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26 febbraio 2018

Finanziamento soci: non basta la delibera nella S.r.l.

Nelle operazioni finanziarie di una società a responsabilità limitata non tutto è demandato all’assemblea o alle determinazioni dei soci; si è già visto come non si possa obbligare il socio ad effettuare finanziamenti o a dare fideiussioni (nel sito: “Nelle srl è impossibile obbligare i soci a contribuire ai finanziamenti deliberati e a conferire fideiussioni”).
Il diverso tema del momento nel quale il socio è invece obbligato ad effettuare il finanziamento già deliberato non è stato ancora puntualmente disaminato.
Una volta intervenuta la delibera con l’approvazione della maggioranza in ordine a procedere ad effettuare un finanziamento a favore della società, ancora il singolo socio non è obbligato e lo diventa solamente quando interviene “un’ulteriore, distinta manifestazione di volontà negoziale da parte di ciascun socio uti singulus, la cui prova non richiede forme particolari” (Tribunale Milano, Sez. Specializzata 15 giugno 2017).
La delibera sul finanziamento è una manifestazione di volontà da ricondursi alla sola società che già di per sé richiede un’ulteriore manifestazione di volontà perché possa scaturire l’obbligo ad effettuare il finanziamento.
Il tema è stato considerato in particolare con riferimento all’operazione di aumento del capitale sociale, che anch’esso richiede altra manifestazione successiva indipendentemente dal fatto che lo stesso socio abbia concorso ad approvare la delibera che lo ha disposto.
Questa distinta manifestazione di volontà non ha requisiti formali da osservarsi e la prova può anche essere data con la prova testimoniale. La disamina della prova testimoniale aveva portato, nel caso sottoposto al tribunale di Milano, ad accertare che il socio che non aveva provveduto in ordine a “confermare” il finanziamento si era espresso a favore dell’effettuarlo, ma alla condizione che altra società del gruppo lo pagasse per un consistente credito.
Il verbale assembleare è espressione della volontà dei soci, ma non un titolo di obbligazione verso la società, potendolo invece essere “un apposito negozio di finanziamento stipulato tra quest’ultima e il socio”. Al socio non possono essere imposti apporti o versamenti a qualunque titolo diversi dall’iniziale conferimento per la parte che non risulti liberata.
Esiste poi una pronunzia del Tribunale di Monza del 15 gennaio 2004 che pare affermare l’opposto, ma l’obbligo di finanziamento del quale si parla in sentenza è quello ben diverso dato in sede di società consortile ove per l’art. 2615 ter, 2° co. cod. civ. “l’atto costitutivo può stabilire l’obbligo dei soci di versare contributi in denaro”.

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