6 giugno 2018

Frontalieri e iscritti all’AIRE: presentazione dell’istanza per la regolarizzazione

Come abbiamo già avuto modo di illustrare nell’articolo “Voluntary disclosure per ex frontalieri ed ex iscritti all’AIRE”, la legge di Stabilità del 2018 (L. 172/2017) ha introdotto con l’articolo 5-septies uno strumento per la regolarizzazione fiscale delle attività estere di natura finanziaria detenute dai contribuenti, precedentemente iscritti all’AIRE, rientrati in Italia dopo aver svolto attività di lavoro autonomo o dipendente in via continuativa all’estero nonché di quelle detenute dai frontalieri.
Tale strumento, riconducibile all’istituto della Voluntary Disclosure, è finalizzato a consentire l’emersione delle attività depositate e delle somme detenute su conti correnti e libretti di risparmio all’estero, in violazione degli obblighi di compilazione del quadro RW dei modelli dichiarativi delle persone fisiche di cui all’articolo 4, comma 1, del D.L. 28 n. 167/90.
Posto che l’istanza d’accesso alla procedura potrà essere proposta fino al 31 luglio 2018, da mesi si attendevano le istruzioni operative; finalmente in data 1 giugno 2018 l’Agenzia delle Entrate ha adottato il provvedimento n. 110482 recante le istruzioni nonché il modello per la richiesta di accesso.
Il provvedimento precisa che l’istanza di accesso alla procedura possa essere presentata anche dagli eredi dei contribuenti mentre è preclusa qualora il contribuente abbia ricevuto la notifica di avvisi di accertamento o atti di contestazione, relativi alle attività e alle annualità oggetto di regolarizzazione. Un’altra ipotesi di esclusione si ha quando l’istanza abbia ad oggetto la regolarizzare di attività o di somme che sono state oggetto della prima o della seconda Voluntary Disclosure.
L’istanza, che può essere presentata esclusivamente per via telematica, deve essere corredata da una relazione di accompagnamento, che rappresenti analiticamente:
– l’ammontare delle attività depositate e delle somme detenute oggetto di regolarizzazione e i dati rilevanti per la loro determinazione;
– la determinazione dei redditi di lavoro autonomo o dipendente prodotti all’estero da cui le attività depositate o le somme detenute derivano;
– l’eventuale corrispettivo della vendita dei beni immobili detenuti nello Stato estero di prestazione della propria attività lavorativa in via continuativa, nel caso in cui le attività depositate o le somme detenute da regolarizzare derivano dalla vendita di tali beni immobili;
– il valore delle attività e della giacenza al 31/12/2016;
– l’individuazione degli eventuali maggiori imponibili, rilevanti ai fini delle imposte sui redditi e/o dell’IVAFE, in relazione ai quali sono state commesse violazioni dichiarative da regolarizzare con la procedura di emersione.
Al fine della regolarizzazione delle violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale e degli obblighi dichiarativi relativi alle imposte sui redditi e dell’IVAFE, i contribuenti che si avvalgono della procedura devono provvedere al versamento del 3 per cento, a titolo di imposte, sanzioni e interessi, del valore delle attività e della giacenza al 31 dicembre 2016. Se a tale data il valore o la giacenza è pari o inferiori a zero, ai fini della determinazione degli importi dovuti si prende a riferimento il 31 dicembre dell’anno immediatamente precedente al 2016 con valore e giacenza superiori a zero.
Il versamento potrà avvenire in un’unica soluzione entro il 30 settembre 2018 ovvero in tre rate mensili di pari importo di cui la prima con scadenza al 30 settembre 2018.
In ultimo, occorre precisare che la procedura si perfeziona solo con l’integrale pagamento dell’importo dovuto.

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