La responsabilitą amministrativa della societą.
a cura di Avv.
Alberto Agnelli
Di cosa si tratta
Il decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 ha introdotto
la nuova disciplina della responsabilità amministrativa
delle persone giuridiche, delle società e delle
associazioni anche prive di personalità giuridica.
La natura giuridica di tale tipo di responsabilità
non è riconducibile né alla responsabilità
civile né alla responsabilità derivante
da illecito amministrativo: essa si pone come "tertium
genus che coniuga i tratti essenziali del sistema penale
e di quello amministrativo" (v. Relazione illustrativa
al decreto).
Il nuovo sistema prevede infatti che la società
è responsabile per i reati commessi, nel suo interesse
o a suo vantaggio, da:
- persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di
amministrazione o di direzione della società stessa
o di una unità organizzativa autonoma;
- persone che esercitano, anche di fatto, la gestione
o il controllo della società;
- persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di
uno dei soggetti sopra citati.
I reati cui è collegata la responsabilità
amministrativa dell'ente sono numerosi e ricomprendono
ipotesi molto significative. Tra gli altri si segnalano
i reati di:
- malversazione a danno dello Stato
- indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato
- concussione
- corruzione
- peculato, concussione, corruzione di membri e funzionari
delle Comunità Europee e di Stati esteri
- truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni
pubbliche
- frode informatica aggravata
- reati contro l'incolumità pubblica, tra i quali
la rimozione o l'omissione dolosa di cautele contro gli
infortuni sul lavoro
- omicidio colposo e lesioni personali colpose, commessi
con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni
sul lavoro o relative alla tutela dell'igiene e della
salute sul lavoro
- reati edilizi
- reati relativi ad inquinamento dell'aria mediante agenti
inquinanti specifici prodotti dagli impianti industriali
- reati connessi in relazione alla eliminazione degli
oli usati
- reati commessi in relazione al trattamento di rifiuti,
rifiuti pericolosi, imballaggi e rifiuti di imballaggi
- reati commessi in relazione al trattamento delle acque
reflue urbane ed in relazione ad inquinamento da nitrati
provenienti da fonti agricole
- reati commessi in relazione al trattamento di determinate
sostanze pericolose
Le sanzioni applicabili per gli illeciti amministrativi
dipendenti da reato sono:
- sanzione pecuniaria: è sempre applicata in caso
di responsabilità; può andare da un minimo
di 50 milioni ad un massimo di 3 miliardi di lire, anche
se in taluni casi specifici la sanzione può essere
ridotta (comunque non può mai essere inferiore
a 20 milioni);
- sanzione interdittiva: è applicata in relazione
ad ipotesi specifiche; può consistere nella interdizione
dall'esercizio dell'attività; nella sospensione
o revoca di autorizzazioni, licenze o concessioni; nel
divieto di contrarre con la p.a.; nella esclusione da
agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e nella
revoca di quelli già ottenuti; nel divieto di pubblicizzare
beni o servizi;
- confisca: è sempre disposta ed ha ad oggetto
il prezzo o il profitto del reato;
- pubblicazione della sentenza: è applicata quando
viene disposta una sanzione interdittiva.
La società è altresì responsabile
quando l'autore del reato non è identificato o
non è imputabile ed anche quando il reato si estingue
per causa diversa dall'amnistia. Inoltre la società
con sede in Italia può essere ritenuta responsabile
anche per reati commessi all'estero, ove non proceda lo
Stato nel quale il fatto è commesso.
In sintesi
La nuova responsabilità amministrativa della società
prevede sanzioni molto pesanti a carico della società
stessa nel caso in cui vengano commessi, nel suo interesse
o a suo vantaggio, determinati reati, da parte di soggetti
che rivestono, anche di fatto, cariche amministrative
o dirigenziali e dai loro sottoposti.
Per non essere ritenuta responsabile, la società
deve dimostrare di aver adottato ed attuato un modello
di organizzazione e di gestione idoneo a prevenire i reati
di cui si è detto; di aver affidato ad un organo
apposito il compito di controllare il rispetto e l'aggiornamento
del modello organizzativo e di gestione; che il reato
che si è verificato è stato commesso attraverso
l'elusione fraudolenta del modello di organizzazione.
L'onere posto a carico delle società è
dunque molto gravoso e presuppone l'adozione di complesse
strutture e procedure organizzative interne. Tuttavia
è prevista una deroga per le società di
piccole dimensioni, nelle quali i compiti di controllo
e vigilanza circa il rispetto del modello organizzativo
possono essere esercitati direttamente dall'organo dirigente.
(redatto in data 18 gennaio 2002)