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6 ottobre 2018

Una conferma dell’invalidità delle fideiussioni bancarie

“L’eccezione di nullità, sollevata per la prima volta nel corso del giudizio di appello, ad oggetto un negozio di fideiussione stipulato conformemente alle norme bancarie uniformi predisposte dall’ABI nel 2002 (e sanzionate da Banca d’Italia con provvedimento 55/2005, in quanto aventi l’effetto di restringere, impedire o falsare in modo consistente il gioco della concorrenza all’interno del mercato nazionale, e perciò atte ad escludere il diritto del cliente ad una scelta tra prodotti in concorrenza), costituisce, alla luce della recente giurisprudenza di legittimità di cui alla sentenza della Cassazione n. 29810/2017, circostanza idonea per l’accoglimento della richiesta di sospensione della esecutività della sentenza di primo grado” (Corte Appello Firenze 18 luglio 218, ord. RG. 2975).
Ci siamo già occupati del tema e richiamavamo la pronunzia della Corte di Cassazione 12 dicembre 2017, n. 29810 (nel sito: “Fideiussioni bancarie invalide”) con la quale la Cassazione ha affermato che “l’applicabilità della sanzione della nullità dei contenuti lesivi al singolo contratto vada riconosciuta in “tutte le vicende successive del rapporto che realizzino profili di distorsione della concorrenza”.
Le applicazioni delle intese lesive della concorrenza ai contratti o negozi che ne costituiscano l’applicazione comprendono anche i contratti stipulati anteriormente all’accertamento dell’intesa da parte dell’Autorità indipendente preposta alla regolazione o al controllo di quel mercato… “a condizione che quell’intesa sia stata posta in essere materialmente prima del negozio denunciato come nullo, considerato anche che rientrano sotto quella disciplina anticoncorrenziale tutte le vicende successive del rapporto che costituiscano la realizzazione di profili di distorsione della concorrenza”.
La giurisprudenza pare quindi confermare l’orientamento della Cassazione che con le affermazioni ultime relative al periodo di applicazione della nullità allarga la platea dei soggetti che se ne possono godere.

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