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2 luglio 2018

Segnalatore nel settore finanziario: negato il rapporto quale agente

Il Tribunale di Bari con sentenza n. 819 del 1 marzo 2018 ha negato che potesse riconoscersi la qualità di agente ad un professionista che aveva procurato la costituzione di un rapporto con un cliente per importi di rilievo e si era poi occupato di assisterlo nella relazione con l’istituto di credito.
Il ricorrente chiedeva il riconoscimento quale agente finanziario ovvero intermediario finanziario avendo intrattenuto rapporti per otto anni con l’istituto troncati poi da un recesso anticipato in relazione a quanto convenuto.
L’Istituto riconosceva l’esistenza del rapporto, ma ne contestava le modalità e affermava che il rapporto costituito fosse prima un contratto di segnalatore a termine e poi un contratto risolvibile con un preavviso di novanta giorni.
Il giudice con ampia illustrazione conferma i principi in tema di oneri probatori per i quali il ricorrente avrebbe dovuto dimostrare vari elementi che sono rimasti sprovvisti di prova.
Confermati i consueti principi distintivi tra la figura di agente e quella di procacciatore, il giudice osserva che “nel settore finanziario operano regole peculiari con riferimento all’attività promozionale che non viene svolta dai soggetti istituzionali, ossia le banche. In particolare figure tipiche del settore sono i ‘promotori finanziari’, di cui sussiste un apposito albo, la cui attività è disciplinata dal d.lgs. n. 58/1998 e succ. mod., e i ‘mediatori creditizi’, anch’essi tenuti all’iscrizione in albo, regolamentati dalla Legge n. 108/1996”.
Al di fuori da tali figure ne esistono altre idonee a promuovere i prodotti per le “attività non regolamentate e non dirette ad incidere sulle scelte dei risparmiatori. Tra questi il giudice individua il “segnalatore” che sarebbe quella figura che “individua soggetti interessati a prodotti e/o servizi finanziari e segnala tali potenziali clienti agli istituti di credito”.
Sono poi gli istituti di credito che curano “la concreta attività di promozione, consulenza finanziaria, stipula di contratti, gestione dei finanziamenti e degli investimenti”.
Dai contratti prodotti in giudizio risultava che fosse attribuito “l’incarico di segnalatore.. (che) aveva il compito di curare la presentazione e la canalizzazione dei nominativi interessati a conoscere l’attività svolta dalla banca e i servizi da questa prestati.
L’incarico sarebbe poi stato caratterizzato dalla “totale autonomia ed indipendenza”, con provvigioni sulle commissioni della banca per ciascun mandato e senza il diritto a recupero delle spese e indennità.
Meramente in fatto il giudice ha ritenuto che l’attività svolta fosse da ricondurre al segnalatore e la qualificazione deriverebbe poi dalla mancanza di un vincolo di stabilità, mentre in concreto l’attività svolta si era indirizzata ad essere di assistenza al cliente, dando a questo “consigli in merito ai vari prodotti finanziari. Poi la banca, a mezzo propri funzionari, interveniva per formulare le proposte concrete e gestire gli investimenti”.
In ragione di elementi non dimostrati giudizialmente il convincimento del giudice si è formato per avere ritenuto l’attività episodica e condotta ad iniziativa del ricorrente.
Sul piano delle istituzioni per le relative iscrizioni e requisiti per lo svolgimento dell’attività di segnalatore nel settore finanziario questa può essere svolta esclusivamente da agenti in attività finanziaria ovvero mediatori creditizi regolarmente iscritti presso l’OAM (organismo degli agenti e dei mediatori).
Nel caso di un agente in attività finanziaria che ha ricevuto il mandato per la promozione e la conclusione di contratti, questi può segnalare unicamente un altro agente in attività finanziaria con il quale ha in essere un rapporto di collaborazione (ossia di sub-agenzia) rinvenibile nell’elenco gestito dall’OAM, mentre non è ammissibile un’attività di segnalazione tra un agente in attività finanziaria e un mediatore creditizio.
Se questi sono i principi nel settore, non c’è spazio al riconoscimento di questa figura; nel concreto e solamente con professionisti può immaginarsi che accada che indichino un istituto del quale si è soddisfatti. Con figure generiche saremmo di fronte a “faccendieri” che si interfacciano in un settore nel quale non hanno un accesso riconosciuto.
Anche il mediatore creditizio mette in relazione banche o intermediari finanziari con la potenziale clientela per la concessione di finanziamenti, senza essere legato ad alcuna delle parti da rapporti che ne possano compromettere l’indipendenza; è pertanto ammessa la segnalazione operata tra mediatori creditizi, che nell’ordinamento hanno uno specifico riconoscimento ed inquadramento.
Peraltro tra le regole neppure il mediatore creditizio può segnalare ad un proprio cliente prodotti e servizi per i quali un determinato agente in attività finanziaria ha ricevuto un mandato da parte di un intermediario bancario o finanziario.

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