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5 dicembre 2017

Anticipata estinzione di un prestito contro cessione del quinto: cosa è dovuto

Il Collegio di Bari dell’Arbitro Bancario Finanziario con decisione n. 4461 del 27 aprile 2017 ha deciso sull’istanza di un soggetto per la ripetizione di quanto riteneva dovuto dall’intermediario a titolo di commissioni e oneri non maturati e non ristornati, a seguito dell’anticipata estinzione di un prestito contro cessione del quinto della retribuzione, oltre alle eventuali quote indebitamente trattenute, ed accessori.
Il tema è arrivato con frequenza alla sede dell’Arbitro e si può dare per consolidata la risposta che l’Arbitro dà.
L’intermediario ha chiesto il rigetto del ricorso, eccependo l’insussistenza del diritto alla ripetizione della quota parte non maturata del premio assicurativo, non perché non spettante, ma perché interamente soddisfatto a mezzo assegno circolare; l’insussistenza del diritto alla ripetizione della quota parte delle commissioni accessorie, remunerative di attività up front chiaramente descritte nella documentazione contrattuale; l’infondatezza della pretesa di ristoro delle quote insolute in quanto già soddisfatta a mezzo assegno circolare.
In replica, il ricorrente, con riferimento alle commissioni accessorie, ha sostenuto che nessuna prova documentale è stata fornita dall’intermediario al fine di attestare che la somma sia stata realmente corrisposta all’intermediario intervenuto nel collocamento del prestito; a supporto, per un “contratto identico”, il ricorrente richiama una decisione del Collegio di Napoli. Da ultimo prendeva atto del tardivo rimborso del premio assicurativo e ridimensionava le richieste avanzate in sede di ricorso.
Il Collegio richiamava quindi il costante orientamento secondo il quale, in caso di estinzione anticipata del prestito contro cessione del quinto della retribuzione: (a) sono, in principio, rimborsabili, per la parte non maturata, le commissioni bancarie (comunque denominate), così come le commissioni di intermediazione e le spese di incasso quote; (b) in assenza di una chiara ripartizione, nel contratto, tra oneri e costi up-front e recurring, l’Arbitro ha preso in considerazione l’intero importo di ciascuna delle voci, al fine della individuazione della quota parte da rimborsare; (c) l’importo da rimborsare è stabilito secondo un criterio proporzionale, ratione temporis, tale per cui l’importo complessivo di ciascuna delle voci viene suddiviso per il numero complessivo delle rate e poi moltiplicato per il numero delle rate residue; (d) l’intermediario è tenuto al rimborso a favore del cliente di tutte le voci, incluso il premio assicurativo (v. Collegio di Coordinamento, decisione n. 10035/16 e 10929/16).
In linea con l’orientamento condiviso da tutti i Collegi territoriali, in considerazione della natura up front delle commissioni accessorie contestate dalla ricorrente, il Collegio ha ritenuto il ricorso non meritevole di accoglimento.
Le condizioni generali di contratto, accettate e sottoscritte dal ricorrente, descrivono, infatti, la voce di costo corrispondente alle commissioni accessorie come “le commissioni accessorie dovute per provvigioni alla rete di vendita esterna (agenti in attività finanziaria, mediatori creditizi, intermediari finanziari o banche) a cui si è direttamente rivolto il Cedente per: i) ricercare ed attivare la soluzione finanziaria di proprio interesse, definita con il contratto; ii) concorrere all’attività di istruttoria del contratto; iii) assistere il Cedente sino all’erogazione del finanziamento. Le commissioni accessorie riguardano, quindi, lo svolgimento di una serie di concrete attività preliminari e contestuali alla conclusione del contratto e, pertanto, per la loro stessa natura, in caso di rimborso anticipato, queste spese non saranno rimborsate, nemmeno in parte, al Cedente perché sono maturate interamente all’atto del perfezionamento del contratto, indipendentemente dall’estinzione del finanziamento”. Si tratta di attività destinate ad esaurirsi con la conclusione del contratto e non oggetto, pertanto, di rimborso in caso di estinzione anticipata del contratto di finanziamento.
In merito alla richiesta formulata dal ricorrente, in modo invero generico, di restituzione di eventuali quote indebitamente trattenute, l’Arbitro rilevava che, per quanto non vi fosse evidenza di ratei insoluti nel conteggio estintivo, l’intermediario avrebbe provveduto al relativo ristoro mediante assegno. La circostanza non era contestata in sede di repliche e inconferente appariva il richiamo del ricorrente alla decisione del Collegio di Napoli, che ha riconosciuto la retrocessione delle commissioni accessorie sulla base di presupposti non ricorrenti in questo caso.

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