6 dicembre 2017

Voluntary disclosure per ex frontalieri ed ex iscritti all’AIRE

Il Decreto collegato alla legge di stabilità 2018 ha introdotto una sorta di voluntary disclosure per ex frontalieri ed ex iscritti all’AIRE.
Nella Gazzetta Ufficiale n. 248 del 5 dicembre 2017 è stata infatti pubblicata la legge n. 172/17, di conversione del D.L. 148/17, che ha introdotto una specifica previsione finalizzata all’emersione di redditi prodotti all’estero.
Differentemente rispetto alla precedente voluntary, rivolta indistintamente a tutti i contribuenti proprietari o possessori di consistenze economiche detenute all’estero, il provvedimento in esame è destinato ai soggetti oggi fiscalmente residenti in Italia (ovvero ai loro eredi) che in precedenza siano stati residenti all’estero e iscritti all’AIRE nonché a coloro che siano stati frontalieri (“che hanno prestato la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero in zone di frontiera o in Paesi limitrofi”).
Si tratta in sostanza di tutti quei soggetti che, in ragione dell’iscrizione all’AIRE o in ragione del fatto di essere stati frontalieri, sono stati per un periodo di tempo esentati – integralmente o parzialmente – dall’obbligo di compilare il quadro RW della dichiarazione dei redditi riportando le consistenze detenute all’estero. In seguito alla cancellazione dall’AIRE e al venir meno dello status di frontaliere tali contribuenti sono tuttavia tornati soggetti agli obblighi dichiarativi “ordinari”.
Quanto alla figura dei frontalieri, si rammenta che l’articolo 38, comma 13, lettera b), del decreto- legge 31 maggio 2010, n. 78 dispone che gli obblighi dichiarativi di cui all’art. 4 del D.L. 167/90, non si applicano: “ai soggetti residenti in Italia che prestano la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero in zone di frontiera ed in altri Paesi limitrofi con riferimento agli investimenti e alle attività estere di natura finanziaria detenute nel Paese in cui svolgono la propria attività lavorativa”. La detenzione di attività finanziarie in Paesi diversi rispetto a quello in cui si è prestata la propria attività lavorativa è pertanto soggetta a obblighi dichiarativi.
Oggetto della nuova voluntary disclosure sono tutte le attività depositate e le somme detenute su conti correnti e sui libretti di risparmio all’estero, derivanti da redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti all’estero che alla data del 6/12/17 (“data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto”), non sono state oggetto di dichiarazione ai sensi del D.L. 167/90. Non vi rientrano pertanto le somme che non derivino da redditi diversi da quelli indicati che pertanto, in ragione della loro natura, sarebbero dovute essere oggetto di dichiarazione nel quadro RW.
La presente disposizione si applica altresì alle somme ed alle attività derivanti dalla vendita di beni immobili detenuti nello Stato estero di prestazione della attività lavorativa in via continuativa.
La regolarizzazione, anche ai fini delle imposte sui redditi prodotti dalle stesse, avviene mediante il versamento del 3% del valore delle attività e della giacenza al 31 dicembre 2016 a titolo di imposte, sanzioni e interessi.
Il contribuente interessato potrà proporre l’istanza di regolarizzazione fino al 31 luglio 2018 e dovrà provvedere spontaneamente al versamento di quanto dovuto in un’unica soluzione, entro il 30 settembre 2018, ovvero mediante ripartizione in tre rate mensili consecutive di pari importo con il pagamento della prima rata entro il 30 settembre 2018.
Per gli ulteriori aspetti relativi attuazione delle disposizioni illustrate, la norma in esame demanda ad apposito provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate.

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