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9 ottobre 2018

La responsabilità degli amministratori si estende alla società

La società risponde civilmente degli illeciti commessi dagli amministratori nell’esercizio delle loro funzioni e anche quando l’atto sia stato compiuto con dolo o con abuso di potere anche quando non rientri nella competenza degli amministratori, ma dell’assemblea, essendo necessario unicamente che l’atto sia esplicazione dell’attività della società in quanto tenda al perseguimento dei fini istituzionali e questa responsabilità si aggiunge, ricorrendone i presupposti, a quella degli amministratori prevista dall’art. 2395 cod. civ.
La Commissione Tributaria Regionale ha confermato l’avviso di accertamento ad una Cooperativa che aveva determinato maggiori importi imponibili ai fini dell’Irpeg e Ilor, con applicazione di sanzioni per l’omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi. In fatto la Cooperativa aveva sottratto del grano che avrebbe dovuto riconsegnare dopo averlo ricevuto per l’immagazzinamento e la conservazione ad una Azienda di Stato; il presidente della Cooperativa era anche amministratore delegato della società che avrebbe operato la sottrazione.
Questa sottrazione di beni altrui era l’oggetto della controversia sul punto se, oltre al presidente, anche alla cooperativa fosse ascrivibile una responsabilità per la commercializzazione operata con mancata fatturazione dei ricavi e omissione di dichiarazione di un reddito di impresa. A fronte della prova del fatto doloso altrui l’Ufficio ravvisava una responsabilità diretta della Cooperativa per fatto del suo amministratore che in proprio ha sottratto e venduto a sé e ad altri quantitativi di grano dell’Azienda che era depositato presso la Cooperativa.
Pacifico agli atti che la Cooperativa non avesse compiuto operazioni commerciali di compravendita, ma fosse stata coinvolta dall’attività dell’amministratore che, avvalendosi della duplice veste, aveva operato contro la volontà dell’ente; si era quindi ritenuto che il principio di immedesimazione non potesse essere invocato.
La Corte di Cassazione ha ritenuto che sia proprio in forza di questa che operi e si realizzi la responsabilità anche della Cooperativa nella ricorrenza dei presupposti, richiamati all’inizio (Cass. Sez. Trib. 23 maggio 2018, n. 12675).
Proprio in sede tributaria si è affermato che “la commissione di un illecito da parte del legale rappresentante di un ente non interrompe il rapporto organico e non esclude che dal fatto del rappresentante possa rispondere (eccetto quello penale) l’ente medesimo mentre la circostanza che la cooperativa fosse solo un depositario non esclude che essa possa svolgere attraverso i suoi organi anche un’attività non conforme ai propri obblighi legali e contrattuali né che per tale attività fosse comunque tenuta a rispondere sotto il profilo fiscale.

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