Riforma delle societą e amministratori indipendenti:
i vantaggi per le imprese.

a cura di Avv. Alberto Agnelli
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Di cosa si tratta

Con la legge 3 ottobre 2001, n. 366, il Governo è stato delegato a riformare, entro un anno, la disciplina delle società di capitali (S.R.L. e S.p.A.) e delle cooperative.
Per quanto concerne le S.p.A., la legge-delega prevede che la riforma debba essere diretta a garantire la massima autonomia della società, nella scelta dei modelli organizzativi di amministrazione e controllo. Ciò significa che presto le S.p.A. potranno optare per modelli di organizzazione interna alternativi a quello tradizionale fondato sul binomio "CdA - Collegio sindacale".
La scelta del modello di organizzazione interna può avere conseguenze pratiche rilevanti per l'impresa, in termini di abbattimenti di costi e di vantaggi competitivi.
Le S.p.A. potranno scegliere tra tre diversi modelli:

- il modello tradizionale italiano (CdA - Collegio sindacale): il CdA si occupa della gestione sociale e il Collegio controlla tale gestione, senza tuttavia entrare nel merito delle scelte adottate. Entrambi gli organi sono nominati dall'assemblea e quindi sono espressione dell'azionista o gruppo di azionisti di maggioranza;
- il modello tedesco (Consiglio di Gestione - Comitato di Sorveglianza): in questo modello, l'assemblea nomina l'organo di controllo (Comitato di Sorveglianza), il quale a sua volta nomina i membri dell'organo che amministra (Consiglio di Gestione). Questo modello, di derivazione tedesca, è adatto in particolar modo per imprese medio-grandi, con un gruppo di comando stabile e con una presenza forte di componenti esterne, quali i sindacati; il diverso procedimento di nomina, infatti, garantisce tendenzialmente la presenza di componenti della minoranza nell'organo di controllo (ad es., appunto, rappresentanti sindacali) e determina di fatto una supervisione continua e la negoziazione delle scelte di gestione (c.d. 'co-gestione');
- il modello anglosassone (CdA - Comitato di controllo, interno al CdA): la caratteristica principale di questo modello è la previsione di un "unico" organo, il CdA, all'interno del quale sono costituiti dei Comitati, dedicati a specifiche materie: ad esempio, può costituirsi un comitato di 'controllo interno' oppure un comitato per 'determinare la remunerazione degli amministratori'. Questi comitati devono essere formati, in maggioranza, da amministratori indipendenti, ovvero consiglieri nominati dall'assemblea e dotati di determinati requisiti di autonomia rispetto alla società o agli azionisti di riferimento. Gli amministratori indipendenti non sono espressione diretta della minoranza: sono figure qualificate e possibilmente autorevoli che hanno il compito di sorvegliare e intervenire quale voce autonoma nell'interesse della società. Il modello ha un duplice vantaggio: consente che l'amministrazione sia forte e "pronta", in quanto le scelte non devono essere sempre contrattate con componenti di minoranza; consente che il controllo sulla gestione sia effettivo, tempestivo e interno comunque al CdA.

Gli amministratori indipendenti sono tali in quanto non detengano rapporti di parentela o rapporti economici rilevanti con la società (partecipazioni) o con gli azionisti di controllo (es., rapporti commerciali o professionali). Il compenso di amministratore, comunque, non fa venire meno il requisito dell'indipendenza.
I vantaggi specifici per l'impresa connessi alla nomina di consiglieri indipendenti nel CdA possono essere i seguenti:

- i consiglieri indipendenti non si occupano della gestione degli affari sociali (che compete agli amministratori delegati o esecutivi); tuttavia, essi possono essere consultati con riferimento a determinate scelte strategiche ed operative: l'impresa può quindi avvalersi della collaborazione interna di questi membri, dotati di competenze specifiche magari in settori diversi, con abbattimento dei costi ad essa relativi;
- i consiglieri indipendenti controllano la gestione e possono intervenire prima che un'operazione sia compiuta e valutando il merito della scelta, a differenza di quanto può fare oggi il Collegio sindacale che opera un controllo successivo e di mera legalità delle scelte. Nonostante possa apparire controproducente, il controllo preventivo e di merito rappresenta un vantaggio indubbio per l'impresa, in quanto eventuali problematiche legate alle scelte sono affrontate e risolte all'interno del CdA: più il controllo è efficace all'interno (e quindi "riservato"), minori sono i rischi per la società di esposizione ad azioni di responsabilità degli amministratori, ad azioni davanti all'autorità giudiziaria, ad interventi delle autorità di controllo, a rilievi in sede di revisione contabile. L'esposizione a tali vicende ha dei costi, in termini economici e di immagine; ridurre il rischio significa abbattere i costi relativi;

- i consiglieri indipendenti rappresentano un efficace fattore di accreditamento presso gli investitori, in particolare gli investitori professionali. La scelta degli investitori, soprattutto quando si tratta di entrare in una società con una partecipazione importante, si fonda, oltre che su prospettive economico-finanziarie, anche sulle garanzie di trasparenza e correttezza della gestione. La presenza di un consigliere autonomo, qualificato e autorevole nel CdA di un'impresa costituisce un elemento di garanzia e quindi di incentivazione all'investimento. Il conseguente vantaggio per l'impresa derivante dal maggiore apporto di capitali, consiste nell'aumento di valore delle azioni e nella disponibiltà di risorse utilizzabili in progetti strategici di medio e lungo termine.

In sintesi

Il Governo, entro ottobre 2002, riformerà la disciplina dell'organizzazione interna alle s.p.a. Tali società potranno scegliere fra tre diversi modelli di organizzazione.
Il modello anglosassone, che prevede la nomina di amministratori indipendenti nel CdA, presenta alcuni rilevanti vantaggi per l'impresa, in termini di abbattimento di costi e di vantaggi competitivi sul mercato dei capitali:
  • vantaggio competitivo derivante dall'apporto di competenze specifiche e qualificate e abbattimento del costo ad esso relativo;
  • riduzione dell'esposizione ad azioni giudiziarie, disciplinari, di responsabilità e abbattimento dei relativi costi economici e di immagine;
  • vantaggio competitivo derivante dall'incentivazione all'investimento da parte degli investitori professionali e conseguenti vantaggi finanziari e strategici.


(redatto in data 9 gennaio 2002)


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