PMI: la nuova prassi bancaria su assegni e concessione del credito.



 

Di cosa si tratta

L'ABI (Associazione Bancaria Italiana), allo scopo di migliorare e rendere più trasparente il rapporto tra le banche e le piccole imprese, ha promosso due interessanti iniziative: "Tempi medi di risposta sul credito alle Piccole Imprese" e i "Tempi certi di disponibilità delle somme versate con assegni".
I beneficiari di tali iniziative saranno le imprese non finanziarie, comprese le aziende familiari, classificate come "micro" o "piccole" imprese, secondo la definizione contenuta nella Raccomandazione della Commissione europea del 6 maggio 2003:

  • piccole imprese: fino a 50 dipendenti e €. 10 mln di fatturato;
  • micro imprese: fino a 10 dipendenti e €. 2 mln di fatturato.

"Tempi medi di risposta sul credito alle Piccole Imprese". Con tale iniziativa, le banche si impegnano, per le operazioni di credito (esclusi i rinnovi senza aumento e gli aumenti temporanei di fido) relative ad importi fino a 500.000 euro, a misurare i tempi di risposta delle pratiche di affidamento, ossia il numero di giorni lavorativi intercorrente tra la data di presentazione della domanda corredata della documentazione completa e la data della comunicazione dell'esito da parte della banca al cliente e quindi fornisce all’imprenditore una conoscenza anticipata dei tempi medi di affidamento. In questo modo, l’imprenditore potrà altresì operare un confronto tra i tempi medi di delibera dichiarati da ciascuna banca.
I tempi medi di delibera delle pratiche di fido devono essere adeguatamente pubblicizzati e trimestralmente aggiornati, attraverso, in particolare, un "Tabellone informativo" da apporsi nei vari istituti, una "Guida all'iniziativa” a disposizione dei clienti e un’adeguata pubblicizzazione sia negli istituti che nei siti internet delle varie banche.
"Tempi certi di disponibilità delle somme versate con assegni". Mira a predeterminare i termini massimi di disponibilità delle somme versate con assegno e a fare chiarezza per l’utente sui meccanismi della c.d. "disponibilità economica" e della c.d. "non stornabilità".
Con questa iniziativa si intende rendere più semplice il rapporto con quei piccoli imprenditori (commercianti, artigiani, professionisti) che ogni giorno devono incassare numerosi assegni e che quindi pianificano le proprie uscite anche in base ai tempi di disponibilità delle somme versate.
I tempi massimi stabiliti sono di otto giorni lavorativi per la fase iniziale dell'iniziativa: le banche aderenti si sono cioè impegnate a rendere disponibile al cliente la somma versata al massimo entro otto giorni lavorativi successivi alla data di negoziazione.
Tale termine massimo può essere superato solo per motivate cause di forza maggiore (cioè a dire, ogni evento di carattere eccezionale - compreso lo sciopero del personale dipendente - che impedisca il regolare svolgimento delle attività relative all'esecuzione delle operazioni di incasso degli assegni, e non imputabile al soggetto presso il quale si verifica - banca negoziatrice, banca trattaria, altri soggetti dei quali dette banche si avvalgono per l'esecuzione delle operazioni in questione - o che ne subisca le conseguenze e non superabile con l'ordinaria diligenza). Dal 1° ottobre prossimo gli indicati tempi massimi di disponibilità saranno ulteriormente ridotti a sette giorni lavorativi (sono ovviamente escluse da questo regime le operazioni sull’estero).
Le forme di pubblicizzazione dell’iniziativa sono analoghe a quelle sopra descritte per i tempi di risposta al credito. In più è prevista la Tabella dei tempi, riportata sui siti delle varie banche e sul sito di PattiChiari (www.pattichiari.it), indicante i termini di disponibilità economica e di non stornabilità applicati dai singoli istituti di credito.

In sintesi

In concreto, per quanto riguarda i tempi di risposta al credito, all'imprenditore interessato viene anzitutto fornita la "Guida all'iniziativa"; in caso di interesse deve essere consegnata copia della domanda di affidamento, copia del contratto quadro e l'elenco dei documenti da consegnare, con l'indicazione del dipendente incaricato di accettare i documenti e di intrattenere i contatti relativi alla richiesta di affidamento.
Quando l’imprenditore consegna la documentazione richiesta, gli viene consegnata la ricevuta che attesta l'avvenuta consegna, con indicata la data di ritiro dei documenti, con timbro e firma di ricevuta: da questo momento decorre il tempo per il calcolo del tempo medio di risposta.
La banca può richiedere (per non più di due volte) documenti integrativi pertinenti rispetto alla valutazione del rischio di credito: in questa ipotesi si sospende la misurazione dei tempi di istruttoria. Se l’imprenditore omette di consegnare la documentazione entro il termine massimo di 30 giorni la banca potrà archiviare la posizione.
La risposta della banca dovrà essere comunicata sempre per iscritto, sia nel caso sia affermativa sia nel caso in cui la pratica venga respinta.
Quanto all’iniziativa sugli assegni, può essere utile illustrare i concetti di “disponibilità economica” e di “non stornabilità”. Il primo indica il tempo entro il quale la somma versata diviene in concreto disponibile per il correntista, tenendo presente che in seguito è ancora possibile lo storno dell’assegno se la negoziazione non ha buon fine (per es. per mancanza di fondi). Il secondo indica il momento a partire dal quale il correntista può esser certo che le somme non saranno più stornate e sono quindi definitivamente acquisite al conto e disponibili.


(redatto in data 22 settembre 2004)


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