31 gennaio 2018

Voluntary disclosure: ammesso il rimborso dell’euroritenuta

La Commissione tributaria provinciale di Milano con tre sentenze si è pronunciata sull’annosa questione del rimborso dell’euroritenuta versata all’estero dai contribuenti che abbiano aderito alla procedura di voluntary disclosure.
Anticipiamo le conclusioni delle sentenze dicendo fin d’ora che la Commissione ha ritenuto che il mancato riconoscimento del rimborso dell’euroritenuta versata integri un’ipotesi di doppia imposizione. Il nostro Studio ha peraltro sempre sostenuto questa posizione nella gestione delle procedure di collaborazione volontaria relative ai propri assistiti.
Il tema assunse un’iniziale interesse immediatamente dopo la presentazione delle prime voluntary disclosure allorquando l’Agenzia delle Entrate si era mostrata sfavorevole ad accogliere le prime richieste di rimborso avanzate.
La CTP di Milano è stata chiamata a decidere sulla legittimità del diniego tacito dell’Agenzia dell’Entrate di Milano nei confronti delle istanze tre contribuenti aventi a oggetto proprio il rimborso delle somme versate a titolo di euroritenuta. Più precisamente, in tutte le fattispecie trattate i ricorrenti lamentavano che, pur avendo provveduto al pagamento di tutto quanto richiesto dall’Agenzia in sede di definizione della voluntary disclosure, era stato successivamente negato il rimborso della ritenuta operata in Svizzera sui redditi di capitale ivi prodotti. Secondo i ricorrenti tale diniego sarebbe stato in contrasto con quanto previsto dall’art. 14 della direttiva 2003/48/CE, istitutiva dell’euroritenuta, ove si afferma che quando il reddito di capitale, soggetto a euroritenuta, viene assoggettato a tassazione anche nel paese di residenza del contribuente, allora deve essere riconosciuto un credito d’imposta al beneficiario effettivo del reddito.
Secondo la tesi dei ricorrenti, detta previsione sarebbe prevalente sulla lettera dell’art. 165 del TUIR che l’Agenzia pone a fondamento della sua posizione di diniego.
Muovendo dall’assimilabilità dell’euroritenuta a un credito d’imposta estero, nelle fattispecie in oggetto l’Agenzia ha invece sostenuto l’insussistenza del diritto dei contribuenti al rimborso in quanto, in ragione della previsione dell’art. 165 TUIR, il riconoscimento del credito d’imposta estero ha come presupposto indefettibile la presentazione della dichiarazione dei redditi (cosa non avvenuta per i ricorrenti).
La Commissione Tributaria Provinciale di Milano ha ritenuto fondata la tesi dei contribuenti in forza dell’applicabilità di quanto disposto dall’art. 10 del d.l.vo 84/2005 che prevede espressamente il divieto di doppia imposizione sui medesimi redditi tassati in Stati diversi con il conseguente riconoscimento al beneficiario di un credito d’imposta determinato ai sensi dell’art. 165 del TUIR qualora gli interessi percepiti dal beneficiario effettivo residente nello Stato siano stati assoggettati all’euroritenuta.
Secondo la Commissione il disposto dell’ottavo comma del citato art. 165 del TUIR non può invece trovare applicazione in quanto “concerne il diverso caso di redditi prodotti all’estero e da dichiarare nelle dichiarazioni presentate in Italia; i redditi da strumenti finanziari sono invece generalmente assoggettati ad imposte sostitutive o ritenute, che non vengono indicate in ulteriori dichiarazioni”.
A fondamento della propria decisione la Commissione richiama anche due Circolari dell’Agenzia delle Entrate: la n. 21/E del 20 luglio 2017 (contenente i chiarimenti relativi alla voluntary disclosure bis) e la 9/E del 2015. Nella prima circolare non viene fatto alcun riferimento alle euroritenute dato che, in relazione alla detrazione delle imposte pagate all’estero, vengono considerati solo i redditi di lavoro; i giudici tributari sottolineano poi che nella seconda circolare menzionata “l’Agenzia delle Entrate ha proprio specificato che il meccanismo ex art. 165 del TUIR riguarda esclusivamente i redditi che concorrono a formare il reddito complessivo, non concorrendo, invece, redditi assoggettati a ritenuta a titolo di imposta, a imposta sostitutiva”.
Queste tre decisioni gemelle aprono ai contribuenti, che abbiano aderito alla voluntary disclosure, la possibilità di ottenere il rimborso di quanto versato a titolo di euroritenuta.

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