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1 giugno 2018

La scadenza dell’assegno circolare

L’assegno circolare è caratterizzato da un regime speciale e diverso dal mero assegno bancario.
L’assegno circolare è un titolo di credito così detto “a vista” che vuole dire che è pagabile all’atto della presentazione, con il quale la banca che lo ha emesso garantisce di pagare la somma di denaro indicata sull’assegno a favore del soggetto indicato definito come beneficiario.
Per le nuove regole ogni assegno circolare deve essere non trasferibile, ma per importi che non superino €. 5.000 è possibile chiedere alla Banca, con una richiesta scritta, l’esclusione della clausola. Questi titoli possono dunque essere trasferiti ad altri beneficiari senza dover per forza andare in banca, e basta una semplice firma, la c.d. girata.
Non si applica all’assegno circolare il termine breve di otto giorni per la presentazione in banca all’incasso e la sua validità si protrae nel tempo.
L’assegno circolare resta valido ed esiste un termine per il diritto di revoca del suo pagamento a favore del beneficiario; trascorso il termine di 8 o 15 dal suo ricevimento (a seconda se è sulla medesima “piazza”), l’emittente è libero di revocare l’assegno, che va presentato nel termine di trenta giorni dall’emissione per non perdere l’azione di regresso, ma obbligatoriamente  la banca per la revoca dovrà  richiedere il permesso al soggetto emittente. L’azione diretta contro la banca ha termine di tre anni dall’emissione.
Come di recente confermato dalla sentenza della Cass. civ., Sez. I, 12 marzo 2018, n. 5889, “Il rapporto tra titolare dell’assegno circolare ed istituto bancario va configurato quale mandato, e in caso di revoca, il diritto alla restituzione può essere fatto valere, pur pendendo il termine triennale per l’azione cartolare del beneficiario.
Trascorso il termine triennale, il beneficiario non può più ottenere il pagamento dell’assegno ed il richiedente può ripetere la provvista, senza necessità di revocare il mandato che è oggettivamente venuto meno e dal triennio decorre la prescrizione del diritto.
Il termine di prescrizione del diritto alla restituzione della somma oggetto di un assegno circolare non incassato, la quale venga trasferita all’interno del c.d. Fondo depositi dormienti decorre, per il richiedente l’emissione, dallo spirare del triennio dall’emissione dell’assegno circolare stesso.

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