11 maggio 2017

Agenzia: recesso in tronco del preponente

La Corte di Cassazione ha affermato che il recesso in tronco del preponente (c.d. ad nutum) non dà diritto ad altri risarcimenti oltre al preavviso quando il recesso non sia illecito (Cass. 2 febbraio 2017, n. 3251).
In parte il principio sembrerebbe contrastare con altra pronuncia comunitaria che abbiamo di recente commentato (nel sito cfr.: “Giurisprudenza comunitaria in materia di agenzia: cumulabilità del risarcimento del danno effettivo alla indennità di clientela”, tuttavia non vi è contrasto in quanto nel diverso caso considerato la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è pronunciata sul tema della possibilità di cumulare l’indennità di clientela al risarcimento del maggior danno che abbia subito l’agente all’atto della cessazione del rapporto per fatto del committente, senza necessità di dimostrare l’esistenza di un illecito contrattuale imputabile al committente, né il relativo nesso causale. In questo caso veniva indicato come necessario che il danno richiesto fosse distinto da quello risarcito dall’indennità di clientela.
Nel caso ora considerato la richiesta dell’agente era di vedere riconosciuto un danno “in ogni caso” nel quale vi fosse stato l’esercizio del diritto di recesso in tronco e senza avere goduto del periodo i preavviso, che naturalmente restava dovuto.
Il danno che deriva dalla risoluzione ad nutum del contratto può comportate il diritto ad un risarcimento ulteriore quando sia illecito il comportamento e il riconoscimento dell’indennità di cessazione del rapporto a favore dell’agente può essere cumulabile, ex art. 1751 co. 4 cod. civ., con l’ulteriore diritto al risarcimento del danno, quando la risoluzione del rapporto sia avvenuta con modalità ingiuriose o abbia condotto ad un illecito (contrattuale o extracontrattuale).
L’assenza di una giusta causa alla risoluzione non dà ingresso a un ulteriore titolo risarcitorio se non sia comprovata l’esistenza di un termine minimo di durata del contratto dal quale possa desumersi una legittima aspettativa dell’agente alla continuazione del rapporto. Infatti salvo l’obbligo del preavviso, il diritto di recedere liberamente dal contratto di agenzia a tempo indeterminato è una facoltà legittima per il preponente che la può esercitare quando ragioni sue proprie lo consigliano di operare in tale modo.
Gli articoli 1750 e 1751 cod. civ. attribuiscono infatti alle parti, fatto salvo l’obbligo del preavviso, il diritto di recedere liberamente dal contratto di agenzia a tempo indeterminato e mancando dunque, nel caso di specie, la prova documentale, ex art. 1742 c.c., di un termine minimo di durata del contratto, dal quale potesse desumersi una legittima aspettativa dell’agente alla continuazione del rapporto, non è configurabile il compimento di un fatto illecito nel recesso in tronco del preponente.

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