Categorie approfondimento: Societario
12 giugno 2016

Il versamento del capitale sociale nelle s.r.l.

Di cosa si tratta

Il nuovo l’art. 2464 al 4° comma c.c., come riformulato dall’art. 9 D.L. n. 76/2013, convertito dalla legge n. 99/2013, non impone come in precedenza che il versamento iniziale dei conferimenti in denaro sia effettuato mediante deposito vincolato presso una banca, ipotesi ancora regolata nello stesso modo in sede di costituzione di s.p.a., ma dispone che “Alla sottoscrizione dell’atto costitutivo deve essere versato all’organo amministrativo nominato nell’atto costitutivo almeno il venticinque per cento dei conferimenti in danaro e l’intero soprapprezzo o, nel caso di costituzione con atto unilaterale, il loro intero ammontare”. Soggiunge che “I mezzi di pagamento sono indicati nell’atto”.
Il tema è stato fatto oggetto della Massima del Consiglio del Notariato n. 148 del 17 maggio 2016 “Versamento dei conferimenti in denaro in sede di costituzione di s.r.l. (art. 2464, comma 4, c.c.)”.
Al deposito in banca il legislatore ha sostituito una modalità di liberazione del capitale più semplice, il versamento all’organo amministrativo. Per continuare a garantire la correttezza del comportamento degli amministratori e la tracciabilità dei pagamenti, impone di indicare in atto i mezzi di pagamento utilizzati.
Il legislatore conferma la necessità di non abbandonare le cautele necessarie per garantire l’effettiva formazione del capitale sociale.
La massima va a rispondere ai seguenti interrogativi pratici e attuativi che erano rimasti in sospeso: 1. quali siano i mezzi di pagamento idonei per effettuare il versamento dei conferimenti in denaro; 2. chi possano essere i soggetti destinatari della consegna o dell’esecuzione dei mezzi di pagamento utilizzati dai soci fondatori.
Per il primo profilo, la massima afferma il principio della equivalenza di tutti i mezzi di pagamento, a condizione che sia garantita la presenza della provvista e la sua disponibilità a favore dell’organo amministrativo. Vanno quindi bene e sono idonei: il versamento in contanti, nei limiti consentiti per l’uso del contante, che garantisce la liberazione immediata del conferimento; in tal caso sarà sufficiente indicare in atto che il versamento avviene “in contanti”, senza necessità di identificare le banconote consegnate; il versamento con assegni circolari è idoneo a garantire l’effettività del capitale per somme che siano presso di esso disponibili al momento dell’emissione e pagabile a vista presso tutti i recapiti indicati dall’emittente ed è sicuramente la modalità più utilizzata per i limiti all’uso del contante; il versamento con bonifico bancario è idoneo allo scopo, ma vanno chiariti quali siano presupposti affinché presenti le caratteristiche di certezza della provvista e di disponibilità a favore degli amministratori: nessun problema quando al momento di sottoscrivere l’atto il bonifico sia già stato accreditato sul conto corrente del beneficiario con già concluso il trasferimento del denaro oggetto del conferimento; se al momento di sottoscrizione dell’atto il bonifico non sia già stato accreditato sul conto corrente del beneficiario, dovrebbe non essere più revocabile da parte del disponente, mancando altrimenti la disponibilità del denaro agli amministratori, per volontà del socio conferente. Anche in questo caso devono essere indicati in atto gli “estremi” del bonifico bancario; il deposito presso una banca, con vincolo a favore della costituenda società, con modalità e regole corrispondenti alla previgente disciplina delle s.r.l., è un idoneo mezzo di pagamento per liberare i conferimenti iniziali in denaro, pur non essendo effettuato direttamente all’organo amministrativo, come prescritto dalla norma, ma attribuisce la facoltà per l’organo amministrativo di disporre del denaro, una volta costituita la società.
Resta dubbia la liberazione del capitale sociale mediante assegni bancari, per quanto siano menzionati tra i “mezzi di pagamento” nella normativa antiriciclaggio. Il titolo di credito contiene un ordine di pagamento da parte del traente rivolto a una banca, la quale tuttavia non assume alcun obbligo nei confronti del soggetto all’ordine del quale l’assegno è tratto. La banca non può accettare l’assegno bancario e ogni menzione di certificazione, conferma, visto e ogni altra equivalente, scritta sul titolo e firmata dalla banca trattaria, “ha soltanto l’effetto di accertare l’esistenza dei fondi ed impedirne il ritiro da parte del traente prima della scadenza del termine di presentazione” (art. 4 r.d. 1736/1933).
Per il profilo relativo al trattenere il denaro la massima muove dalla constatazione che la legge non ritiene necessario vincolare a favore della società i conferimenti in denaro sino al momento della sua iscrizione nel registro delle imprese, ma individua i nominati amministratori quali soggetti idonei a ricevere il pagamento e detenere il denaro anche prima di tale momento. Quindi i diversi mezzi di pagamento utilizzabili dai soci possono avere come beneficiari: la stessa società costituenda, ove tecnicamente possibile, oppure uno o più degli amministratori nominati nell’atto costitutivo, oppure una o più persone da essi incaricate.
Non è ritenuta neppure necessaria la presenza degli amministratori al perfezionamento dell’atto costitutivo, e che compaiano come parti dell’atto notarile di costituzione della società. E’ compito del notaio, dar conto nell’atto costitutivo della consegna dei mezzi di pagamento e, ove la consegna sia avvenuta prima della sottoscrizione dell’atto notarile, è compito del notaio riportare in atto la dichiarazione con cui si dia atto dell’avvenuta consegna dei mezzi di pagamento, che dovranno essere descritti nell’atto, senza necessità di allegare o menzionare una ricevuta della consegna.
In caso di assenza quindi di tutti i nominati componenti dell’organo amministrativo, la consegna del denaro può avvenire prima del perfezionamento dell’atto costitutivo a favore di uno degli amministratori oppure contestualmente all’atto costitutivo a una persona delegata dagli amministratori che provvede a ritirare gli assegni per conto dell’amministratore delegante e nulla vieta che il delegato sia uno degli stessi soci, che potrebbe anche ricevere la consegna dei mezzi di pagamento in qualità di amministratore, ove nominato alla carica dai soci.
Il delegato al ritiro degli assegni può essere lo stesso notaio rogante: in tal caso al notaio vengono affidati, in sede di atto costitutivo, i mezzi di pagamento funzionali alla liberazione del capitale sociale. Il notaio dovrà annotare nel registro Somme e Valori sia la ricezione delle somme/titoli, sia il successivo rilascio all’organo amministrativo. Tale annotazione non sembra necessaria qualora il notaio riceva le somme prima della costituzione della società, con l’incarico di ottenere l’emissione di un assegno circolare intestato alla costituenda società, da consegnare a uno degli amministratori, per conto dei soci, in vista del perfezionamento dell’atto costitutivo o contestualmente ad esso. In tale caso si deve ritenere che non sia necessaria l’annotazione nel registro Somme e Valori, in quanto l’attività di detenzione per conto dei clienti di somme o titoli cessa nel momento in cui viene prestata l’attività notarile, concludendo l’incarico fiduciario ricevuto prima della stipulazione dell’atto.

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