gli altri Accordi hanno efficacia pattizia. In entrambi i casi questa (e la peculiarità della figura) queste disposizioni sono prevalenti sulle norme del codice civile.
Le peculiarità, per le quali l’agente di assicurazione ha un particolare regime, derivano dalla diversità di questa figura da tutti gli altri agenti, con la sola eccezione nel settore bancario. Infatti a questa figura non è demandato esclusivamente procurare contratti, ma anche concorrere a formare una cultura nel settore ed operare perché non abbiano a verificarsi quei fatti in presenza dei quali va ad operare il contratto concluso. Concluso il contratto, l’agente non deve disinteressarsi delle vicende successive, ma deve svolgere una serie di altri servizi che stanno al suo contratto con la mandante. Così più che un intermediario è un prestatore di servizi, che deve tendere a consolidare I risultati raggiunti.
Questo inquadramento discende dal richiamato accordo del 10 ottobre 1951, che ha validità per tutti gli agenti del settore. La definizione della figura dell’agente da questo offerta è la seguente: soggetto al quale “viene conferito, direttamente e per iscritto, dalla direzione o dalla rappresentanza legale dell’impresa, il mandato di provvedere, a proprio rischio e spese, con compenso in tutto o in parte a provvigioni, alla gestione e allo sviluppo degli affari di un agenzia di assicurazione, territorialmente definita, e che svolge i suoi rapporti direttamente con la direzione o con la rappresentanza legale dell’impresa. Il mandato ha per oggetto la produzione di affari di assicurazione per conto e nome dell’impresa, nonché la sorveglianza, la conservazione, lo sviluppo e l’amministrazione del portafoglio dell’agenzia, e può anche comprendere l’autorizzazione a concludere a nome e per conto dell’impresa”.
Mentre con questa definizione si contempla l’agente in “gestione libera”, altra figura è l’”agente in economia”, che è un dipendente dell’assicuratore con un rapporto di lavoro subordinato con funzioni direttive, che può svolgere tutto quanto gli è demandato nell’ambito della procura che gli viene conferita.
Nel settore assicurativo l’esclusiva si caratterizza in modo diverso dagli altri settori; mentre per le regole ordinarie il mandante non può avvalersi nella stessa zona di altri agenti per lo stesso ramo di attività e deve corrispondere ugualmente le provvigioni sugli affari conclusi nella zona attribuita, invece l’art. 6, 2° comma dell’Accordo 16/9/81 prevede la possibilità che il preponente si avvalga di una rete stabile di produttori per raccogliere affari nel territorio dell’agenzia, estromettendo l’agente dalle relative provvigioni se l’estromissione non è integrale e rimane il diritto dell’agente, per il primo anno, a “un’interessanza non inferiore al 1/10 delle provvigioni previste dal contratto di agenzia, mentre per gli anni successivi gli affari passano nel portafoglio dell’agente. Inoltre nel caso di affari diretti della mandante, l’agenzia avrà diritto alla sola provvigione d’incasso se la ditta contraente avrà richiesto che la polizza venga assegnata all’agenzia.
Altro carattere proprio dell’agenzia assicurativa è dato dai c.d. affiancamenti, che consistono nel potere della mandante di porre un nuovo coagente in sostituzione di quello cessato o di affiancare all’agente un altro agente. L’agente originario ha un potere di reazione, esprimendo il suo disaccordo e la mandante è tenuta a consultarlo per cercare una soluzione condivisa. Se non si raggiunge un’intesa e la mandante non divida la zona, il contratto si risolve con diritto al trattamento di fine rapporto.
Le ulteriori peculiarità di questa figura sono le seguenti:
Il diritto di rivalsa: appartiene alla mandante il diritto di riavere dal nuovo agente quanto è stata tenuta a corrispondere per indennità all’agente che ha cessato nella zona.
La cauzione: una garanzia costituita a favore della mandante, in quanto sia stata convenuta.
La distinzione tra provvigioni di”acquisto”, che derivano dai nuovi affari conclusi, e d’”incasso” per la mera opera di riscossione su polizze già esistenti e di rinnovo che derivano dalla conservazione di contratti già in essere.
Lo scioglimento del contratto è prevista per la cancellazione dell’agente dall’albo, per recesso di una delle parti, per limiti di età, per invalidità totale o morte e per giusta causa; in ordine al preavviso si concorda che si applichi il regime dell’Accordo anche se la discplina dell’art. 1750 del Codice è più favorevole.
Ancora per la prevalenza degli accordi sul codice, il regime dell’indennità di scioglimento del contratto di agenzia è regolato dall’Accordo 28 luglio 1994 e quindi spetterà all’agente:

  • un’indennità sull’incremento del montepremi, apportato dall’agente ad alcuni rami individuati;
  • un’indennità in base agli incassi dei medesimi rami;
  • un’indennità sulle provvigioni per diversi rami (vita, capitalizzazione, grandine, bestiame, trasporti ed altri).

In sintesi

Il settore degli agenti assicurativi è un settore di specie che poco ha in comune con il mero agente commerciale.
In ragione di questa peculiarità, che sta al contenuto delle prestazioni che devono essere rese, non si applicano le comuni disposizioni del codice, ma si deve fare riferimento agli Accordi intervenuti tra le associazioni delle mandanti e degli agenti, esplicando queste disposizioni efficacia prevalente alle disposizioni del codice.

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