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20 Maggio 2019

Affitto di azienda e necessità della delibera assembleare autorizzativa

Nell’ipotesi in cui l’amministratore di una S.r.l. voglia affittare l’azienda o cedere un ramo d’azienda a terzi è necessario che sia preventivamente autorizzato dall’assemblea dei soci quando questa scelta produca l’effetto di trasformare l’attività materiale, ad esempio da operativa nel settore alberghiero a finanziaria.
Una decisione così importante non può che essere condivisa ed approvata dai soci; “è affetto da nullità il contratto di affitto di azienda che comporta una sostanziale modifica dell’oggetto sociale della S.r.l. concedente, in difetto di previa delibera autorizzativa dell’assemblea dei soci”.
Il caso deciso dal Tribunale di Milano con sentenza del 2 novembre 2017 si riferiva ad una società che gestiva un resort per il quale l’amministratore aveva ritenuto di potere procedere a concludere il contratto senza essere autorizzato, passando la società nella condizione per la quale in luogo dell’attività in concreto svolta sarebbe esclusivamente passata ad operare per gestire i proventi che da questo contratto sarebbero derivati.
Un’operazione così importante non poteva non avere il concorso della determinazione dei soci che perseguivano un obiettivo diverso e l’effetto dell’omissione ha comportato la c.d. nullità virtuale per quanto disposto dagli artt. 1418, co. 1° e 2479 co. 2°, n. 5 c.c.
Invero un approfondimento reale è molto più complesso e coinvolgerebbe la valutazione della conformità della conclusione con quanto disposto dalla Direttiva CE n. 151 del 9 marzo 1968.
Ci limitiamo a dire che la sanzione di nullità od inefficacia dell’atto è una misura molto pesante nei confronti dei terzi che ne potrebbero essere danneggiati, mentre non è detto che l’operazione sia avvenuta nella prospettiva di ulteriore attività (cedo questa e compro altra) elementi che ai terzi non sarebbe noti.
Questa precarietà dovrebbe essere contenuta perché incrinerebbe molto l’affidabilità delle SRL non in sintonia con il principio comunitario per cui saliente è il rilievo che la tutela dei terzi dovrebbe venire prima con disposizioni che limitino le cause di invalidità delle obbligazioni assunte in nome della società e in sua rappresentanza.

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