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7 novembre 2017

Centrale Rischi: vi è segnalazione anche in caso di transazione

La Banca d’Italia ha aggiornato a giugno 2017 le istruzioni per gli intermediari creditizi già date con Circolare n. 139 del 11 febbraio 1991.
Nella sezione seconda del capitolo secondo, che dà “Struttura e regole di compilazione della rilevazione mensile e delle rilevazioni inframensili” alla sezione informativa prevede:
“5.5 Sofferenze. Crediti passati a perdita.
Devono essere segnalati nella categoria di censimento sofferenze – crediti passati a perdita i crediti in sofferenza che l’intermediario, con specifica delibera, ha considerato non recuperabili o per i quali non ha ritenuto conveniente intraprendere i relativi atti di recupero. Confluiscono nella categoria anche le frazioni non recuperate dei crediti in sofferenza che hanno formato oggetto di accordi transattivi con la clientela, di concordato preventivo o di concordato fallimentare remissorio, i crediti a sofferenza prescritti e quelli oggetto di esdebitazione.
Nella categoria deve essere rilevato, per l’intera durata del rapporto creditizio, lo stock delle perdite via via accumulate. La segnalazione di dette perdite ha luogo sempreché l’intermediario, ricorrendone i presupposti, abbia segnalato il cliente a sofferenza nella medesima rilevazione o in quella precedente oppure abbia effettuato, nel mese di riferimento della rilevazione, una segnalazione inframensile di passaggio a sofferenza.
La segnalazione non è più dovuta dalla rilevazione successiva a quella in cui il credito è stato interamente passato a perdita ovvero è stata rimborsata la parte non passata a perdita e quindi anche nell’ipotesi di pagamento parziale, anche in forza di una transazione.
In rapporto agli effetti che produce la “segnalazione” non pare essere coerente al sistema che crediti passati a perdita decadano dall’obbligo, mentre restino nei casi di crediti in sofferenza che hanno formato oggetto di “accordi transattivi con la clientela”.
Dal punto di vista del debitore il venire meno della segnalazione quando è integralmente inadempiente è effetto migliore e positivo di quanto non sia l’accordo di definizione, con il quale si effettua un pagamento parziale sul debito, che invece continua ad essere presente.
Non possiamo che prendere come un fatto che questo avvenga per l’obbligo imposto da Banca d’Italia, ma andrebbe riconosciuto che è un effetto perverso e di nessuna utilità a sistema.