Enasarco per i sub-agenti e procacciatori d’affari.

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Di cosa si tratta

Dopo quanto scritto nei precedenti articoli (nel sito: “Previdenza integrativa ed enasarco” e “Previdenza complementare integrativa”, pensiamo di potere arrivare ad affermare che l’illegittimità della previdenza Enasarco sia una tesi che abbia un fondamento. Ma non si può mancare di sviluppare un corollario con riferimento ad altre due categorie di soggetti: i sub-agenti e i procacciatori di affari.
Se guardiamo all’obbligo di iscrizione all’Enasarco come è regolato dalla legge che dà concrete disposizioni (Legge 2 febbraio 1973, n. 12), questa si limita ad affermare all’art. 5: “Sono obbligatoriamente iscritti al Fondo di previdenza dell'ENASARCO tutti gli agenti ed i rappresentanti di commercio che operano sul territorio nazionale in nome e per conto di preponenti italiani o di preponenti stranieri che abbiano la sede o una qualsiasi dipendenza in Italia; sono altresì obbligatoriamente iscritti all'ENASARCO gli agenti ed i rappresentanti di commercio italiani che operano all'estero nell'interesse di preponenti italiani.
È fatta comunque salva l'applicazione delle convenzioni internazionali contro la doppia contribuzione.
L'obbligo di iscrizione al Fondo di previdenza riguarda gli agenti ed i rappresentanti di commercio che operano individualmente e quelli che operano in società, anche di fatto, o comunque in associazione, qualunque sia la forma giuridica assunta, che siano illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali”.
Nella norma che individua gli obbligati non vi è menzione dei sub-agenti e dei procacciatori di affari.
Invece nella Legge 27 novembre 1960, n. 1397: Assicurazione obbligatori †††??A6??¨:a contro le malattie per esercenti attività commerciali all’art. 1 è espressamente detto: “L'assicurazione contro le malattie prevista dalla presente legge è obbligatoria nei confronti dei soggetti che esercitano attività commerciali e turistiche; nonché degli ausiliari del commercio, in possesso dei seguenti requisiti… (N.ro 4 essere (lettera) a) gli agenti e rappresentanti di commercio iscritti nell'apposito ruolo degli agenti e rappresentanti di commercio istituito con L. 12 marzo 1968, n. 316” e lettera e) “i propagandisti e i procacciatori di affari”.
I procacciatori d’affari devono quindi provvedere all’iscrizione e ai versamenti all’Inps per la gestione commercianti. Ricordiamo che devono iscriversi al Registro delle Imprese come "impresa individuale" ed aprire la partita IVA presso l'Agenzia delle Entrate competente. Il procacciatore d'affari occasionale invece non è tenuto ad aprire partita IVA, ed è escluso dalla contribuzione ai fini INPS fino a Euro 5.000,00.
ENASARCO afferma che devono altresì iscriversi all’Ente e devono versare le quote contributive dovute, se le prestazioni di questi soggetti risultino non più "occasionali".
Ancora la Legge 22 luglio 1966, n. 613: Estensione dell'assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti agli esercenti attività commerciali ed ai loro familiari coadiutori e coordinamento degli ordinamenti pensionistici per i lavoratori autonomi, considera: art. 1 “L'assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti è estesa agli esercenti piccole imprese commerciali iscritti negli elenchi degli aventi diritto all'assicurazione obbligatoria contro le malattie istituita con legge 27 novembre 1960, n. 1397, agli ausiliari del commercio ed agli altri lavoratori autonomi iscritti nei predetti elenchi, nonché ai loro familiari coadiutori, indicati nell'articolo seguente.” Poi l’art. 29 dispone: “Le prestazioni spe †††??A6??¨:ttanti agli agenti e rappresentanti di commercio di cui all'articolo 1, terzo comma, lettera a) della legge 27 novembre 1960, n. 1397, per effetto dell'assicurazione obbligatoria disciplinata dalla presente legge, sono erogate, previa convenzione da stipularsi entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge con l'Istituto nazionale della previdenza sociale, dall'Ente nazionale assistenza agenti e rappresentanti di commercio ai propri iscritti.
Dalla data di entrata in vigore della legge il trattamento previdenziale per gli agenti e rappresentanti di commercio, disposto in attuazione degli Accordi economici collettivi per la disciplina del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale del 20 giugno 1956 e 13 ottobre 1958 e loro successive modificazioni, assume natura integrativa del trattamento obbligatorio istituito con la legge stessa.
Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, saranno approvate - sentito il Consiglio di amministrazione dell'E.N.A.S.A.R.C.O. - le norme regolamentari di previdenza derivanti dagli accordi economici predetti e successive modificazioni“.
L’obbligatorietà dell’iscrizione all’INPS e la soggezione alla contribuzione dei procacciatori d’affari è espressamente enunciata e invece nessun riferimento è compiuto ai sub-agenti, come di questi non si parla nella legge n. 12/1973.
Se queste norme vanno interpretate restrittivamente, come è principio di diritto costituzionale in applicazione dell’art. 23 Cost. che si riferisce in generale alle prestazioni che possono essere imposte solo in base alla legge, possiamo con questi soli riferimenti ritenere che non siano soggetti ad Enasarco i soggetti da noi considerati.
La risposta naturalmente è negativa per i sub-agenti, anche se qualche cosa in più potrebbe esse †††??A6??¨:re detto, ma per i procacciatori d’affari il discorso cambia come illustrato.
La diversa specifica ipotesi del sub-agente in attività assicurativa è già stata oggetto tempo addietro di un nostro approfondimento (nel sito: Subagenti di assicurazione: obblighi previdenziali), concludendo per l’esclusione del dovere di pagare Enasarco.
Infatti sulla base della differenza tra il contratto di agenzia e quello di subagenzia, che si incentra esclusivamente sulla figura del preponente, si escludeva che ai subagenti di assicurazione potesse applicarsi la disciplina previdenziale integrativa prevista per gli agenti di assicurazione, mentre si riteneva che fosse loro applicabile la disciplina previdenziale generale dell’Enasarco, data la riconducibilità della loro attività nella fattispecie di cui all’art. 1742 c.c. e per essi “non si applica alcun regime speciale di previdenza integrativa obbligatoria”. A partire dal 1° gennaio 2006 i subagenti di assicurazione sono sottratti all’obbligo di iscrizione all’Enasarco in virtù della previsione espressa dell’art. 343, co. 6, del Codice delle assicurazioni private, per cui gli iscritti nel registro degli intermediari di assicurazione e riassicurazione non sono più soggetti agli obblighi previsti a carico degli agenti di commercio in materia di previdenza integrativa.

(redatto in data 20 novembre 2013)

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